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09:44 19 Luglio 2019

Pentagono: niente più missili nucleari in Europa

© AP Photo / Chuck Burton
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Il Pentagono ha dichiarato che gli USA e la NATO non hanno in programma di dislocare in Europa nuovi missili nucleari basati sulla terraferma.

Il segretario per la Difesa ad interim statunitense Mark Esper ha scritto sulla sua pagina Twitter che ha svolto un incontro con il gruppo per il nucleare della NATO e con il Consiglio del Nord Atlantico. Durante il meeting si è parlato della “violazione, tuttora in corso, da parte della Russia del Trattato per la liquidazione dei missili a medio e corto raggio (INF, ndr)”, secondo Esper, in modo produttivo.

“Non abbiamo intenzione di dislocare in Europa nuovi missili nucleari basati sulla terraferma. Non vogliamo una nuova corsa agli armamenti”, ha concluso Esper.

Il 26 giugno si era saputo che i paesi NATO hanno accordato le misure di reazione in caso di interruzione della validità del trattato INF. Il segretario generale dell’alleanza Jens Stoltenberg ha rivelato che le misure in questione prevedono nuove esercitazioni, l’attivazione delle attività dei servizi segreti, lo sviluppo dei sistemi di difesa antibalistica e delle armi comuni. I paesi europei hanno acconsentito a non collocare sui propri territori nuovi missili basati sulla terraferma con testate nucleari.

Il 4 marzo il presidente russo Vladimir Putin ha firmato un ordine per interrompere l’esecuzione dei termini del trattato INF. A giugno entrambe le camere del Parlamento russo hanno approvato la legge, stesa su iniziativa del capo dello stato, sull’interruzione della partecipazione della Russia al trattato.

La decisione è stata presa in risposta dell’uscita degli USA dal trattato.

A marzo Stoltenberg aveva già dichiarato che la NATO non avrebbe posizionato nuovi missili nucleari terrestri in Europa.

A giugno il ministro della Difesa polacco ha annunciato che il nuovo comando delle forze armate USA sull’ala orientale della NATO sarà collocato in Polonia.

Il trattato INF

L'accordo sulla liquidazione dei missili a medio e corto raggio è stato firmato da URSS e USA nel 1987 e prevedeva la distruzione, da parte di entrambi i firmatari, del loro arsenale di missili balistici e missili da crociera basati a terra a medio (1000-5500 km) e corto (dai 500 ai 1000 km) raggio, e di non produrne, testarne e svilupparne altri in futuro.

L’uscita dal trattato da parte degli USA è legata al fatto che secondo il presidente americano Donald Trump Mosca non adempirebbe ai suoi obblighi.

La  Casa Bianca ha sottolineato che Washington ha bisogno di costruire il suo potenziale nucleare. Ha notato che questo accadrà finché gli altri "non rinsaviranno". Dopodiché, gli Stati Uniti saranno pronti a fermare questo processo e persino a procedere con la riduzione delle armi. Ha spiegato che questo messaggio è indirizzato principalmente a Cina e Russia.

Mosca ha detto che avrebbe risposto specularmente se nuovi missili americani fossero stati schierati in Europa. Secondo Vladimir Putin, i paesi disposti a schierare armi statunitensi dovrebbero rendersi conto che stanno mettendo il loro territorio a rischio di un possibile attacco di rappresaglia.

Il Cremlino ha ripetutamente sottolineato che Mosca ha diverse domande nei confronti di Washington sull'attuazione del trattato da parte degli stessi americani.

In particolare, la Russia indica che gli Stati Uniti stanno schierando in una base militare in Romania e in Polonia installazioni in grado di lanciare missili da crociera tipo Tomahawk, vietati dall'accordo. Inoltre, gli Stati Uniti stanno sviluppando droni d'attacco e finanziano la ricerca sulla creazione di missili da crociera basati a terra.

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Tags:
nucleare, Russia, NATO, Europa, USA, Trattato INF
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