16:22 08 Dicembre 2019

Misteriosa scomparsa del metano su Marte: scoperte le cause

© REUTERS / NASA/Greg Shirah
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I ricercatori dell’Università di Aarhus, in Danimarca, hanno trovato una spiegazione per la scomparsa del metano su Marte, prova indiretta della presenza di vita.

I risultati della ricerca, di cui parla Science Alert, dimostrano che le variazioni della concentrazione di metano sul pianeta rosso hanno carattere stagionale e toccano un minimo di 0,24 parti su un miliardo durante l’inverno per raggiungere un massimo di 0,65 parti su un miliardo d’estate.

I ricercatori hanno anche trovato sulla superficie di Marte zone dalle quali viene periodicamente emesso il gas. Tra le possibili cause di queste emissioni, secondo gli studiosi, ci sarebbero processi chimici come la serpentinizzazione o le attività di organismi viventi. Ma la scomparsa del metano dal pianeta è una delle questioni più misteriose riscontrate dagli scienziati finora.

Gli studiosi suppongono che alla base della scomparsa del metano dall’atmosfera ci sia l’erosione eolica, durante la quale i minerali di Marte si ossidano e il metano si ionizza in composti come metile, metilene o carbyne.

Il gas ionizzato si lega agli atomi (come ad esempio il silicio) sulla superficie delle rocce minerali. Questo processo avviene più velocemente delle reazioni fotochimiche e proprio per questo, è possibile, le nuvole di metano su Marte scompaiono così improvvisamente.

Gli stessi processi chimici possono portare alla formazione di composti tossici, perossidi e superossidi, che rendono impossibile l’esistenza di organismi viventi sulla superficie o nelle sue vicinanze.

Gli studi sul pianeta rosso acquisiscono particolare importanza dopo che il presidente USA Donald Trump ha annunciato la prossima missione su Marte.

Il mistero del metano su Marte

  • Quando il rover Curiosity ha per la prima volta analizzato le componenti dell’aria e del suolo di Marte nel 2012 e 2013 i ricercatori non hanno trovato alcuna traccia di metano.
  • Dopo pochi mesi i rilevatori del Curiosity hanno registrato diverse eruzioni di questo gas.
  • Un anno fa, dopo lunghe discussioni e verifiche legate all’inquinamento del laboratorio chimico del rover, l’apparato della NASA ha confermato le proprie misurazioni originali e ha fatto una scoperta sorprendente: ha trovato degli “antichi” composti organici nelle rocce sedimentarie sul fondo di un lago essiccato.
  • Queste osservazioni sono state recentemente confermate anche dai colleghi europei che hanno elaborato i danni raccolti dal Mars Express. Analizzando le misurazioni del PFS effettuate lo stesso giorno che il Curiosity ha registrato una delle emissioni di metano, gli scienziati hanno confermato che il fenomeno si è effettivamente verificato e hanno fatto una stima del volume.
  • Contemporaneamente i colleghi della missione russo-europea ExoMars TGO sono arrivati a un’altra conclusione: né il dispositivo russo ACS, né il suo cugino europeo NOMAD sono riusciti a trovare tracce di metano nell’atmosfera del pianeta rosso in sei mesi di ricerche. Queste differenze hanno reso il mistero del metano di Marte ancora più interessante per esperti e appassionati.

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