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04:58 24 Agosto 2019

Il laser come arma rivoluzionaria

© Foto: Lockheed Martin
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Dmitry Kornev
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L’esercito e la flotta russa riceveranno un’arma del tutto innovativa le cui capacità di combattimento sono basate sulle tecnologie del laser e dell’ipersuono, ha affermato di recente il ministro russo della Difesa Sergey Shoygu.

I profani collegheranno il concetto di arma laser con qualcosa di futuristico e lontano. Altri pensano che il futuro sia già qui e che i laser stiano diventando il nuovo strumento per acquisire la supremazia totale dello spazio aereo. Entrambi i punti di vista non sono del tutto corretti.

Il primato della Russia nei sistemi di armamenti laser è insindacabile: è proprio la Russia a detenere il primato nella creazione dei laser e nello studio delle loro proprietà fisiche. Già verso la fine degli anni ’60 l’URSS avviò le operazioni per l’impiego in campo militare di questa tecnologia. Le ragioni per cui i militari erano interessati ai laser sono ovvie: l’impatto puntuale su un oggetto a qualsiasi distanza dà la possibilità di distruggere in maniera istantanea qualsiasi obiettivo visibile. Un’arma laser permetterebbe a chi la possiede di avere una supremazia militare garantita. Tuttavia, non è così semplice come potrebbe apparire.

Laser sensibili alle condizioni meteorologiche

Uno dei primi campi in cui i militari hanno tentato di applicare i laser sono stati i sistemi di difesa contraerea e antimissilistica. Un missile guidato distrugge un obiettivo in un lasso di tempo piuttosto lungo (da alcuni secondi a un minuto o più) e vi è comunque la probabilità che insorgano interferenze o che non si riesca a distruggere l’obiettivo. Invece, nel caso di un laser un aereo e un missile possono essere distrutti in maniera istantanea.

Nella pratica, però, questi dati non sono stati di così facile lettura. In URSS tra gli anni ’60 e ’80 furono implementati alcuni programmi volti a studiare le possibilità di impiego delle armi laser su obiettivi aerei. Uno dei programmi più noti fu Terra-3. Ma si scoprì poi che nell’atmosfera si verifica una dispersione del raggio laser la quale riduce di alcune volte l’intensità di trasmissione dell’energia laser sulla superficie dell’obiettivo. In particolare, la situazione si complica in presenza di determinate condizioni atmosferiche (nuvole, pioggia, nebbia).

Isolamento termico contro i cannoni laser

Uno dei risultati emersi da tutti i programmi sovietici per la creazione di sistemi laser militari fu comprendere che al livello attuale di conoscenze tecniche è poco probabile riuscire a creare sistemi di distruzione laser altamente efficaci come unità di combattimento di missili balistici. Ancora una volta è emerso che organizzare un’offensiva ai “cannoni laser” può essere un’operazione molto efficace e poco costosa. Si consideri che migliorare l’isolamento termico delle unità di combattimento di missili balistici (potenziali obiettivi dei sistemi laser antimissilistici) permette di estendere l’impatto energetico dei laser su tutto l’obiettivo. Alla luce di ciò, i lavori sui laser antimissilistici in URSS furono interrotti.

Ma le sperimentazioni sulla distruzione di oggetti volanti leggeri, come velivoli e missili di crociera, continuarono. Sono stati testati alcuni impianti laser su navi e aerei, ma è ancora presto per parlare di distruzioni efficaci di veri e propri aeromobili da combattimento.

Il laser suggerisce la direzione che porta all’obiettivo

I laser sono poi anche stati impiegati come telemetri per determinare la distanza da un obiettivo. Il laser permetteva di identificare una macchia luminosa ben visibile su oggetti a distanze che andavano da alcune centinaia di metri a decine e persino centinaia di chilometri e cominciò ad essere ampiamente impiegato per determinare con precisione le distanze. In seguito, dopo la comparsa dei sistemi di puntamento missilistici, i telemetri laser furono resi direzionali. Cosa significa? All’operatore incaricato del puntamento dei missili bastava illuminare l’obiettivo con il laser e, qualora la distanza permettesse di distruggerlo, premere il pulsante di avvio. Il missile si direzionava in maniera automatica verso l’oggetto.

Questi dispositivi a partire dagli anni ’70 cominciarono ad essere integrati su larga scala su tutte le tipologie di forze armate (carri armati, artiglieria, velivoli e natanti, fucili di precisione e automatici).

Il problema è l’approvvigionamento energetico

La distruzione di oggetti volanti e di altra tipologia fu rimandata fino a che fossero state risolte le problematiche legate alla creazione di fonti di approvvigionamento energetico compatte e altamente potenti. Ma al livello tecnico attuale i laser possono essere impiegati per distruggere sistemi di ricognizione e rilevamento.

In tal senso la Russia ha già creato diverse generazioni di dispositivi laser. Infatti, già negli anni ’80 furono creati sistemi sperimentali di terra volti ad abbagliare i sistemi ottici di puntamento dei missili anticarro. Esiste anche il laser cosiddetto aviotrasportato come l’1LK222 Sokol-Eshelon destinato a distruggere sistemi ottici di satelliti di ricognizione e altri satelliti artificiali della Terra. Con il laser si possono colpire in maniera efficace elementi sensibili di praticamente qualunque moderno sistema di ricognizione e rilevamento che utilizzi sensori ottici.

L’arma laser Peresvet e le leggi della fisica

Il primo marzo 2018 in un intervento dinanzi all’Assemblea federale della Federazione Russa il presidente Vladimir Putin ha presentato insieme ad altri sistemi di armamenti all’avanguardia anche l’arma laser che poi è stata chiamata Peresvet. Di quest’arma è noto che è destinata probabilmente a operare su obiettivi aerei o spaziali (dove di preciso non è ancora dato sapere) ed è dotata di un laser relativamente ridotto con un motore compatto a propulsione nucleare. Ad oggi non vi sono informazioni circa la destinazione d’uso di quest’arma laser: i media speculano sul fatto che possa essere impiegata in ambito contraereo, antimissilistico e antisatellitare. Poiché sarebbe rivoluzionario stravolgere le leggi della fisica, è improbabile che un sistema laser di queste dimensioni riesca ad abbattere un satellite o un missile o ancora a danneggiare un aereo da combattimento, come era già stato dimostrato ai tempi dell’URSS con test su laser molto più potenti.

Il primo dicembre 2018 l’arma laser Peresvet è stata introdotta negli armamenti delle Forze armate russe per essere testata sul campo. Quasi subito, però, gli osservatori hanno notato che queste armi sono comparse in molte basi delle truppe missilistiche strategiche russe. Dunque, si è supposto che l’arma in questione sia stata creata innanzitutto per difendere le aree in cui sono dispiegate le forze strategiche russe.

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Armi, Laser, Russia
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