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17:51 23 Agosto 2019
Il test per il virus di Ebola

Epidemia di ebola fuori controllo, Italia offre misure di prevenzione

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Mondo
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Fuori controllo, secondo l'OMS, l'epidemia di ebola che da più di un anno affligge la Repubblica Democratica del Congo.

Quella che è in corso è la più seria epidemia di ebola che ha colpito la Repubblica Democratica del Congo, dopo quella del 2013. Sarebbero 1676 i casi di morte per ebola, su 2512 casi, in poco più di un anno. Una malattia con un altissimo tasso di virulenza, che non risparmia medici e sanitari e di difficile espansione geografica proprio per la velocità con cui si manifesta la sua violenza letale

È proprio per questa ragione che adesso l'OMS è preoccupata. Si tratta di un caso recente, quello di un pastore evangelico, che nella domenica è giunto a Goma da Butento su un autobus. Arrivato nella metropoli (Goma conta due milioni di abitanti) al confine con l'Uganda, ha manifestato i sintomi della malattia, ed è deceduto martedì. 

La preoccupazione è che il virus possa espandersi in una città così popolosa e che possa oltrepassare la frontiera. L'allerta è per le diciotto persone che le autorità stanno cercando di individuare, ma è chiaro che allo stato dei fatti non si può avere il polso della situazione. Per questa ragione l'OMS si è riunita ieri stesso, per discutere del caso avvenuto a Goma, e ha decretato lo stato emergenza mondiale. 

"Sebbene non ci siano prove di un avvenuto contagio a Goma, RDC o in Uganda, questi eventi rappresentano una preoccupante espansione geografica del virus. È ora che il mondo ne prenda atto". Sono queste le parole usate dal direttore generale dell'OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, per commentare la situazione.

​Anche l'organizzazione Medici Senza Frontiere esprime preoccupazione e allerta sul decorso dell'epidemia.

"L'epidemia non è sotto controllo e abbiamo bisogno di un cambio di marcia, di velocità", afferma Joanne Liu, presidente dell'organizzazione."I segnali sono chiari: la gente continua a morire nelle comunità, continua il contagio fra gli operatori sanitari e la trasmissione della malattia non riesce a fermarsi". 

Sia l'OMS che i MDS sono d'accordo sul fatto che le restrizioni alla mobilità non possono essere adottate come misure di sicurezza, sia perché spingerebbero le persone a muoversi attraverso passi clandestini, rendendo ancor più difficile il monitoraggio della malattia, sia perché a questa misura va preferita una profilassi della prevenzione del contagio. 

La prima epidemia di ebola era stata rilevata nella RDC, allora Zaire, nel 1976. Lo stesso nome della malattia, indica il luogo in cui avvenne il primo caso epidemico, ovvero il fiume Ebola. Si tratta di una febbre emorragica di origine virale, che si trasmette sia tra persone, attraverso il contatto, che tra persone e alcune specie di animali. L'alta mortalità, la mancanza di vaccini e terapie adeguate, fanno sì che il virus sia stato in passato preso in considerazione come arma di biologica, da alcune organizzazioni terroristiche, come la setta giapponese Aum Shinrikyō. 

Tuttavia non si è mai verificata alcuna epidemia al di fuori delle zone localizzate in Africa. Ci sono stati sporadici casi, che sì hanno fatto scalpore, negli Stati Uniti e in Europa. Nel 2015, infatti, nell'ospedale Carlos III di Madrid, veniva ricoverato il primo paziente affetto da ebola in Europa, Teresa Romero, che aveva contratto la malattia curando un missionario affetto, di ritorno dall'Africa, poi deceduto. 

Nel 2017, durante un'altra epidemia che stava flagellando il Congo, dinnanzi al rischio sconfinamento, l'Italia era intervenuta in Uganda con il progetto ENDORSE, portando tute protettive e per formare personale sulla prevenzione e la gestione dei casi. Grazie a questo progetto, sostenuto dalla fondazione Corti di Milano era stato formato personale in ogni ospedale, personali istruito ad usare le misure di precauzione, a riconoscere la malattia e trasportare in sicurezza i contagiati da un ospedale all'altro. 

Tags:
Africa, ebola, OMS, Repubblica democratica del Congo
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