04:55 20 Novembre 2019

Il vino rosso può facilitare l'adattamento allo spazio

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Nello spazio il corpo umano può soffrire per l’assenza di gravità. Ad Harvard hanno trovato un metodo particolare per facilitare l’adattamento.

Il corpo umano è abituato all’atmosfera terrestre: senza forza di gravità l’organismo comincia a cadere a pezzi nel senso più letterale. Quando in futuro saranno possibili lunghe spedizioni spaziali, per esempio su Marte, questo potrebbe minare seriamente alla salute degli astronauti.

Nei settant’anni trascorsi dall’inizio dell’era spaziale gli studiosi hanno esaminato attentamente gli effetti dell’assenza di peso. Nelle prime 48 ore nello spazio un essere umano si sente male, prova nausea, mal di testa, perdita di appetito. Più tardi, se non vengono prese serie misure, gradualmente i muscoli si atrofizzano e i tessuti ossei si danneggiano.

Chi partecipa a voli lunghi è soggetto a una riduzione del volume del sangue, a un indebolimento del sistema immunitario, a disfunzioni del cuore. Alcuni astronauti di più di 40 anni lamentano problemi alla vista. In orbita le persone possono perdere fino all’1% della propria massa ossea al mese.

“Se prima o poi vogliamo mandare l’uomo su Marte, dovremo imparare a superare questo problema. Se il corpo umano stesse nello spazio per 10 o 20 anni è probabile che lo scheletro si distruggerebbe completamente”, spiegano gli scienziati.

Un metodo efficace per prevenire problemi del genere è l’attività fisica, ma gli scienziati sono alla ricerca di nuovi rimedi. Una nuova ricerca condotta alla Harvard Medical School ha rivelato una soluzione inaspettata che potrebbe permettere di tenere in forma gli astronauti: il vino rosso. La bevanda, infatti, può aiutare a contrastare la bassa gravità grazie a una sua componente, il resveratrolo, come segnala Frontiers in Physiology.

Per arrivare a questa conclusione i ricercatori hanno svolto un esperimento con un gruppo di topi, alla metà dei quali veniva somministrata acqua con resveratrolo, mentre la seconda metà beveva acqua normale. Dopodiché le cavie venivano appese al soffitto di una cella nella quale si riproduceva la forza di gravità presente su Marte (il 40% circa di quella terrestre). Dopo 14 giorni si è osservato che i topi cui era stato somministrato il resveratrolo avevano conservato praticamente la stessa forza e subìto una perdita di tessuto osseo lieve, mentre gli altri erano notevolmente indeboliti.

“Il resveratrolo conserva la massa ossea e muscolare dei topi durante l’assenza di peso. È possibile che una dose giornaliera moderata di questa sostanza possa aiutare ad alleviare l’atrofia muscolare nelle condizioni di vita su Marte”, hanno concluso gli autori della ricerca.

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Spazio, Marte
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