Widgets Magazine
15:30 21 Luglio 2019

La dipendenza nascosta degli europei

© Depositphotos / Stevanovicigor
Mondo
URL abbreviato
214

Chris Pollard lavora da ben 20 anni nel settore del fitness. A Londra ha lavorato come allenatore in diverse palestre. Nel 2006 si è trasferito a Parigi dove vive da allora. Come molti atleti ha subito traumi e ha assunto sostanze antidolorifiche. Ha anche contratto la malattia di Lyme.

IL TRAMADOLO

I medici hanno deciso di prescrivergli una cura a base di tramadolo.

“Il tramadolo è una sostanza comune per curare il dolore alla schiena. Me lo somministrarono per aiutarmi a far passare l’infiammazione al tendine d’Achille perché ho un’allergia agli antinfiammatori e me lo diedero anche per curarmi la Lyme”, racconta lo sportivo. “Per alcuni anni ho assunto dosi piuttosto irrisorie diverse volte a settimana in maniera irregolare. Quando contrassi la Lyme mi diedero il tramadolo da assumersi in dosi massime, ovvero 400 mg al giorno”.

© Foto : fornita a Sputnik
Chris Pollard

Nessuno gli aveva mai avvertito sulla sua capacità di creare dipendenza.

Dopo un po’ il tramadolo cominciò a far sempre meno effetto sull’organismo di Chris il quale cominciò quindi ad aumentare la dose. Chris sviluppò rapidamente una dipendenza dal farmaco. Questo padre di due figli perse la famiglia a causa della sua dipendenza. Sua moglie non riuscì a vivere con un tossicodipendente.

Le sindromi da astinenza dal tramadolo possono essere analoghe a quella da astinenza dall’eroina: depressione, irrequietezza, elevata sudorazione, vomito, battito cardiaco accelerato, insonnia, allucinazioni, tremoti, sbalzi d’umore… Dalla clinica di riabilitazione Chris scriveva:

“L’ultima settimana è stata un infermo nel sistema sanitario francese. Io sono bene. Fra poco lascerò l’ospedale. La prima parte della cura, abbandonare il tramadolo, è andata molto bene. Purtroppo, la seconda parte non è andata così bene perché la combinazione di antidepressivi e altri medicinali che mi hanno dato mi hanno fatto uscire di senno. Non sapevo più chi fossi e dove mi trovassi. Ho corso nudo per strada”.

Negli ultimi anni in Francia si osserva un aumento nel consumo di analgesici a base di oppioidi, confermano gli autori del nuovo rapporto dell’Agenzia nazionale di sicurezza del medicinale e di altri prodotti sanitari (ANSM). Fra i medicinali più consumati vi è il tramadolo, un analgesico a base di oppioidi di media potenza. Tra il 2006 e il 2017 il consumo di tramadolo è aumentato del 68%.

© Foto : fornita a Sputnik
Il consumo di oppioidi in Francia

Chris è stato abbastanza fortunato da riprendersi. Le persone che hanno perso i propri cari per via di medicinali prescritti hanno tentato di mandare un segnale d’allarme alla comunità francese. Di anno in anno, infatti, il numero di morti legato agli oppioidi sale.

© Foto : fornita a Sputnik
Il numero di morti legato agli oppioidi

Lo psichiatra Nicolas Authier, portavoce di ANSM, ammonisce:

“Oggi in Francia il rischio di una crisi degli oppioidi è alto. Si osserva un incremento del numero di persone ospedalizzate per overdose di sostanze oppioidi e morte per la stessa ragione. È necessario agire in maniera tempestiva per evitare una vera e propria crisi. Dalle esperienze di Stati Uniti e Canada abbiamo capito che è molto difficile porre fine a una crisi del genere”, afferma il professore. “In Francia il tramadolo viene prescritto sempre più spesso. Ogni anno ad assumere questo medicinale sono fino a 5,8 milioni di persone. Chiaramente la stragrande maggioranza dei casi di overdose e morte è legata al tramadolo”.

Questi medicinali analgesici hanno ottimi risultati nel curare il dolore. Ma i pazienti che li assumono si sottopongono al rischio di diventarne dipendenti. Gli esperti dell’ANSM ricordano che più del 50% dei sintomi della dipendenza da tramadolo si manifestano in seguito all’assunzione di dosi terapeutiche e talvolta persino per brevissimi lassi di tempo, cosa che i medici non menzionano ai pazienti.

“Ho cominciato ad assumere le compresse prima degli allenamenti perché mi permettevano di fare meglio il mio lavoro. Proprio in quella fase mi resi conto di avere una sorta di dipendenza psicologica da questo farmaco. Lo dovevo già prendere ogni giorno. Mi venivano attacchi di panico quando non avevo con me la dose necessaria. Non era più un modo per curare il dolore”, spiega Chris.

Chris ha sofferto di dipendenza per 4 anni. Lui stesso ne parlò con il dottore e venne indirizzato al reparto di Medicina delle dipendenze.

“Mi sono curato in un reparto con gli eroinomani. Ero l’unico paziente a curarsi per la dipendenza da tramadolo. Allora era qualcosa di nuovo, ma oggi è sempre più comune. Soffrivo come i morfinomani o gli eroinomani”.

Barbara Szelesky, medico praticante al Centro di valutazione e di trattamento del dolore presso l’Ospedale Foch a Suresnes (CETD) constata che il tramadolo “ha purtroppo un elevato potenziale a creare dipendenza” e che inizialmente i medici “non ne erano del tutto a conoscenza”. Secondo l’esperta, l’elevata frequenza di consumo del tramadolo si spiega con il ritiro dal mercato europeo del Di-Antalvic. La sostanza fu vietata nel 2011 in seguito alle raccomandazioni dell’Agenzia europea del farmaco (EMA). A suo tempo gli esperti dell’Agenzia francese per il controllo dei prodotti sanitari (Afssaps), diventata poi ANSM nel 2012, hanno espresso smarrimento riguardo alla questione. Allora il direttore dell’agenzia espresse i suoi timori circa il rischio di “sostituzione su larga scala dei medicinali prescritti con il tramadolo” poiché questo avrebbe avuto “conseguenze negative sulla sanità pubblica”.

Un altro analgesico a base di oppioidi che va menzionato è l’ossicodone, un farmaco molto potente. Stando ai dati dell’ANSM in Francia tra il 2006 e il 2017 il consumo di ossicodone è cresciuto del 738%. Poiché l’ossicodone ha una potente azione analgesica, il suo impiego è regolamentato meglio di altri farmaci. “Io lo prescrivo solamente per allievare i dolori del cancro”, spiega Barbara Szelesky.

Secondo il nuovo rapporto di Grand View Research, Inc. il mercato mondiale di oppioidi nel 2018 è stato stimato a 25,4 miliardi di dollari USA.

L’America del Nord è ai primi posti con una quota di mercato del 55,5%.

L’Europa è il secondo mercato regionale per dimensioni. Gran Bretagna, Germania, Francia e Spagna detengono il maggiore fatturato in termini di oppioidi nella regione. E sono gli stessi Paesi che si trovano ai primi posti per numero di consumatori di oppioidi nel continente.

© Foto : fornita a Sputnik
Il consumo di oppioidi in Europa

L’EMA e il settore farmaceutico

L'Agenzia europea per i medicinali (L’EMA) fu fondata nel 1995. Il suo compito principale è difendere la salute degli animali e degli uomini. Il settore farmaceutico è il principale comparto di interesse dell’EMA.

Va detto che sul sito internet dell’agenzia si trova una tabella contenente le tariffe per la pubblicizzazione e la vendita di farmaci. La tariffa minima per ricevere questi permessi è di 291.800 euro. Si presentano anche altri servizi a pagamento come il prolungamento del permesso.

La tabella contenente le tariffe per la pubblicizzazione e la vendita di farmaci

Ma dato che l’EMA propone servizi a pagamento, non potrebbe sorgere un conflitto di interessi tra l’agenzia stessa e le case farmaceutiche? In una lettera aperta del giugno 2010 i membri della Società internazionale dei Bollettini Indipendenti (ISDB) hanno aspramente criticato “il fallimento dell’adozione di soluzioni semplici per evitare conflitti di interesse a livello di consiglio esecutivo” dell’EMA. In tal senso, gli autori del rapporto della Corte dei Conti dell’UE del 2012 circa la risoluzione dei conflitti di interesse all’interno delle agenzie dell’UE tracciano un quadro allarmante. Riguardo all’EMA scrivono che “è vietato possedere attività finanziarie […] e brevetti agli agenti, ma non ai membri delle loro famiglie”.

Nel 2011 in risposta alla crescente domanda dei cittadini di una migliore definizione dell’interazione tra medici e case farmaceutiche, è stato approvato il disegno di legge sul rafforzamento del controllo in materia di sicurezza sanitaria per i prodotti ad uso medico. La legge prevede la pubblicazione di un elenco delle persone e delle organizzazioni con le quali i produttori del settore sanitario hanno siglato accordi o ai quali hanno dato un compenso. Nel 2014 è stato creato il sito sulla sanità trasparente (Transparence-santé) per pubblicarvi informazioni che possano evidenziare l’esistenza di un qualche conflitto di interessi.

Nel documento sui compensi, che conta più di 2 milioni di righe, la Sanofi (una delle case produttrici di tramadolo) viene menzionata 33.665 volte. Questa multinazionale francese del settore occupa il quinto posto al mondo per volume di vendite di farmaci da prescrizione dal 2013.

Il documento sui compensi

Molti hanno messo in discussione l’affidabilità di questa risorsa. Alcuni osservatori hanno rilevato errori, omissioni, dettagli mancanti… Si menziona la trasmissione di svariati milioni di euro, ma non si indica per quali ragioni sarebbero stati ricevuti. L’associazione Regards citoyens ha condotto un’indagine sui trasferimenti di denaro dalle case farmaceutiche a dottori e cliniche. Nel 2015 l’associazione ha pubblicato un elenco dei donatori più “generosi”. Fra i primi 15 della lista compare Sanofi.

L'elenco dei donatori più “generosi”

Secondo il professor Authier, “questo già di per sé fa capire che l’obiettivo delle case farmaceutiche è vendere farmaci ai medici. E questo diventa problematico quando si parla di sostanze che scatenano una dipendenza più o meno forte. Ci si potrebbe aspettare da parte delle case produttrici un maggiore grado di responsabilità e di comportamento etico. Dovrebbero prendersi la responsabilità del ruolo che svolgono nella crisi degli oppioidi”.

Tutti i farmaci oppioidi chiaramente vengono prescritti solo previo rilascio di ricetta. Negli ultimi anni significativo è stato il progresso effettuato nell’impiego di oppioidi forti per curare i dolori del cancro.

I medici non hanno diritto di prescrivere il tramadolo per periodi di tempo superiori all’anno. I farmacisti hanno diritto di vendere il tramadolo per un massimo di 28 giorni.

La durata di una cura all’ossicodone non può superare i 28 giorni e i medici non hanno diritto di rinnovare la ricetta.

Gli esperti dell’ANSM sottolineano che solamente grazie a queste rigide norme la Francia ha evitato una crisi su larga scala come quella che stanno attraversando gli USA. Tra il 1999 e il 2017 negli USA sono morte circa 218.000 persone per overdosi da oppioidi prescritti con la ricetta. La mortalità dell’overdose da oppioidi prescritti era 5 volte maggiore di quella osservata nel 1999. Ad ottobre 2017 per via della crisi degli oppioidi hanno anche dichiarato lo stato d’emergenza sanitaria.

Tuttavia, nel rapporto dell’ANSM si legge che il numero di casi di abuso degli analgesici oppioidi in Francia è più che raddoppiato tra il 2006 e il 2015.

Chris ritiene che in Francia sia molto facile ottenere del tramadolo: “Quando andavo dal mio medico, mi chiedeva quanto ne consumassi. Se dicevo 400 mg, me ne dava 400 mg. Non diceva mai: forse, dovresti smettere di usarlo. In Inghilterra non avrei potuto avere accesso al tramadolo così facilmente. Te ne danno abbastanza per una settimana e ti dicono di tornare per vedere come stai. Qui invece mi davano una ricetta per i tre mesi successivi”.

Marion Bobillot, studentessa dell’Istituto di formazione infermieristica presso l’Ospedale Saint Louis (IFSI), ci ha spiegato cosa insegnano agli studenti nei casi in cui si prescrivono oppioidi:

“Le sostanze antidolorifiche vengono somministrate in maniera continuativa a seconda del grado di intensità del dolore su una scala da 0 a 10. La scala si divide in tre gradi di dolore: il primo da 1 a 4, il secondo da 4 a 6 e il terzo da 7 a 10. Il tramadolo viene prescritto quando il paziente accusa un dolore di secondo livello”. La studentessa sa bene come agisce il tramadolo. “Una volta un dentista mi prescrisse il tramadolo. Mi ricordo che la sua azione fu molto potente, era come se fossi drogata”.

L’esperienza americana dimostra che in molti casi gli oppioidi inducono a sviluppare una dipendenza simile a quella da eroina. Secondo le stime, circa l’80% dei consumatori di eroina ha affermato di consumare proprio gli oppioidi su ricetta prima di passare all’eroina. Quegli oppioidi che oggi sono la causa principale delle overdosi in Europa.

© Foto : fornita a Sputnik
Le cause delle morti dalle droghe in Europa

Prova del peggioramento della situazione in Francia sono anche i dati sul crescente numero di morti legate al consumo di sostanze a base di oppioidi. Secondo l’ANSM si tratta di “almeno 4 casi a settimana”. Nel 2015 a circa 10 milioni di pazienti sono state rilasciate ricette per un analgesico a base di oppioidi (circa il 17% della popolazione del Paese). Più dell’85% degli oppioidi sono prescritti dai terapeuti. Subito dopo nella classifica ci sono i dentisti, i reumatologi e i chirurghi ortopedici.

“Il consumo di analgesici oppioidi non porta necessariamente alla dipendenza”, sottolinea Patrick Bartel, medico in pensione. Ma chi sviluppa una dipendenza per questi farmaci trova difficilmente supporto nel sistema sanitario.

“È un circolo vizioso”, afferma Chris. “Quando ti ci trovi dentro, i medici non smettono così facilmente di prescrivertelo. Ho dovuto ammettere io la mia dipendenza. È stato difficile dirlo. Sono un tossicodipendente! La diagnosi di dipendenza non mi è stata fatta da un medico. Me la sono dovuta fare io!”

Il professor Benjamin, psichiatra dell’Ospedale Paul-Brousse di Villejuife e presidente della Federazione francese di medicina delle dipendenze, ritiene che “non sia sufficiente” il grado di sensibilizzazione sui rischi della dipendenza da analgesici. Aggiunge che “innanzitutto è necessario effettuare una nuova stima dei farmaci in commercio” e “bisogna sensibilizzare i medici circa i metodi alternativi per la terapia antidolorifica”. Secondo lui, nella maggior parte dei casi invece degli analgesici è possibile proporre ai pazienti dei massaggi, delle sedute di psicoterapia, di rilassamento e di praticare dello sport.

“Già da 2 anni vediamo che in Francia sta accadendo ciò che negli USA è già realtà”, afferma preoccupato il professor Authier. “Ne stiamo parlando sempre di più. Ma chiaramente non è ancora abbastanza”.

Chris insiste sul fatto che, se a breve non sarà cambiato nulla, sempre più persone soffriranno di una pesante forma di dipendenza da tramadolo.

“Il tramadolo è una paura del tutto nuova. I terapeuti tradizionali non sanno quanto possa creare dipendenza. Poiché è un oppioide sintetico, non si pensa che possa avere lo stesso effetto delle sostanze naturali. Ma è sbagliato pensarla così. Smettere di assumere tramadolo è tanto difficile quanto astenersi dal prendere altri medicinali più noti”.

di Loïc Ramirez

Tags:
Intervista, Droga, oppio, Francia
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik