02:07 08 Marzo 2021
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Il Capo di Stato Maggiore dell'Air Force USA David Goldfein ha rivelato i dettagli del piano per difendere l’America da un potenziale attacco nucleare da parte della Russia.

Secondo il generale, se Mosca decidesse di utilizzare il proprio arsenale strategico contro Washington, il Pentagono dovrebbe eseguire tre operazioni affidabili al 100%, scrive il Daily Express. L’ultima tappa consisterebbe in un contrattacco invisibile con l’impiego dei sottomarino atomici americani, che “costringerà l’avversario a sottomettersi”.

Le Forze armate statunitensi hanno un piano d’azione ben preciso per prevenire un “armageddon nucleare” in caso di un eventuale attacco da parte della Russia. I dettagli sono stati rivelati dal Capo di Stato Maggiore dell'Air Force USA David Goldfein durante una recente conferenza tenutasi all’istituto di ricerca aerospaziale di Mitchell.

La prima parte del piano consiste in un completo contrattacco che gli USA intraprenderebbero insieme ai propri alleati NATO.

Secondo il generale, il contrattacco prevedrebbe l’utilizzo di caccia, bombardieri, aerocisterne, mezzi di ricognizione, operazioni cibernetiche, spaziali e speciali, personale aeromedico “addestrato e pronto a condurre una guerra avanzata”.

Goldfein ha spiegato che in caso di tale svolta si aspetta che nel telefono del suo studio si accendano tre tasti. Prima di tutto il generale contatterebbe il generale Tod Wolters, capo del Comando dell'Air Force USA in Europa. Dopo questa telefonata per contrastare i missili balistici intercontinentali sarebbero mobilitati gli aerei da guerra americani e della NATO.

In media un missile balistico intercontinentali compie un volo di 20 minuti, prima di colpire il bersaglio. Goldfein assicura che le forze statunitensi e della NATO avrebbero abbastanza tempo per annientare i missili dell’avversario in cielo tramite i caccia F-35 o gli impianti di lancio.

Dopodiché Goldfein si metterebbe in contatto con il capo del Comando del Nord dell'Air Force USA, il generale Terrence J. O'Shaughnessy, per stabilire le contromisure da adottarsi sul territorio statunitense.

I missili antibalistici basati a terra sarebbero pronti a contrastare l’attacco missilistico grazie alle tecnologie del Pentagono che permettono di individuare una vera testata tra numerosi bersagli fasulli.

Il contrattacco a tre fasi si concluderebbe con l’azione dei sottomarini atomici, “che senza farsi vedere metterebbero in atto un colpo distruttivo da sotto l’acqua”. I sottomarini devono effettuare il “secondo colpo” per “costringere l’avversario a sottomettersi”.

Quindi il generale contatterebbe il capo del Comando strategico dell'Air Force degli Stati Uniti John Hyten, che avrà il compito di riportare rapidamente a Goldfein quale attacco nucleare si può avviare per “contenere” l’avversario.

Nonostante Goldfein abbia descritto tutte le fasi in ordine cronologico, ha avvertito: “Ognuna di queste missioni è assolutamente certa. E ognuna deve essere svolta contemporaneamente”.

Al momento attuale la Russia dispone di circa il 48% dell’arsenale nucleare mondiale. I suoi rapporti con gli USA si sono aggravati dopo che Washington ha annunciato di voler uscire dal trattato INF sulla liquidazione dei missili a medio e corto raggio a inizio agosto. Il 3 luglio 2019 il presidente russo Vladimir Putin ha firmato una legge sulla sospensione del trattato INF sulla liquidazione dei missili a corto e medio raggio.

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Russia, USA, Trattato INF, Trattato di non-proliferazione delle armi nucleari - TNP, Sviluppo armi nucleari, Armi nucleari, guerra nucleare
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