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07:47 26 Agosto 2019
Mitragliatore Ak-103

Autorità venezuelane accusano sostenitori di Guaidò di vendere armi rubate

© Sputnik . Vladimir Astapkovich
Mondo
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La crisi politica in Venezuela (428)
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Il ministro delle Comunicazioni e dell'Informazione venezuelano Jorge Rodriguez ha accusato i sostenitori del leader dell'opposizione Juan Guaidò arrestati di aver cercato di vendere armi rubate da un deposito militare.

In precedenza il presidente dell'Assemblea Nazionale (Parlamento) Guaidò aveva denunciato sui social network il rapimento di due militanti.

"Avevano intenzione di vendere le armi rubate da un deposito della Guardia Nazionale Bolivariana, con cui avevano cercato di perpetrare il colpo di stato il 30 aprile", ha detto Rodriguez in una conferenza stampa nel palazzo presidenziale Miraflores.

Secondo Rodriguez, le indagini sono durate trenta giorni, a margine delle quali sono state arrestate tre persone. Il ministro ha detto che i fermati avrebbero cercato di vendere i mitragliatori AK-103 destinati alle forze speciali per 35mila $.

Crisi venezuelana: l'inizio

In Venezuela il 21 gennaio sono iniziate le proteste contro il presidente Nicolas Maduro poco dopo il suo giuramento. Il presidente dell'Assemblea Nazionale, controllata dall'opposizione, Juan Guaidò si è autoproclamato capo di Stato ad interim. Diversi Paesi occidentali guidati dagli Stati Uniti hanno dichiarato di riconoscere il leader dell'opposizione come legittimo presidente. Maduro ha definito Guaidò un burattino degli Stati Uniti. La Russia, la Cina, la Turchia e diversi altri Paesi hanno ribadito il loro sostegno a Maduro come l'unico presidente legittimo. Per Mosca è inesistente l'autorità presidenziale di Guaidò.

Tema:
La crisi politica in Venezuela (428)
Tags:
Venezuela, Situazione in Venezuela
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