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06:39 26 Agosto 2019
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Come si muovono i tentacoli della Ndrangheta in Sud America

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La notte del 23 giugno, il "re della cocaina di Milano" è fuggito da una prigione uruguaiana. L'8 luglio, la polizia brasiliana ha arrestato due fuggitivi italiani. Cosa li unisce? Tutti loro sono membri della Ndrangeta.

Il fatturato della Ndrangeta è di circa 43 miliardi di euro all'anno, derivanti principalmente dal commercio illegale di droga, dal racket delle imprese di costruzione, dai ristoranti e dai supermercati. Inoltre ha forti legami con il Sud America, dove si trovano i produttori di cocaina e da dove viene consegnata in Europa.

"Qui hanno una presenza permanente, che ha radici storiche molto forti (...) Prima di tutto, sono la Colombia, il Perù e la Bolivia, cioè i paesi che producono cocaina", ha detto a Sputnik il giornalista Matteo Forciniti.

La mafia ha dozzine di persone di cui si fidano. Da decenni vivono costantemente in Sud America, sono sposati e hanno famiglie, e da lì gestiscono gli affari.

I cartelli colombiani si fidano della Ndrangheta grazie alla mancanza dei cosiddetti pentiti. E anche perché pagano sempre in tempo, "non hanno mai avuto alcun debito con i colleghi colombiani", ha spiegato Forciniti.

La rara apparenza del "pentito" tra i calabresi è spiegata dal modo in cui i membri dell'organizzazione vengono reclutati. Questa è la sua principale differenza dalle altre mafie. La ndrangheta seleziona i suoi membri secondo il criterio della relazione di sangue, che porta ad una straordinaria coesione nel clan familiare e complica l'indagine delle sue attività.

"Questa è una cosa molto semplice, elementare: non riferirai di tuo padre, fratello, cugino. Succede molto raramente", spiega Forciniti.

Inoltre, ogni famiglia ha una certa autonomia, quindi "gestisce i suoi affari in modo abbastanza indipendente".

"Onorando questo modo di condurre il business della droga, la Ndrangeta evoca una certa dose di fiducia rispetto ad altre organizzazioni criminali come la mafia siciliana".

Secondo Forciniti, nel tempo, la Ndrangheta ha guadagnato una "buona reputazione" in Europa e in Sud America, che ha permesso loro di godere dei "privilegi" rispetto ad altre organizzazioni. Ad esempio, i calabresi riescono ad acquistare cocaina ad un prezzo molto più basso rispetto ad altre mafie.

La strategia è solitamente la stessa: vengono create società fittizie a Panama e da lì vengono organizzati il ​​traffico di droga e i trasporti. Fornitori della Ndrangheta trasportano cocaina su camion attraverso la giungla amazzonica, in Brasile, la caricano sulle navi nel porto di Santos, nello stato di San Paolo, il più grande del Sud America.
Da lì, spediscono, ad esempio, conteiner di canna da zucchero e mettono dentro loro diversi pacchetti di cocaina. Quindi sono chiusi e timbrati. Ma all'interno lasciano un altro timbro ufficiale, con il quale sigillano il contenitore dopo che la cocaina è stata scaricata nel porto di Gioia Tauro, in Calabria.

Oltre alla presenza in Perù, Colombia e Bolivia, Forciniti ritiene del tutto possibile che la Ndrangheta si stia stabilendo in Venezuela.

"Antonio Nicaso ha parlato di questo, in particolare, che la Ndrangeta sta cercando di approfittare della crisi, soprattutto per quanto riguarda gli investimenti e il riciclaggio di denaro sporco".

Allo stesso tempo, nota che la Ndrangeta "ha un'importante presenza storica in Venezuela, che ha avuto inizio anche prima del regno di Chávez. Questa non è una questione ideologica. La ndrangheta è una multinazionale, va dove può fare affari".

In Brasile, la polizia federale ha arrestato due italiani, membri dell'unità operativa della Ndrangeta in Sud America. Uno dei fermati, Nicola Assisi, fu uno dei più importanti intermediari della mafia calabrese.

In precedenza, Assisi era stato condannato a 14 anni per traffico di droga in Italia; l’altro fermato, suo figlio Patrick, occupava almeno tre appartamenti in un lussuoso edificio a Praia Grande. Entrambi sono stati latitanti dal 2014 e negli ultimi anni hanno probabilmente oltrepassato i confini del Portogallo e dell'Argentina con passaporti falsi. Assisi è membro della stessa organizzazione criminale di Rocco Morabito, fuggito a fine giugno con altri detenuti da una prigione in Uruguay.

"Gli arresti non sono notizie, ma un evento comune", ha detto Forciniti. "Questi recenti eventi confermano solo la vecchia teoria secondo cui la Ndrangeta è strettamente connessa con il continente su cui viene prodotta la cocaina e che è la sua principale fonte di reddito".

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America Latina, ndrangheta
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