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10:46 24 Settembre 2019
Fyodor D.

“In 5 giorni ho preso 3 cm in altezza”: cosa succede a partecipare a esperimenti scientifici

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Fyodor D. (il nome è di fantasia come richiesto dall’intervistato) è un giovane ragazzo che vive a Mosca il quale ha raccontato a Sputnik di aver partecipato a una serie di esperimenti scientifici per la Stazione Spaziale Internazionale e non solo.

Fyodor D. ha raccontato come sia possibile fare solamente un respiro in mezz’ora, come rimanere immobili in una vasca da bagno per 5 giorni e quanto paghino per fare queste cose.

- Qual è stato il primo esperimento a cui ha partecipato per soldi?

- Il mio primo esperimento è consistito nel testare apparecchi luminosi per la Stazione Spaziale Internazionale. Durante l’esperimento io e altre 4 persone abbiamo trascorso in isolamento 7 giorni con apparecchi luminosi che erano presenti sulla ISS. Dopo un certo lasso di tempo, circa 2 mesi, abbiamo trascorso altri 7 giorni a provare i nuovi apparecchi. Mentre eravamo lì dovevamo condurre una serie di test (in particolare, sulla velocità di reazione visiva e sul movimento delle mani) che dovevano evidenziare in che misura questa nuova tipologia di illuminazione influenzasse il lavoro dell’equipaggio spaziale.

- Quanto hanno pagato per questo isolamento volontario di 2 settimane?

- Ogni giorno era circa 10.000 rubli (circa 140 euro) e in tutto ci ho passato 14 giorni. Alla fine ho percepito 140-150.000 rubli (circa 2000 euro). Ma bisogna sottolineare che per l’intera operazione ci sono volute più di 2 settimane: prima dei test veri e propri abbiamo dovuto sottoporci a degli studi in cui si effettuano gli stessi test ma su apparecchi tradizionali e in condizioni usuali, non in isolamento. Una cosa che mi ha interessato molto è che all’inizio ci hanno fatto delle analisi nella clinica che controlla gli astronauti prima e dopo il volo. I controlli sanitari sono stati la prima fase durante la quale hanno scremato parte dei candidati. Poi si è passati a una seconda fase in cui è avvenuta un’ulteriore scrematura.

- Dunque bisogna essere in perfetta salute per partecipare a questi esperimenti?

- Sì, in perfetta salute. Devi essere psicologicamente stabile perché è difficile gestire lo stress in isolamento con 4 sconosciuti. Alcune persone potrebbero uscire di testa. Vi sono stati casi simili ma non nella nostra squadra. Anche noi abbiamo avuto delle controversie ma non sono mai sfociate in nulla di serio. Si finiva sempre a tarallucci e vino.

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- Lei come si è vissuto quest’esperienza?

- Molto tranquillamente. Ha suscitato il mio interesse. Ho capito che si trattava di qualcosa di unico che non accade in una vita comune. Ti dà la possibilità di vedere le cose in un altro modo, di metterti alla prova, di metterti nei panni di sommozzatori o di astronauti che vivono in uno spazio chiuso a contatto con altre persone. È un’esperienza unica.

- Come ci si può candidare per partecipare a questi esperimenti?

- Lo può fare chiunque. Io ci sono capitato per caso: qualcuno ha postato l’annuncio sui social network, una mia conoscente mi ha inoltrato il post pensando che potesse interessarmi e ci ha visto lungo. Ho risposto il giorno stesso pensando “Che bello, ho del tempo libero, perché non farlo?”.

- A quali altri esperimenti ha partecipato?

- Dopo circa un anno mi hanno richiamato sempre loro e mi hanno proposto di partecipare a un esperimento sulla respirazione. Si trattava di testare apparecchi per i minatori che permettono di respirare in maniera autonoma in situazioni di emergenza. Il dispositivo per un periodo limitato di 25-30 minuti ti permette di respirare l’ossigeno emesso in fase di respirazione nonostante il rilascio di anidride carbonica. Durante l’esperimento ho dovuto correre per 30 minuti sulla pista con questo apparecchio e respirare per tutto quel tempo grazie a quell’unica espirazione fatta all’interno dell’apparecchio stesso. Per questo esperimento mi hanno pagato circa 60.000 rubli (circa 850 euro). L’esperimento è durato 1 giorno, la preparazione un altro giorno e i controlli sanitari 2 giorni.

- Ha notato dei cambiamenti a livello fisiologico dopo questo esperimento?

- Durante la fase di preparazione mi hanno attaccato a un palloncino contenente ossigeno puro che ho respirato per 30 minuti. Mi sono sentito benissimo. Mi hanno misurato continuamente i valori del sangue, ogni 5 minuti mi prelevavano il sangue dal dito. E questa era l’unica sollecitazione: controllavano in che modo cambiasse la composizione chimica del mio sangue mentre respiravo ossigeno puro.

- Quante volte le hanno prelevato il sangue?

- Non ricordo di preciso, forse ogni minuto. Mi bucavano ogni volta in dita diverse, ma poi non c’era più spazio disponibile. Quindi, non meno di 10 volte, ma non più di 30. Controllavano la microcircolazione sanguigna, ovvero a che velocità si muovessero gli eritrociti. Per farlo impiegavano un apposito apparecchio simile a un microscopio. Sotto le unghie vi sono sottilissimi vasi capillari che venivano resi visibili grazie all’azione di un laser. In quel punto i vasi hanno la stessa dimensione degli eritrociti i quali in un vaso scorrono uno dopo l’altro: quindi, è possibile tracciarne velocità e quantità.

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- Come ti sei sentito durante l’esperimento?

- Nella fase di preparazione ero ok. Quando invece ho dovuto correre è stato pesante: verso la fine sentivo che stavo cominciando a respirare anidride carbonica e l’ultimo minuto e mezzo è stato molto difficile. Per qualche ragione però mi hanno chiesto di resistere finché potevo. Avevo già cominciato a sudare, sentivo che mi mancava l’aria. Non ricordo quanto ho resistito, circa 30 minuti, ma gli ultimi minuti sono stati molto pesanti. L’esperimento in sé, però, è stato super.

- E come si capisce se l’esperimento è riuscito?

- Vengono raccolti dati statistici. Affinché ogni esperimento si consideri riuscito, devono parteciparvi 20-25 persone. Raccolti i dati, si valutano i valori medi. Se vengono approvati, l’apparecchio viene implementato.

- A quale altro esperimento ha partecipato?

- Il terzo esperimento è consistito nel testare costumi rigidi, simili a corsetti, che permettono agli astronauti di non deformare la colonna vertebrale in fase di volo. Quando ti trovi in assenza di gravità, lo spazio fra le vertebre aumenta. E gli astronauti per questo motivo a volte diventano più alti di 5 cm. Per me è stata la prima volta in cui ho guadagnato 3 cm in altezza in un giorno: prima ero 178 cm e il giorno dopo 181.

- Questo può avere conseguenze negative?

- Cambiamenti temporanei non hanno conseguenze negative sull’uomo, ma, se si tratta di cambiamenti duraturi, come nel caso degli astronauti che passano mesi in orbita, questo può portare a conseguenze irreversibili. Proprio per questo si utilizzano questi indumenti che comprimono il corpo imitando la pressione che la gravità esercita sullo scheletro umano. L’esperimento prevedeva la presenza di 2 gruppi, ognuno da 10 persone circa. Il tutto è avvenuto in una vasca speciale e il processo è stato chiamato “immersione a secco”. La temperatura dell’acqua era prossima a quella corporea. Il corpo umano era separato dall’acqua da una sottilissima pellicola di silicone, quindi di fatto non si trovava davvero in acqua. Durante la notte indossavo il “corsetto”, mentre un altro componente del gruppo dormiva senza. Gli esperti monitoravano i nostri valori per vedere se ci fossero differenze. Anche in questo caso hanno monitorato la nostra microcircolazione: ci facevano analisi del sangue ogni giorno e controllavano la velocità di reazione dei nostri arti. Sono rimasto in quella vasca per 5 giorni, ma mi ero portato dei libri. Le possibilità di movimento nella vasca sono limitate, ci si può solo rigirare, ma non molto.

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- Come mangiavate?

- Si mangiava tre volte al giorno, arrivava un vassoio col cibo e ci mettevano un cuscino sotto la schiena per essere un po’ più comodi. Il regime era a basso contenuto di carboidrati così da evitare flatulenze eccessive. Per fare la pipì si usava il pappagallo. Di altri bisogni non si sentiva la necessità: infatti, stando in posizione orizzontale, l’intestino funziona in maniera completamente diversa. Una cosa mai vista!

Ogni sera ci prendevano e ci mettevano sul lettino perché non potevamo assumere la posizione eretta. Allo stesso modo ci mettevano in doccia, ci lavavano distesi e poi ci riportavano nella vasca. È confortevole essere sempre puliti a livello quasi chirurgico. Le prime due ore ero euforico e pensavo “potrei stare qui tutta la vita”! Poi cominci a capire che rimanere fermo per 5 giorni è molto difficile.

- E quanto l’hanno pagata per quest’esperimento?

- Circa 70.000 rubli (1000 euro).

- Si può guadagnare così per tutta la vita?

- Mi hanno chiamato anche per altri esperimenti, ma ho declinato. Ad esempio c’era un esperimento che prevedeva di rimanere isolati per 5 giorni a respirare azoto a una pressione analoga a quella che si trova a una profondità di 120 m. Offrivano 180.000 rubli (2500 euro) per 5 giorni. Ho soppesato i pro e i contro e ho capito che non ne valeva la pena. Quindi, ho declinato l’offerta. Mi chiamarono anche per stare disteso in una vasca a secco per 21 giorni. Pagavano bene, ma 21 giorni della mia vita non hanno prezzo! Penso che, come in tutto, bisogna trovare il giusto mezzo e che non possa essere considerato un lavoro vero e proprio. Invece, come passatempo o esperienza va bene. Bisogna solo avere un certo assetto mentale ed essere pronti a subire esperimenti sul proprio corpo.

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Tags:
Ricerca, Ricerca scientifica, studio, ISS, esperimento
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