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08:04 16 Settembre 2019

Robot Google ostacolerà il secondo mandato di Trump

© AFP 2019 / Johannes Eisele
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La direttrice per l’innovazione responsabile ha detto che solo Google può impedire una nuova “situazione Trump” e quindi l’azienda non si può dividere.

Il colosso dell’IT si trova al centro di uno scandalo politico proprio nel contesto della grande indagine antitrust che lo vede protagonista. Difficile scegliere un momento meno opportuno per pubblicare il video di una conversazione privata in cui la direttrice per l’innovazione responsabile di Google Jen Gennai parla delle misure che prenderà per un cambio del potere alla Casa Bianca. Il video è stato pubblicato sul sito Project Veritas e prontamente eliminato da YouTube, che si trova sotto il controllo di Google.

Gennai afferma che le aziende più piccole non hanno abbastanza risorse per evitare che si ripeta la situazione presentatasi nel 2016, ossia la scalata al potere di Donald Trump, che ha inaspettatamente superato gli altri candidati del Partito Repubblicano per poi lasciare indietro la democratica Hillary Clinton, diventando così presidente degli Stati Uniti d’America.

Secondo quanto dice Gennai, Google ritiene che abbiano avuto un ruolo fondamentale la grande diffusione sui media della campagna elettorale e l’abbondanza di articoli pro-Trump.

Per evitare questa situazione l’anno prossimo, quando si ripeteranno le presidenziali negli USA, Google sta creando un dispositivo in grado di manipolare le notizie in modo da renderle più “obiettive”.

Secondo il giornalista James O’Keefe e altri partecipanti alle discussioni sui media Google cercherebbe di far passare per bilanciamento delle notizie quelle che in realtà sono interferenze nei processi politici, e con uno scopo ben preciso.

Oltre al video con Gennai, Project Veritas riporta anche alcuni documenti interni di Google e testimonianze di un insider anonimo.

Per correttezza si segnala che a Gennai non piacciono neanche i candidati alla posizione di presidente da parte dei democratici, in primo luogo Elizabeth Warren, che chiede alla corporazione di dividersi. Gennai afferma che la divisione dell’azienda in sé non renderebbe il servizio migliore o peggiore e non farebbe che limitarne le risorse.

Jen Gennai ha confermato l’autenticità del video e detto che i giornalisti la hanno “colta” in un momento in cui lei non stava facendo particolare caso alle parole che usava. Ha sottolineato che si trattava di una conversazione privata, di cui non era prevista la registrazione.

In seguito alla pubblicazione il membro del Congresso Louie Gohmert ha esortato Google a smettere immediatamente di “decidere quali contenuti sono importanti e quali sono triviali” e di intromettersi in questo modo nel processo elettorale.

A giugno un ingegnere Google di fede politica repubblicana è stato licenziato dopo che aveva scritto una lettera aperta per denunciare i preconcetti politici dell'azienda.

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