06:15 20 Novembre 2019
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La mafia nigeriana a rischio di radicalizzazione - DIA

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Nell’ultimo rapporto della DIA è stato reso noto che la mafia nigeriana è in contatto con la madrepatria, dove continua ad agire il gruppo estremista islamico Boko Haram.

Nel rapporto semestrale della Direzione investigativa antimafia al Parlamento italiano è stato affrontata la questione dell’espansione e della crescita delle mafie in Italia. In particolare la mafia nigeriana manterrebbe a quanto pare costanti contatti con la madrepatria, situazione che secondo la DIA va continuamente monitorata, vista la quantità di “correnti filo-islamiche radicalizzate in Nigeria, dove Boko Haram continua a diffondersi”. 

In particolare secondo la DIA maggiore attenzione andrebbe rivolta alle carceri dove i reclusi potrebbero venire a contatto con elementi radicalizzati.

Il rapporto inoltre osserva che la mafia nigeriana agisce in Sicilia dove ha trovato un suo spazio concesso da Cosa Nostra.

L’operazione della polizia contro la mafia nigeriana

Recentemente la squadra mobile di Bologna in collaborazione con altre province dell'Emilia e Bergamo hanno condotto un'operazione anticrimine che ha portato all’arresto di 15 persone con l’accusa di associazione criminale di stampo mafioso.

Il gruppo in questione si faceva chiamare Maphite, con le caratteristiche di una setta religiosa, legata a una forma di culto, ma dedita al crimine. Controllavano il business della droga a Torino e gestivano le reti di pusher di barriera Milano. Tra le varie attività criminali c'era anche il business della prostituzione. 

Le attività finanziarie delle mafie in Italia

Il rapporto ha analizzato nel dettaglio i settori di espansione della mafia che vedono una particolare concentrazione d'investimenti nel Nord Italia.

La DIA evidenzia come siano le regioni del Nord a prevalere con “un totale di 103.576 operazioni, il 46,3 per cento (47.909 operazioni), il 33,8 per cento (35.034) al Sud e il 18,7 per cento (19.396) nelle regioni del Centro Italia".

Questa concentrazione nel Nord Italia va attribuita principalmente al fatto che la mafia tende a fare i suoi investimenti nelle aree più produttive attraverso aziende o imprenditori “prestanome” in gravi difficoltà finanziarie, che per rimettersi in sesto finanziariamente si mettono al servizio di organizzazioni criminali.

A.N.

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