15:59 22 Novembre 2019

Una piccola città greca riceve le riparazioni tedesche tramite l’Italia

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Il 25 giugno sarà una data molto importante per i cittadini del paesino greco di Distomo poiché proprio quel giorno si deciderà se riceveranno o meno 70 o 80 milioni di euro in qualità di riparazioni dalla Germania tramite… l’Italia.

L’infelice 75o anniversario della terribile tragedia di Distomo si è celebrato il 10 giugno. In quel giorno del 1944 gli occupanti tedeschi commisero un’atrocità senza precedenti nella cittadina. Il Massacro di Distomo passò alla storia greca contemporanea come uno delle maggiori esecuzioni sulla popolazione disarmata. Distomo divenne celebre in tutto il mondo dopo che le SS uccisero 228 abitanti del paesino, fra cui anche donne e bambini.

“A Distomo vi fu un brutale massacro della popolazione civile. Fra i morti vi furono 58 bambini di età inferiore ai 15 anni. È piena violazione dei diritti umani internazionali. È un crimine che non può rimanere impunito”, ha osservato in un’intervista a Sputnik Yannis Georgakos, l’attuale sindaco del comune di Distomo-Arachova-Antikyra (il suo mandato si concluderà a settembre, NdR).

Gli abitanti di Distomo ancora oggi stanno tentando di ottenere giustizia per i crimini perpetrati contro i propri padri e nonni.

“Indipendentemente da quanti anni siano passati, i crimini contro l’umanità perpetrati non solo a Distomo, ma anche in altre regioni, devono essere puniti. Dobbiamo contrastare la comparsa di nazismo e fascismo”, ha sottolineato in un colloquio con Sputnik il neoeletto sindaco di Distomo-Arachova-Antikyra Yannis Stafas (comincerà il suo mandato a settembre, NdR).

Al momento Distomo come riparazioni di guerra richiede parte della proprietà di Deutsche Bahn, società statale tedesca con attività anche sul suolo italiano.

La storia della questione

“Già nel 2001 l’Aeropago, la Corte suprema greca, ha deciso di confiscare immobili tedeschi da destinare a Distomo in qualità di compensazioni di guerra per i crimini perpetrati dai nazisti. Si trattava dell’immobile del Goethe-Institut sito in territorio greco. Allora, però la sentenza non venne eseguita perché non fu firmata dal ministro greco della Giustizia. Oggi la questione delle compensazioni è di competenza del governo”, spiega il signor Georgakos.

Non vedendo alcun progresso nella risoluzione della questione in Grecia, gli abitanti di Distomo nel 2004 decisero di sfruttare la normativa del Consiglio europeo secondo la quale la sentenza del tribunale di uno Stato è eseguibile sul suolo di un altro Stato membro del Consiglio europeo. Dunque, trasmisero le proprie pretese all’Italia chiedendo che la sentenza venisse eseguita in territorio italiano.

“La causa venne deferita all’Italia perché nessun altro Paese volle riconoscere il caso di Distomo. Alla fine la causa sarà giudicata dalla Corte suprema italiana”, spiega il signor Georgakos.

Nel 2008 la Corte d’Appello italiana riconobbe come definitiva la sentenza della giustizia greca e approvò la sua esecuzione in Italia. La Germania, allora, si rivolse al Tribunale internazionale de L’Aia richiedendo di esercitare il proprio diritto di non sottostare alle decisioni di corti di altri Stati (il cosiddetto diritto all’immunità dello Stato) in azioni legali private. Nel 2012 il Tribunale internazionale de L’Aia confermò il principio di immunità dello Stato nella controversia con lo Stato italiano nella questione di Distomo.

“Il Tribunale internazionale de L’Aia ha riconosciuto che vi sono pretese che debbono essere risolte tra Germania e Italia”, afferma il neoeletto sindaco di Distomo.

La causa fu riaperta nel 2014 dalla Corte costituzionale italiana dopo gli sforzi profusi dagli abitanti di Distomo. In particolare, la Corte costituzionale italiana stabilì che il principio dell’immunità di Stato non è applicabile ai crimini di guerra né a quelli contro l’umanità. Inoltre, stabilì che anche l’Italia ha il diritto di chiedere compensazioni alla Germania per i massacri di massa perpetrati durante la Seconda guerra mondiale.

I richiedenti, con l’aiuto dell’avvocato tedesco Joachim Lau, riuscirono a congelare beni patrimoniali della Deutsche Bahn in territorio italiano. La decisione della loro eventuale confisca verrà emessa in maniera definitiva solamente tramite relativa sentenza.

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“Il nostro avvocato è riuscito a congelare circa 70-80 milioni di euro alla Deutsche Bahn. Il processo penale si terrà il 25 giugno presso la Corte suprema di Cassazione di Roma. Se la sentenza avrà valore legale in Italia, otterremo i soldi che il governo decida di apporvi o meno la propria firma”, ha spiegato Yannis Stafas.

Inoltre, il neoeletto sindaco di Distomo-Arachova-Antikyra spiega che vi sono tre altre questioni che riguardano le riparazioni di guerra delle quali è ben informato perché è stato membro del Consiglio nazionale della Commissione per le Riparazioni della Germania, nonché membro del Comitato parlamentare per le Riparazioni (2013-2015).

“Non dobbiamo dimenticare che a tutti i disastri deve corrispondere una riparazione: le strade, i ponti, le fabbriche distrutti. Stando alle stime del Comitato parlamentare si tratta di un danno di circa 300 miliardi di euro. La seconda questione è legata al prestito coatto preteso dall’occupazione nazista. Nel 1942 il Terzo Reich impose alla Banca nazionale greca che gli venisse concesso un prestito a tasso zero di 1,5 trilioni di dracme per coprire le “spese di occupazione”. I soldi non furono restituiti. Il debito è stimato a circa 15 miliardi di euro. La terza questione è legata ai reperti archeologici che furono portati via dalla Grecia. Questa è l’unica questione su cui abbiamo la collaborazione dei teschi e alcuni reperti tornano effettivamente in Grecia”, ha spiegato.

Il 4 giugno 2019 l’ambasciatore greco a Berlino ha consegnato una nota verbale al Ministero tedesco degli Esteri riguardo alla decisione presa il 17 aprile dal Parlamento greco con la stragrande maggioranza dei voti. Con questa decisione si richiedono alla Germania le riparazioni della Seconda guerra mondiale.

“La questione del risarcimento dei danni si considera ormai chiusa sia dal punto di vista giuridico sia da quello politico”, ha risposto alcuni giorni dopo il ministro degli Esteri tedesco commentando la nota verbale.

“Il futuro governo greco e tutti i greci devono aspettare una lettera ufficiale di risposta da parte del governo tedesco”, ha osservato Yannis Stafas.

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