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04:26 24 Agosto 2019

Ghiacciai portano tracce di catastrofica epidemia di peste

© Sputnik . Pavel Lvov
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Un gruppo internazionale di scienziati ha analizzato campioni dei ghiacciai dell’Artico russo e della Groenlandia e fatto importanti scoperte sull’epidemia di peste.

Come scrive EurekAlert!, gli scienziati hanno scoperto che l’epidemia ha rallentato la crescita economica e lo sviluppo della civilizzazione umana analizzando 13 campioni estratti dai ghiacciai dell’Artico russo e della Groenlandia.

I ricercatori hanno valutato il contenuto di piombo nei campioni di ghiaccio, datati dal 500 al 2010. È risultato che l’aumento della concentrazione del metallo pesante è strettamente legato all’apparizione delle nuove tecnologie e all’intensa crescita economica. La sua diminuzione, invece, corrisponde ai cambiamenti climatici (piccola era glaciale), alle guerre, alle epidemie e alla fame.

Così, la crescita stabile dell’inquinamento da piombo nel primo Medioevo (800-1300 d.C.) testimonia la crescita economica, quando in posti come le catene montuose di Harz e dei Monti Metalliferi, in Germania, furono trovati nuovi giacimenti di minerali grezzi.

La concentrazione del piombo, al contrario, si ridusse nel tardo Medioevo e all’inizio dell’Età moderna (1300-1680 d.C.), quando l’Europa era decimata dalla peste.

Secondo i ricercatori il livello di piombo oggi è di circa 60 volte superiore al primo Medioevo. L’inquinamento da metalli pesanti nell’Artico negli ultimi 1500 anni è cresciuto esponenzialmente, ma dopo l’adozione di una serie di misure ecologiche, come la legge USA sull’aria pulita del 1970, il livello di inquinamento nei ghiacci artici è diminuito di più dell’80%.

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