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16:21 24 Agosto 2019
Huawei

Huawei conferma disponibilità a firmare accordi "senza spionaggio" con qualsiasi paese

© REUTERS / Aly Song
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Il presidente del consiglio di amministrazione del gigante cinese delle telecomunicazioni Huawei, Liang Hua, ha ribadito venerdì la disponibilità dell'azienda a concludere un accordo “senza spionaggio”, (no-spy, no-backdoor agreement) per garantire che le attrezzature dell'azienda non vengano utilizzate per attività di spionaggio.

"Huawei non arriverà mai a raccogliere dati d'intelligence, le apparecchiature Huawei non hanno mai avuto e non avranno mai le cosiddette backdoor... Ci atteniamo al principio che i clienti sono la nostra priorità e che non faremo mai del male ai nostri utenti. Huawei è pronta a firmare accordi con qualsiasi paese, stipulando che le nostre attrezzature rispetteranno standard no-spy, no-backdoor", ha detto Liang in un briefing.

Verso la fine di giugno, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che gli Stati Uniti avrebbero permesso alle compagnie statunitensi di vendere attrezzature a Huawei dopo che alle entità statunitensi è stato vietato fare affari con il gigante cinese per questioni di sicurezza nazionale. La scorsa settimana, Washington ha parzialmente aperto le domande di licenza di esportazione per inviare merci all'azienda cinese.

Mentre Huawei cerca di partecipare allo sviluppo di reti 5G all'avanguardia all'estero, un certo numero di paesi, in particolare gli Stati Uniti, ha sottolineato i legami del CEO di Huawei con il governo cinese, sostenendo che le attrezzature dell'azienda esportate all'estero potrebbero essere utilizzate per spiare gli utenti per Pechino.

Washington, che ha anche vietato al governo del paese di utilizzare le apparecchiature prodotte da Huawei e di un altro gigante delle telecomunicazioni cinese, ZTE, ha invitato i suoi alleati a escludere il gigante dallo sviluppo delle loro reti 5G. Australia e Nuova Zelanda hanno già vietato a Huawei di partecipare ai loro progetti 5G.

Alla fine di aprile, Bloomberg segnalava, citando Vodafone Group Plc, il gruppo di telecomunicazioni del Regno Unito, che le apparecchiature di Huawei fornite in Italia diversi anni fa avevano "backdoor nascoste" che avrebbero permesso al gigante cinese di accedere segretamente alla rete fissa di Vodafone nel paese.

Sia Huawei che Pechino hanno respinto le accuse di spionaggio, con la società che nega anche l'esistenza di "backdoor" nelle sue attrezzature.

 

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Huawei, Spionaggio, Spionaggio, Spionaggio
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