09:55 14 Luglio 2020
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I missili balistici intercontinentali R-36 Voyevoda, dismessi dopo la fine della guerra fredda, saranno presto convertiti per uso civile. Lo ha dichiarato oggi il direttore dell’agenzia spaziale russa Roscosmos Dmitry Rogozin, durante una visita all’azienda missilistica Krasmash a Krasnoyarsk.

"Potremmo facilmente adattare gli R-36 a progetti che prevedono il lancio di piccoli veicoli spaziali in orbite civili. La questione è in discussione. Questo metodo dovrebbe essere specificamente diffuso allo smaltimento di tutti i missili che vengono ritirati dal servizio militare", ha detto Rogozin.

Egli ha spiegato che il concetto di ciclo di vita tecnologico, che incorpora l'uso post-ritiro, dovrebbe essere deliberatamente introdotto negli ultimi sistemi missilistici russi, tra cui il Sarmat, il nuovo missile strategico che sostituirà gli R-36 tra due anni.

Non è la prima volta che un funzionario statale propone questo metodo di riciclaggio per i missili R-36. In precedenza, è stato presentato un progetto per convertire il missile ed usarlo per colpire gli asteroidi che minacciano la Tera.

Nel 2018, una fonte dell'agenzia spaziale russa disse che i missili ritirati potevano essere utilizzati anche per lanciare in orbita i satelliti.

La Russia e l'Ucraina hanno già avuto successo con la conversione dell'R-36 con il sistema missilistico Dnepr, in grado di lanciare satelliti fino a 4.500 kg di peso nell’orbita terrestre bassa e carichi utili fino a 3.200 kg sulla stazione spaziale internazionale. Tra il 1999 e il 2015 sono stati effettuati 22 lanci. Nel marzo del 2015, in seguito al crollo delle relazioni tra i due paesi, il programma Dnepr è stato interrotto.

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Missili balistici intercontinentali, Dmitry Rogozin, Roscosmos, Russia
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