00:55 10 Dicembre 2019
Il primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu

Netanyahu premia spie che hanno rubato archivio su nucleare iraniano

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Il primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu ha conferito un premio statale per la sicurezza nazionale agli agenti che hanno rubato gli archivi segreti sul nucleare iraniano.

Durante la cerimonia solenne Netanyahu ha rivelato nuovi dettagli sul raid di Teheran dell’anno scorso, a proposito del quale il premier israeliano aveva avvertito il presidente USA Donald Trump in anticipo.

“Quando ci siamo incontrati a Tavate (in Svizzera, ndr) gli ho detto che avevo intenzione di mandare la nostra gente a prendere l’archivio nel cuore stesso di Teheran. Lui ha chiesto se non fosse pericoloso, io gli ho risposto che il rischio è notevole, ma il risultato lo giustifica. Quindi quando ho presentato il contenuto principale dell’archivio nello Studio Ovale della Casa Bianca lui sapeva già di cosa si trattava”, ha raccontato Netanyahu.

I leader israeliani presentano il dossier, che comprende diverse decine di migliaia di documenti in formato cartaceo e digitale, come prova del fatto che il progetto atomico iraniano abbia una parte militare segreta. L’Iran ha più volte smentito questo fatto.

“Sono sicuro che questo ha rafforzato la sua decisione (di Trump, ndr) di uscire da questo pericoloso accordo”, ha detto Netanyahu.

Il primo ministro israeliano ha conferito il premio annuale anche ai progettatori delle armi aeree ad alta precisione utilizzate durante le operazioni in Siria.

“(Queste armi) ci aiutano a combattere la presenza dell’Iran al nostro confine settentrionale”, ha detto Netanyahu.

Il comunicato stampa del Ministero della Difesa israeliano precisa che si tratta del sistema Barad Kal’ (“grandine leggera”), della bomba SPICE 1000.

Sono stati premiati anche gli agenti segreti e gli ingegneri che hanno partecipato alle ricerche e alla distruzione dei tunnel segreti di sabotaggio scavati sotto al confine dai guerriglieri libici. E un altro premio è andato all’agenzia di intelligence israeliana Shabak per aver usato la tecnologia Big Data per prevenire attacchi terroristici nei territori palestinesi.

L’Iran e altri sei mediatori internazionali (Russia, USA, Regno Unito, Cina, Francia, Germania) il 14 luglio 2015 hanno firmato un accordo di grande importanza storica per la risoluzione del problema del nucleare iraniano, che si presentava già da parecchi anni: il Piano d'azione congiunto globale (PACG), che prevedeva l’annullamento delle sanzioni all’Iran da parte del Servizio di Sicurezza ONU, USA e UE se l’Iran avesse eseguito le condizioni del patto. L’accordo prevedeva ispezioni dell’Agenzia internazionale per l'energia atomica nelle relative strutture iraniane.

A fine aprile 2018 il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che il paese era entrato in possesso di un archivio di circa 100 mila documenti in formato cartaceo e digitale che dimostravano che il programma nucleare iraniano aveva una parte militare segreta con il nome in codice “progetto Amad”. Netanyahu insisteva sul fatto che l’Iran aveva violato i propri doveri internazionali anche solo nascondendo le informazioni sul programma e conservandole per utilizzarle in futuro.

Il presidente USA Donald Trump a maggio 2018 ha annunciato che Washington sarebbe uscita dall’accordo sul nucleare iraniano. Inoltre Trump ha annunciato che avrebbero ripristinato le sanzioni contro l’Iran, comprese quelle secondarie contro i paesi che collaborano con l’Iran. Gli altri stati firmatari del PACG si sono espressi contrari alla decisione degli USA e stanno elaborando modi di difendere le aziende dalle sanzioni americane.

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Spionaggio, accordo sul nucleare iraniano, USA, Iran, Israele
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