08:34 26 Settembre 2020
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Le autorità dell'autoproclamata repubblica del Kosovo, con la decisione di vietare l'ingresso nella regione ai funzionari di Belgrado, isola i serbi dal loro Stato e di fatto li ghettizza, ha dichiarato Marko Djuric, direttore della cancelleria per il Kosovo e la Metohija sotto il governo serbo.

Il consigliere del ministero degli Esteri del Kosovo Jetlir Zyberaj aveva scritto nei social network che le autorità della repubblica autoproclamata non avrebbero autorizzato l'ingresso di nessun funzionario di Belgrado e "tutte le richieste saranno respinte". La sua dichiarazione è stata stigmatizzata a Belgrado.

Oggi la premier serba Ana Brnabic e successivamente il capo del governo indipendentista kosovaro Ramush Haradinaj avevano dichiarato che il divieto di ingresso non esiste. Tuttavia il consigliere del ministro degli Esteri del Kosovo Zyberaj ha ribadito ai media kosovari che i funzionari serbi non sarebbero potuti entrare nel territorio della provincia. Nella pratica, secondo gli accordi esistenti, le richieste di ingresso delle delegazioni dalla Serbia centrale verso il Kosovo ogni volta vengono prese in considerazione separatamente da Pristina.

"Per fermare questa follia occorre una reazione energica della comunità internazionale. Non è che si debba desertificare i Balcani in modo che qualcuno reagisca", le parole di condanna di Djuric.

"Ora Pristina, di fronte all'intera comunità internazionale, dichiara che non intende rispettare l'accordo sulla libertà di movimento, le visite ufficiali e le basi della libertà di movimento, creano ghetti a cielo aperto nel nostro confine meridionale, vogliono isolare i serbi del Kosovo dallo Stato serbo", ha sottolineato Djuric.

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Kosovo, Serbia
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