22:15 21 Novembre 2019

USA potrebbero negare visto al re dell’Arabia Saudita

© AFP 2019 / Bandar Algaloud/Courtesy of Saudi Royal Court
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Nuovo progetto di legge presentato al Senato USA per rivedere i rapporti con l’Arabia Saudita: alla famiglia reale potrebbero vietare l’ingresso.

Il presidente del Comitato per gli Affari Esteri del Senato del Congresso USA, il repubblicano James Risch, ha presentato all’attenzione dei senatori un progetto di legge che prevede di rivedere i rapporti tra Stati Uniti e Arabia Saudita. I motivi sono la violazione nel paese dei diritti umani e l’uccisione del giornalista saudita Jamal Khashoggi, avvenuta nel 2018.

I coautori del progetto di legge sono i senatori Jeanne Shaheen (democratica del New Hampshire), Marco Rubio (repubblicano della Florida) e Chris Coons (democratico del Delaware). Il progetto di legge prevede una revisione strategica totale delle relazioni con l’Arabia Saudita e l’introduzione di limitazioni sul rilascio dei visti ai cittadini sauditi, includa la famiglia reale.

Risch ha sottolineato che il comportamento dell’Arabia Saudita, che suscita preoccupazioni già da lungo tempo, ha raggiunto il picco con l’uccisione di Jamal Khashoggi, un evento terribile i cui responsabili devono essere puniti.

Secondo Shaheen è importante il fatto che i rappresentati di entrambi i partiti USA, sia i democratici che i repubblicani, siano d’accordo sulla necessità di cambiare la politica nei confronti dell’Arabia Saudita.

“In relazione alla crescita delle preoccupazioni riguardo la violazione dei diritti umani in Arabia Saudita e all’allarmante negligenza nel rispetto delle norme internazionali il Congresso deve prendere ulteriori misure per convincere l’amministrazione a rivedere i rapporti tra i due paesi. Gli USA non possono ignorare le azioni del regno e questo progetto di legge è un messaggio diretto dei due partiti alla dirigenza dell’Arabia Saudita”, si legge nella dichiarazione pubblicata sul sito del Comitato.

L'assassinio di Jamal Khashoggi

Khashoggi, giornalista del Washington Post, noto per le sue critiche alla politica saudita, è scomparso il 2 ottobre 2018 dopo essere entrato nel consolato saudita a Istanbul. Dopo aver inizialmente negato qualsiasi conoscenza del luogo in cui si trovava Khashoggi, Riad ha ammesso a ottobre che il giornalista era stato ucciso in una rissa all'interno del consolato e che il suo assassinio era stato premeditato. Il 15 novembre, il Tesoro americano ha sanzionato 17 cittadini sauditi presumibilmente coinvolti nell'uccisione di Khashoggi, tra cui Saud Al-Qahtani, l'ex aiutante anziano del principe ereditario saudita'. Altri paesi, tra cui Germania, Francia e Canada hanno imposto misure restrittive in relazione alla vicenda.

A novembre 2018 Trump ha definito l'assassinio "veramente brutto", ma aggiunto che fosse ridicola l'indignazione della gente per questo omicidio di fronte a pratiche brutali di paesi come la Cina. 

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