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10:02 19 Luglio 2019

Guaidó sostiene sanzioni USA contro intelligence militare del Venezuela

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La crisi politica in Venezuela (417)
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L’oppositore ha comunicato delle conseguenze per "coloro che commettono o permettono violazioni dei diritti umani".

Il leader dell'opposizione venezuelana, Juan Guaidó, ha sostenuto la decisione degli Stati Uniti d'includere nelle liste delle sanzioni la direzione generale del controspionaggio militare del paese sudamericano. Il politico ha rilasciato una dichiarazione giovedì su Twitter.

"Lavorando con i nostri alleati, cerchiamo giustizia per le torture e le persecuzioni: coloro che commettono o permettono violazioni dei diritti umani dovrebbero sapere quali saranno le conseguenze e che possono passare dalla parte dei venezuelani", ha scritto Guaidó, pubblicando un link alla decisione del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti.

In precedenza, l'Ufficio del Procuratore Generale del Venezuela ha riferito che il capitano delle forze armate della repubblica, Rafael Acosta Arevalo, detenuto per coinvolgimento nel tentativo di colpo di stato, è morto mentre era in prigione. La morte dell'ufficiale è stata confermata dal suo avvocato, aggiungendo che la sua morte è stata causata da torture, i cui segni presumibilmente sarebbero stati visibili quando il detenuto è stato portato in tribunale. Più tardi si è saputo che le autorità della Repubblica Bolivariana hanno arrestato due ufficiali del controspionaggio militare nazionale, sospettati di aver ucciso un ufficiale.

Le sanzioni USA contro il Venezuela

Giovedì, il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha annunciato l'introduzione di sanzioni contro la Direzione Generale del Controspionaggio Militare del Venezuela in relazione alla morte di Acosta Arevalo. Il ministero ha osservato che essi considerano "loro dovere di porre fine al trattamento inumano dell'ex regime del (presidente venezuelano Nicholas Maduro) conTRO oppositori politici, cittadini innocenti e rappresentanti dell'esercito".

Un portavoce del Dipartimento di Stato americano, in riferimento all'avvio dei negoziati tra il governo e l'opposizione venezuelani, ha detto che il futuro del Venezuela deve includere la partenza del presidente Nicolas Maduro.

Egli ha aggiunto che gli Stati Uniti credono che Maduro abbia dimostrato di non volere o non essere in grado di rispettare i processi democratici a causa della sua "crescente repressione delle istituzioni democratiche".

La crisi politica in Venezuela

La crisi politica in Venezuela è cominciata il 21 gennaio, quando sono iniziate proteste di massa in Venezuela contro l'attuale presidente del paese, Nicolas Maduro. Il 23 gennaio, il capo dell'Assemblea nazionale di opposizione, Juan Guaidó, si è proclamato l'attuale presidente del Venezuela, ed è stato immediatamente riconosciuto dagli Stati Uniti e da un certo numero di paesi dell'America Latina.

L'opposizione del Venezuela il 30 aprile ha tentato un colpo di stato. Juan Guaidó e i suoi sostenitori si sono radunati a Caracas davanti alla base militare di Carlota. In precedenza, Guaidó ha invitato il popolo del Venezuela e l'esercito a scendere in piazza per completare l'Operazione Freedom e rovesciare il presidente legittimo, Nicolás Maduro. Il Capo dello Stato e il ministro della Difesa hanno dichiarato la lealtà delle forze armate alle autorità legittime. Le autorità hanno successivamente annunciato il fallimento del tentativo di colpo di stato e Maduro ha ordinato d'iniziare a indagare sugli eventi del 30 aprile.

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Violazioni, Juan Guaidó
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