02:34 06 Dicembre 2019
 Saturn's largest moon Titan passing in front of the giant planet in an image made by NASA's Cassini spacecraft

La NASA andrà su un satellite di Giove

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La NASA invierà un drone elicottero su Titano, satellite di Giove.

Il drone sarà in grado di esplorare il satellite autonomamente per due anni e mezzo ed è progettato per cercare possibili tracce di vita in questo mondo lontano.

La NASA ha stabilito gli obiettivi della sua nuova missione che verrà condotta nello spazio profondo nel 2026: Titano, il più grande satellite del pianeta Saturno. Qui verrà condotta la missione di ricerca di possibili tracce di vita, così come lo studio di condizioni simili a quelle che c’erano sulla Terra miliardi di anni fa. Lo ha annunciato l'agenzia il 27 giugno.

Il nome della missione, Dragonfly (libellula), riflette bene le caratteristiche del progetto scelto, infatti sulla superficie del satellite verrà mandato un grande quadricottero con doppi rotori (octocopter), una soluzione tecnica che non è mai stata applicata sui corpi celesti del sistema solare al di fuori della terra.

Il progetto Dragonfly è risultato vincitore da un paio di finalisti del concorso annunciato nel 2017.

Il drone arriverà sul satellite nel 2034. Raggiunto il punto di destinazione, il dispositivo delle dimensioni di un rover atterrerà nell'area equatoriale e inizierà un lungo viaggio, volando da un punto all'altro sulla superficie di Titano.

Gli scienziati sperano che saranno in grado d'inviare il drone al cratere di 90 km Selk, che è di particolare interesse per l'origine della vita. "Crediamo che nel cratere di Selk ci siano tre ingredienti necessari per la vita", ha detto Curt Niebur, lo scienziato principale del programma New Frontiers alla NASA, ovvero componenti come acqua, materia organica ed energia. "Vogliamo portare Dragonfly su questo cratere, in modo da poter capire direttamente cosa succede quando questi componenti vengono mescolati insieme".

Secondo lui, lo studio di questo cratere e di altri luoghi interessanti su Titano consentirà agli scienziati di capire quali condizioni sussistevano sulla Terra primitiva subito dopo la sua formazione. "Non possiamo tornare indietro nel tempo sulla Terra e conoscere i processi chimici che alla fine hanno portato alla vita, ma possiamo volare su Titano e studiare tali questioni lì", ha aggiunto Curt Niebur.

Vari tracce chimiche di una vita passata o attuali di organismi su Titano verranno ricercati dal dispositivo sulla superficie, sotto di essa, nell'atmosfera e nei liquidi.

Si presume che per due anni e mezzo l'apparecchio sarà in grado di volare 175 chilometri sulla superficie di Titano. Il drone sarà alimentato dai cosiddetti RTG (un generatore termoelettrico radio isotopico) in grado di produrre elettricità attraverso il decadimento naturale degli isotopi.

"Il risultato scientifico è stato così allettante che quando abbiamo valutato i rischi presenti, abbiamo deciso di dargli una possibilità", ha spiegato il funzionario.

Durante la fase A, il team di progettazione è stato in grado di eliminare questi rischi. Quindi, uno dei pericoli era l'intasamento del sistema (simile a un aspirapolvere) progettato per prelevare campioni dalla superficie e dei vari idrocarburi contenuti in abbondanza sulla superficie. Secondo Niebur, gli sviluppatori hanno apportato importanti modifiche alla progettazione del sistema per evitare l'intasamento.

Un'altra sfida era dimostrare che il drone potesse viaggiare autonomamente sulla superficie del satellite. "Siamo stati in grado di dimostrare veramente la sua capacità di volare qui sulla Terra prima di volare su Titano", ha spiegato Elizabeth Turtle, la direttrice della missione della Johns Hopkins University.

"In realtà è più facile volare su Titano che sulla Terra". Il fatto è che l'atmosfera del satellite è quattro volte più densa che sulla Terra, e la forza di attrazione è solo un settimo di quella terrestre. "Questo è il modo migliore per muoversi e il migliore per spostarsi su lunghe distanze", ha aggiunto.

Uno dei cambiamenti nel progetto originale è stato un ritardo di un anno del lancio , che darà al team di sviluppo più tempo per controllare, e questo trasferimento non ha influito sulla data di arrivo sul satellite. Finora, la NASA non ha scelto quale razzo utilizzare per lanciare il dispositivo che durante il lungo viaggio eseguirà manovre gravitazionali vicino alla Terra e Venere.

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Spazio, Titano, drone, Drone
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