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08:51 18 Ottobre 2019

Google istruisce i propri dipendenti a protestare contro la politica sull’immigrazione

© AFP 2019 / Timothy A. Clary
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Project Veritas, un gruppo di trasparenza conservatore, ha ottenuto ciò che definisce un documento interno diffuso tra i dipendenti di Google, intitolato "Guida per principianti alla protesta".

Come appare dal titolo, la compagnia, che afferma di essere priva di pregiudizi politici, vuole che i propri dipendenti sappiano cosa fare quando scendono in strada a protestare.

Lo scopo del documento è "assemblare le migliori pratiche e garantire che tutti si sentano a proprio agio e pompati riguardo le proteste di Resist@Google.com". Ulteriori dettagli su Resist@Google.com non vengono forniti, ma potrebbe trattarsi di un gruppo interno che coordina le manifestazioni o semplicemente un servizio che fornisce informazioni sui prossimi eventi.

Il “manuale” invita gli aspiranti manifestanti a indossare abiti appropriati e ad apparire coinvolti nell'evento perché "i media potrebbero essere presenti". Nel capitolo “Cose da fare e da non fare” si afferma che non è necessario che i manifestanti si fermino ad un incrocio, dal momento che potrebbe "dividere il gruppo quando è grande".

La guida propone anche alcune idee per i segni da portare durante una protesta, tra cui “#NoMuslimBan #NoWall”, “Immigrants Welcome”, “Make America Welcoming Again”, “Never Again”, “No Ban No Wall”, and “Muslims cure cancer”. Per quanto riguarda gli slogan, si consigliano “No Hate, No Fear, Immigrants are welcome here” and “From Palestine to Mexico, All the walls have got to go”.

È interessante notare che Google ha anche citato il motto “Don’t Be Evil”, “Non essere cattivo”, come esempio di uno slogan appropriato durante una manifestazione di protesta. Questo è lo slogan della società che in precedenza era la prefazione del suo codice di condotta, ma oggi rimane solo nella riga finale del documento.

Mentre Google non ha ancora commentato l'autenticità di questa guida, Project Veritas ha recentemente pubblicato una serie di incriminanti fughe di notizie relative al gigante di internet.

Secondo un altro documento interno, i dipendenti di Google hanno paragonato diversi conservatori ai nazisti e hanno discusso la manipolazione della funzione di ricerca automatica per evitare che i loro nomi appaiano nei risultati delle ricerche.

Inoltre, in un video appare una dirigente di Google, con voce camuffata e viso oscurato, che parla di "prevenire la prossima elezione di Trump". In seguito la stessa dirigente ha affermato che stava parlando di contrastare "l'interferenza straniera online", non della rielezione di Trump.

Project Veritas afferma di essere stata bannata da diverse piattaforme, tra cui il sito di video sharing Vimeo e Reddit.

L'anno scorso, il Wall Street Journal ha affermato si essere entrato in possesso di alcune e-mail interne di Google, nelle quali si esortava a modificare l'algoritmo di ricerca in favore di informazioni pro-immigrazione quando gli utenti cercavano termini relativi al divieto di viaggio di Donald Trump del 2017. In risposta al turbinio di domande che seguirono, il CEO di Google, Sundar Pichai, ha affermato che "non pregiudichiamo i nostri prodotti per favorire qualsiasi agenda politica".

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Tags:
immigrazione, Protesta, Google
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