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00:58 14 Ottobre 2019

Quando è comparso sulla Terra il male più brutto di tutti?

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Il cancro è stato considerato per lungo tempo una patologia contemporanea, ma all’inizio del XXI secolo sono state trovate sue tracce in mummie dell’Antico Egitto, in uomini di Neanderthal e persino nelle ossa di dinosauri.

Parrebbe che neoplasie di vario genere abbiano accompagnato la vita pluricellulare da quando è comparsa sul pianeta.

La malattia del re scita

Nel 2001 nella “valle degli Tsar” nella regione di Tuva alcuni archeologi russi hanno rinvenuto la tomba funeraria scita di un uomo e una donna di più di 2 millenni e mezzo fa. Nella tomba sono stati trovati più di 20 kg d’oro, il che indica l’elevato stato sociale dei defunti.

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Sono passati 6 anni prima che gli esperti prestassero attenzione a microscopici punti scuri che ricoprivano quasi l’intero scheletro dell’uomo. Un’attenta analisi delle ossa ha mostrato che quelle erano tracce di metastasi: cellule tumorali generatesi a partire dalla neoplasia maligna originaria e responsabili della formazione di focolai secondari della malattia in diverse parti del corpo. Dunque, questo re scita morì per via di un tumore. Comparando i dati ottenuti con i campioni di cellule moderne, gli scienziati hanno stabilito che si trattasse di cancro alla prostata.

Un tumore vecchio 1,7 milioni di anni

Le evidenze di neoplasie e metastasi maligne sono state rinvenute anche in mummie egizie seppellite 2250 anni fa, negli Inca sudamericani, negli antichi Romani e negli Inglesi medievali.

Nel 2013 alcuni paleontologi americani hanno evidenziato la presenza di cancro alle ossa sulle costole di un uomo di Neanderthal rinvenuto nella grotta croata di Krapina. La sua età si aggira attorno ai 120.000 anni. Secondo gli scienziati, la neoplasia sarebbe comparsa in seguito alla contrazione di una malattia rara, la displasia fibrosa causata da un danneggiamento del gene ACVR1. Dunque, il tumore era ereditario ed è altamente probabile che l’inquinamento ambientale non sia la principale ragione dell’attuale diffusione delle patologie oncologiche, sostengono gli esperti.

Dello stesso punto di vista sono studiosi britannici e africani che nel 2016 hanno scoperto nella grotta di Swartkrans (Sudafrica) le tracce del tumore umano più antico ad oggi: l’osteosarcoma. Questo si è esteso al piede e alle dita del piede dell’Australopithecus sediba, uno dei possibili avi dell’Homo sapiens vissuto circa 1,7 milioni di anni fa. Non è noto cosa abbia provocato la morte di questo essere, ma il tumore alle ossa sicuramente gli impediva di muoversi agilmente.

© Foto : UCLAN/Patrick Randolph-Quinney
Il piede dell’Australopithecus sediba

Le patologie del Mesozoico

Paleontologi americani, impegnati per diversi anni nello studio di decine di migliaia di colonne vertebrali di modelli di dinosauri conservati nei musei, hanno trovato i segni di malattie oncologiche in circa 700 adrosauridi vissuti nel Cretacico, ovvero circa 70 milioni di anni fa.

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Le tracce di tumore maligno sono state osservate sulle ossa della tartaruga Pappochelys rosinae vissuta 240 milioni di anni fa. Il suo scheletro venne estratto da uno strato di sedimenti risalente al primo Triassico nel sud della Germania.

Le analisi hanno evidenziato che la tartaruga soffriva di osteosarcoma scatenatosi in seguito alle pressioni esercitate dalle cellule staminali adulte nel periostio. Oggi questi tumori colpiscono prevalentemente i giovani: si tratta di una delle tipologie di tumore più diffuso nell’uomo e negli animali domestici.

© Foto : JAMA Network / American Medical Association 2019
L'osso della tartaruga Pappochelys rosinae

Il tumore più antico ad oggi mai diagnosticato è stato trovato dai paleontologi dell’Università del Washington a Seattle. Cercando di comprendere in che modo ai mammiferi nascano i denti, hanno studiato il cranio dei gorgonopsi, dinosauri dalla notevole dentatura vissuti 225 milioni di anni fa, alla fine del Paleozoico.

© Depositphotos / Alina Polyanina, Depositphotos

Per capire in che modo i denti dei gorgonopsi si attaccassero al cranio, i ricercatori hanno sezionato una delle mascelle in piccole parti e hanno osservato sulle radici delle zanne piccole deformazioni ossee. Si trattava di odontomi, tumori benigni del tessuto dentinale.

Formazioni simili non di rado si presentano sulle gengive e i denti umani, solitamente sono indolori e non ostacolano il normale funzionamento della mascella. Tuttavia, la loro presenza indica la possibilità che compaiano neoplasie maligne in futuro. Non è da escludere che tumori di vario tipo abbiano accompagnato forme di vita pluricellulari di fatto da quando queste sono comparse sul pianeta, concludono così gli autori dell’articolo.

Tags:
Ricerca scientifica, Ricerca, Malattie, cancro
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