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15:36 21 Luglio 2019
Brillamento solare

Sulla Luna svelato il più grande segreto del Sole

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Gli esperti del laboratorio Goddard Space Flight Center della NASA hanno studiato dei campioni di suolo lunare e tramite modelli virtuali hanno stabilito che il nostro Sole durante il suo primo miliardo di anni di età ruotava molto più lentamente delle altre stelle.

Lo studio è presentato sul sito della NASA. L’analisi del suolo lunare ha mostrato che la Terra e la Luna circa 4,5 miliardi di anni fa erano fatti dello stesso materiale. Tuttavia oggi il contenuto di sodio e potassio nella regolite lunare è significativamente inferiore a quello nel suolo terrestre. Perché?

Nella ricerca di una risposta gli studiosi hanno inaspettatamente svelato il più grande mistero del Sole. Fino ad oggi, infatti, non si sapeva come fosse e a quale velocità ruotasse in gioventù la nostra stella.

Si è scoperto che la storia del Sole è “seppellita” sotto la crosta lunare. La creazione di simulazioni al computer hanno permesso di imitare l’influenza dell’attività solare sulla quantità di sodio e potassio che arrivano sulla superficie della Luna o vengono trasportate dal vento solare, ossia il flusso di particelle cariche emesso dall'alta atmosfera del Sole.

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Un'altra fonte potrebbe essere l’espulsione di massa coronale. I ricercatori hanno calcolato il rapporto matematico tra la velocità di rotazione della stella e l’attività dei brillamenti solari.

È risultato che prima il Sole ruotava più lentamente della metà delle stelle giovani. Secondo gli studiosi durante il suo primo miliardo di età il Sole ci metteva almeno 9-10 giorni a compiere una rotazione.

La simulazione ha dimostrato che solo una stella con una bassa velocità di rotazione poteva espellere la quantità necessaria di particelle cariche in modo da causare una diminuzione della quantità di sodio e potassio sulla superficie della Luna fino alla situazione attuale.

La velocità di rotazione del Sole in età giovane ha in parte influenzato anche la nascita della vita sulla Terra. L’atmosfera del nostro pianeta allo stadio iniziale era diversa e aveva l’aspetto di un involucro sottile di idrogeno ed elio “appiccicato” alla superficie terrestre. I brillamenti del Sole, nel giro di 200 milioni di anni, hanno rimosso questa “nebbia”.

Mentre la crosta terrestre diventava sempre più dura, i vulcani creavano gradualmente la nuova atmosfera, riempendo l’aria di anidride carbonica, idrogeno e azoto. Durante il successivo miliardo di anni la vita batterica al suo stadio iniziale ha utilizzato questa anidride carbonica, in cambio emettendo metano e ossigeno nell’atmosfera.

Se all’inizio il Sole avesse ruotato più velocemente, i suoi brillamenti sarebbero stati 10 volte più forti, il campo magnetico della Terra non sarebbe stato abbastanza forte per garantirne la difesa, il Sole avrebbe distrutto l’atmosfera e la Terra non avrebbe potuto mantenere l’acqua allo stato liquido.

Per fortuna la nostra stella ruotava proprio alla velocità ottimale per la Terra, fanno notare gli scienziati.

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Spazio, NASA, Sole, Luna
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