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08:47 26 Agosto 2019

Vitamine e integratori killer: cosa prendiamo in realtà?

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Non solo in molti casi l’assunzione di integratori alimentari è inutile: spesso comporta anche dei rischi, compreso quello di ictus.

Assumere contemporaneamente calcio e vitamina D aumenta il rischio di ictus del 17%, hanno rilevato alcuni ricercatori americani. E la maggior parte degli integratori alimentari non apporta al sistema cardiovascolare alcun giovamento. I medici ricordano che l’assunzione di integratori è necessario solo a determinati gruppi di persone in casi speciali.

Sono n Regno Unito il 45% circa della popolazione assume integratori di vitamine. Tuttavia molti di questi ultimi non solo sono inutili, ma possono addirittura comportare danni per il cuore e i vasi sanguigni, avverte il gruppo di ricercatori, guidato dal dott. Safi U. Khan dell’Università del West Virginia.

La ricerca, i cui risultati sono stati pubblicati nella rivista Annals of Internal Medicine, ha previsto l’analisi di 277 studi clinici randomizzati ai quali ha partecipano quasi un milione di persone. Gli studiosi hanno analizzato gli effetti di 16 tipi di integratori alimentari e 8 esperimenti durante i quali variavano le dosi.

La ricerca ha dimostrato che gli acidi grassi omega-3, di solito contenuti nel grasso del pesce, riducono il rischio di ictus e di ischemia.

L’acido folico riduce il rischio di ictus, mentre l’assunzione di calcio e vitamina D contemporaneamente lo aumenta del 17%.

Ma quasi tutto il resto, compresi gli integratori di ferro, vitamina B3 e tutti i possibili integratori multivitaminici “non ha esercitato un’influenza significativa sulla mortalità o la casistica di malattie cardiovascolari”, scrivono gli autori della ricerca.

I ricercatori suppongono che l’inaspettato effetto negativo del calcio e della vitamina D sia legato al fatto che la loro assunzione contemporanea favorisce la formazione di placche aterosclerotiche nei vasi sanguigni. Inoltre questi integratori sono normalmente prescritti alle persone anziane, che sono naturalmente esposte a un maggior rischio di incorrere in ictus e malattie cardiache. La ricerca non ha dimostrato alcun effetto negativo dell’assunzione separata di vitamina D e calcio sulla salute del sistema cardiovascolare.

Neanche la nota dieta mediterranea, ricca di pesce e verdure, ha mostrato notevoli effetti positivi sulla salute del cuore, ma i ricercatori non ne negano i generici benefici.

La ricerca ha stabilito anche che un consumo ridotto di sale in parte diminuisce il rischio di morte prematura, anche se non in moto notevole.

“Ci sono molti fattori che influiscono sulla mortalità ed è difficile prenderli tutti in considerazione in studi controllati coortici randomizzati”, spiega il dott. Bruce Lee della Bloomberg School of Public Health Johns Hopkins.

In ogni modo chi utilizza quantità eccessive di sale nella propria dieta dovrebbe cercare di diminuirne la dose: altri studi hanno dimostrato che una riduzione della quantità di sale permette di abbassare la pressione sanguigna.

Insomma i ricercatori hanno concluso che un cittadino medio non ha bisogno di sbizzarrirsi con gli integratori alimentari e può assumere tutte le sostanze necessarie semplicemente con una dieta bilanciata.

“La ricerca dimostra che nonostante la popolarità e l’aumento delle vendite dei diversi integratori alimentari, non ci sono abbastanza dati scientifici che giustifichino l’assunzione della maggioranza di questi ultimi. Non c’è una sostanza alimentare magica che aiuti a migliorare lo stato di salute e a ridurre il rischio di morte prematura”, sottolinea il dott. Lee.

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