05:58 22 Novembre 2019

Il caso dell’omicidio del bambino in Brasile e le possibili conseguenze per il codice penale

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Il violento omicidio del ragazzino di 9 anni ha scosso l’intero Paese e ha spinto i deputati a presentare un disegno di legge che identifica la cosiddetta ideologia di genere come ragione dell’omicidio.

Il 31 maggio nella tranquilla cittadina di Samambaia (250.000 persone) non lontano dalla capitale del Paese è stato commesso un reato che ha scosso l’intera nazione. Il piccolo Rhuan Maycon da Silva Castro è stato pugnalato nel petto mentre dormiva. Cercò di alzarsi, ma ricevette altre 11 pugnalate da sua madre, la ventottenne Rosana Auri da Silva Cândido, e dalla coinquilina sua coetanea, Kacyla Priscyla Santiago Damasceno.

Secondo il rapporto della scientifica, reso noto dalla rivista Metrópoles, quando la testa del ragazzino si staccò dal resto del corpo, quest’ultimo dava ancora segni di vita. Ma questa storia, degna di un film dell’orrore è ancora più terribile considerato che, stando a quanto raccontano le donne, la figlia di 8 anni di Kacyla, la coinquilina della madre, ha assistito alla scena.

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Le donne hanno cercato di cuocere il torso, la testa, le gambe e le braccia del ragazzino, ma si sono fermate quando hanno capito che la carne non si staccava dalle ossa come credevano avrebbe fatto. Per questo, hanno deciso di mettere le parti del corpo in due zaini. “Abbiamo messo le braccia, le mani e le gambe in 2 piccoli zaini. Ana [Rosana] voleva bruciare tutta la sua pelle e la sua carne. Voleva tagliare tutto, gettarlo nel water per disfarsi del corpo”, ha ammesso nell’interrogatorio la coinquilina della madre.

Come ha affermato Kacyla, il movente del reato è stato il fatto che la sua coinquilina da sempre volesse sbarazzarsi di Rhuan.

“Non voleva avere nessun rapporto con la famiglia di suo padre, voleva sbarazzarsene”, racconta Kacyla.

Le sofferenze di Rhuan erano durate per molto tempo prima che venisse ucciso. L’anno scorso la madre e la sua partner avevano effettuato un’operazione in casa per asportare l’organo genitale del ragazzo.

Come si scopre nel reportage di Metrópoles citato più sopra, nell’immaginazione della coppia il ragazzino voleva diventare una ragazza. Proprio per questo, stando alle loro parole, è stata effettuata la castrazione in casa.

Come spiegano gli esperti, il ragazzino riusciva a urinare solamente quando la sua vescica era molto piena e l’azione stessa della minzione era per lui una grande sofferenza.

Inoltre, un ufficiale della polizia ha dichiarato che uno dei moventi del reato è stato il fatto che Rhuan sarebbe nato in seguito a uno stupro commesso dall’ex marito. “La donna ha detto che per questo motivo odiava il bambino”. Ma il poliziotto ha spiegato che non sono state trovate tracce di stupro. A negare lo stupro è anche il padre del bambino.

Il disegno di legge

Questo caso ha scosso l’intero Paese. Molti politici hanno immediatamente commentato l’accaduto sui social network. Il presidente Bolsonaro ha preso questo caso come prova a favore dell’introduzione del carcere a vita nel Paese.

“Lo scioccante caso di Rhuan, i cui genitali sono stati tagliati e che è stato squartato dalla sua stessa madre e dalla sua compagna, è uno dei reati più spietati che siano mai stati perpetrati in Brasile. Questo caso deve indurci a pensare al fatto che purtroppo la nostra Costituzione non prevede il carcere a vita”, ha scritto su Twitter.

I deputati del Partito Social-Liberale (PSL) Eduardo Bolsonaro, Carla Zambelli e Bia Kicis hanno presentato alla Camera Bassa del Parlamento un disegno di legge che avrebbe l’obiettivo di aumentare la pena massima a 50 anni. Il progetto è stato chiamato “Ilpiccolo Rhuan”. La pena è prevista anche in caso di reati di omicidio legati alla cosiddetta ideologia di genere.

L’ideologia di genere è un’espressione utilizzata dai critici per descrivere l’idea secondo cui il genere è un costrutto sociale. Per gli autori di studi di genere non esistono soltanto il sesso maschile e femminile, ma esiste una gamma molto più ampia di variabili.

Nel video di presentazione del disegno di legge pubblicato su Twitter dal deputato Eduardo Bolsonaro, la deputata Carla Zambelli dice che Rhuan è stato brutalmente ucciso solamente per via dell’ideologia di genere della madre e della matrigna. Poi Eduardo stesso afferma che il nuovo disegno di legge esula dal caso concreto e propone di aumentare da 30 a 50 gli anni di reclusione previsti dal codice penale perché “le persone vivono più a lungo, i reati sono brutali, la popolazione chiede leggi più severe”. Quanto alla madre di Rhuan, i deputati propongono per lei una reclusione dai 40 ai 50 anni ricordando che il ragazzo è stato castrato perché la madre credeva che l’ideologia di genere potesse essere applicata contro di lui.

Sputnik Brasile è riuscito a parlare del disegno di legge con una dei suoi propositori, Carla Zambelli, la quale conferma che questa legge è necessaria perché casi del genere non si ripetano:

“Visto che le nostre leggi non sono abbastanza severe, ci servono progetti del genere per scoraggiare casi simili”.

Inoltre, Zambelli afferma che la madre e la coinquilina volevano trasformare Rhuan in una ragazza castrandolo:

“La madre del bambino in alcuni momenti ha affermato che i ragazzi e suo marito la facevano arrabbiare, che pensava che suo figlio non volesse essere un ragazzo e per questo ha deciso di castrarlo. La mancata accettazione del suo sesso e anche del suo genere è stata uno dei moventi del reato”, ritiene il deputato.

Inoltre, l’autrice del disegno di legge ha comunicato che uno dei suoi obiettivi sarà proteggere dalla violenza i bambini con “tratti omosessuali”:

“Prendiamo, ad esempio, una ragazza che comincia a sentirsi più ragazzo e vuole indossare abiti maschili e poniamo che suo padre o sua madre compiano un atto del genere. Il nostro disegno di legge mira a prevenire casi simili. Vogliamo difendere l’identità del bambino”.

Zambelli ha aggiunto che incontrerà il presidente della Camera dei Deputati Rodrigo Maia per discutere con lui il miglior modo in cui dar corso al progetto.

Alcuni avvocati criticano il disegno di legge

In un’intervista rilasciata a Sputnik Brasile il procuratore di Sao Paulo Rogério Sanches Cunha ha criticato questa iniziativa affermando che non capisce il senso di questo progetto proposto dai tre deputati.

“Vogliamo aumentare le pene massime, ma in realtà la normativa dovrebbe preoccuparsi dell’efficacia della pena. La situazione non migliora se si condanna qualcuno a 30, 40, 50 anni di reclusione e poi questo qualcuno può scontare il 20% della pena.

Rogério Sanches Cunha ha anche criticato il fatto che il disegno sia stato proposto proprio nel momento in cui la società era scioccata dal caso di Rhuan.

“Il Brasile è maestro nel creare leggi opportunistiche. Aspetta che si verifichi un reato con una certa risonanza e nel quale la vittima appartiene a una classe sociale media o alta, per mobilitare il Congresso e inventare una pena estrema. In tal modo la società pensa che quel reato non verrà più commesso. Ma questa è un’assurdità”.

Sanches ha anche affermato che l’ideologia di genere viene spesso usata nei casi di reati penali come movente determinante del reato.

“Ma mi chiedo: cos’è l’ideologia di genere? È un’idea corretta? È un concetto ben determinato? Il diritto penale può funzionare solamente sulla base dei principi di limitazione e determinatezza. Non possiamo basarci su espressioni vaghe, ambigue, generali perché alla fine la gente se ne può approfittare”, ha concluso Sanches.

L’avvocato Ariel de Castro Alves, esperto di diritto del bambino e dell’adolescente, nonché membro del Consiglio di Stato per i diritti umani, ha condannato il disegno di legge definendolo “opportunista e demagogico” e ha menzionato l’ultimo studio UNICEF secondo il quale in Brasile ogni giorno vengono uccisi 32 bambini e adolescenti.

“Questo progetto di legge è un atto opportunistico e demagogico effettuato da coloro che vogliono solamente polarizzare l’opinione pubblica. Con il fine principale di influenzare chi pensa che il bambino sia stato vittima dell’ideologia di genere. Ma per i 32 omicidi di bambini perpetrati ogni giorno da eterosessuali, coppie eterosessuali, trafficanti di droga, poliziotti e militari non ho visto lo stesso approccio. Vogliono strumentalizzare questo caso per attirare l’opinione pubblica”, ha affermato l’avvocato a Sputnik Brasile.

Sebbene l’avvocato sia a favore di una revisione del codice penale, non crede che questo debba essere fatto perché spinti dalle emozioni del momento.

“Io sostengo una revisione del codice penale perché talvolta gli omicidi sono stati puniti come semplici reati patrimoniali. E ovviamente il patrimonio più importante, come dettato dalla Costituzione, è la vita. Ma tale revisione dev’essere fatta sulla base di studi e discussioni aperte con degli esperti, non spinti dalle emozioni, dal sensazionalismo e dal desiderio di attirare l’attenzione”.

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Tags:
Jair Bolsonaro, Indagine, Omicidi, Violenza, Brasile
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