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05:08 23 Luglio 2019
Il rover della NASA Curiosity

Sonda europea verificherà dichiarazioni NASA su “respiro della vita” su Marte

© Foto : NASA/JPL-Caltech/MSSS
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La sonda Mars Express dell’Agenzia Spaziale Europea ha esaminato il cratere Gale quando sul suo territorio si è verificata una nuova emissione di metano.

Ora i ricercatori analizzano i dati raccolti sperando di confermare il fatto che avvengano eruzioni di metano di questo tipo, ha comunicato Dmitrij Titov, il direttore scientifico della missione.

“Il dispositivo PFS eseguiva regolari osservazioni del cratere Gale lo stesso giorno in cui il Curiosity ha registrato una nuova eruzione di metano. Oggi la squadra di PFS analizza di dati e vogliamo sapere se ha visto del metano”, ha spiegato Titov a Sputnik.

Negli ultimi anni i geologi, gli astrobiologi e altri specialisti conducono accese discussioni sulla possibilità che ci siano composti organici o microbi negli strati più superficiali del suolo di Marte, dove è presente l’acqua liquida, i raggi cosmici praticamente non penetrano ed è relativamente caldo.

Quando il rover Curiosity ha per la prima volta analizzato le componenti dell’aria e del suolo di Marte nel 2012 e 2013 i ricercatori non hanno trovato alcuna traccia di metano. Ma dopo pochi mesi i rilevatori del Curiosity hanno registrato diverse eruzioni di metano.

Un anno fa, dopo lunghe discussioni e verifiche legate all’inquinamento del laboratorio chimico del rover, l’apparato della NASA ha confermato le proprie misurazioni originali e ha fatto una scoperta sorprendente: ha trovato degli “antichi” composti organici nelle rocce sedimentarie sul fondo di un lago essiccato.

Queste osservazioni sono state recentemente confermate anche dai colleghi europei che hanno elaborato i danni raccolti dal Mars Express. Analizzando le misurazioni del PFS effettuate lo stesso giorno che il Curiosity ha registrato una delle emissioni di metano, gli scienziati hanno confermato che il fenomeno si è effettivamente verificato e hanno fatto una stima del volume.

Contemporaneamente i colleghi della missione russo-europea ExoMars TGO sono arrivati a un’altra conclusione: né il dispositivo russo ACS, né il suo cugino europeo NOMAD sono riusciti a trovare tracce di metano nell’atmosfera del pianeta rosso in sei mesi di ricerche. Queste differenze hanno reso il mistero del metano di Marte ancora più interessante per esperti e appassionati.

Recentemente i ricercatori hanno ottenuto l’opportunità unica di verificare tutte queste osservazioni: questo fine settimana il team scientifico del Curiosity ha dichiarato di aver registrato un’altra ingente emissione di metano, il cui volume sarebbe stato ancora superiore a quello di giugno 2013. Differentemente dalla scorsa volta, gli scienziati russi ed europei erano già sull’attenti e sono riusciti a raccogliere tutti i dati necessari a verificare le rilevazioni del rover americano.

Come sottolineano sia gli specialisti europei che quelli americani, se le rilevazioni saranno confermate questo non significherà che le emissioni di metano sono state provocate per forza dai microbi su Marte. È anche possibile che siano frutto di processi geochimici “morti” o dello scioglimento dei cosiddetti clatrati, depositi di metano congelato.

Questi giacimenti possono infatti sciogliersi o esplodere quando arriva l’estate marziana, emettendo grandi quantità di gas nell’atmosfera. Questo carattere “periodico” delle emissioni di metano, secondo gli scienziati, spiegherebbe molto bene il fatto che per lungo tempo il Curiosity non abbia registrato tracce del gas nell’atmosfera di Marte, che la sua quantità fosse così alta a luglio e dicembre 2013 e che ExoMars TGO non abbia trovato metano sul pianeta.

“Ad aprile il team scientifico del dispositivo ha pubblicato un articolo nel quale afferma che alcuni anni fa il PFS ha rilevato un’eruzione insieme al rover. Vediamo cosa accade ora”, ha concluso Titov.

A giugno 2019 la sonda orbitale della NASA Mars Reconnaissance Orbiter ha trovato tracce di una forte esplosione su Marte.

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Tags:
mars express, curiosity, ExoMars, Agenzia Spaziale Europea, Marte, NASA
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