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01:40 24 Ottobre 2019

Gli europei ingrassano più di tutti

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Ricerche nel campo della genetica hanno individuato una delle cause legate all'obesità negli europei: ulteriori studi potranno aiutare a combattere questo problema.

I ricercatori dell’Istituto di citologia e genetica della filiale siberiana dell’Accademia Russa delle Scienze hanno scoperto che i genotipi aploidi del gene FTO provocano negli europeodi, la classificazione antropologica cui appartengono gli europei, un alto rischio di obesità, mentre negli asiatici, al contrario, garantiscono la magrezza.

Il gene FTO appartiene alla classe dei geni costitutivi, cioè è utilizzato in molti processi e si esprime in un ampio spettro di tessuti. Nei mammiferi questo gene è altamente conservativo: rimane invariato per decenni interi.

Si sapeva già che il gene FTO è associato al peso in eccesso, ma per lungo tempo i ricercatori non sono riusciti a trovare il meccanismo alla base di questo fenomeno. Poi si è scoperto che in realtà non il gene FTO non causa direttamente l’obesità, ma agisce su alcuni importanti geni legati a questa patologia.

A circa 500 coppie di distanza dall’FTO si trova il gene IRX3, ma grazie alla conformazione del DNA questi geni risultano vicini. Uno dei compiti dell’IRX3 è quello di trasformare le cellule adipose bianche, che servono esclusivamente per accumulare le riserve, in cellule adipose brune, che trasformano il grasso in energia.

Un ruolo fondamentale in questo processo è quello della sequenza del gene FTO chiamato enhancer. Se l’enhancer “si rompe”, si verifica un malfunzionamento dell’organismo.

Non si esclude che questi errori nel gene FTO abbiano un’influenza anche sull’ipotalamo, aumentando così la sensazione di “fame” provata dell’individuo. I ricercatori hanno deciso di verificare come sono distribuiti i diversi tipi di enhancer FTO nelle diverse etnie. Hanno studiato questo gene in rappresentanti di 18 popolazioni in tutto il mondo. È risultato che ci sono notevoli differenze e che l’allele “dell’ingrassamento” a livello 30% è presente solo negli europei.

Anticamente nella popolazione africana questa frequenza era bassa, quasi pari a zero, ma in 100 mila anni ha raggiunto il livello 33%.

Questa tendenza ci fa capire che la diffusione dell’allele era conveniente: alla popolazione europea serviva il grasso: probabilmente per combattere il freddo e sopravvivere agli inverni in condizioni climatiche rigide con risorse alimentari limitate.

I ricercatori ritengono che la presenza dell’aplotipo FTO non garantisca al 100% lo sviluppo dell’obesità. L’organismo è dotato di diversi meccanismo di compensazione che bilanciano questo effetto, ma c’è sempre il pericolo che con l’età il vero carattere dell’FTO si faccia notare. È possibile che nuove ricerche su questo gene e sulla sua interazione con l’IRX3 permettanno di trovare soluzioni al problema dell’obesità.

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Tags:
obesità, Ricerca scientifica, Ricerca, Medicina, Salute
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