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03:01 25 Agosto 2019

Individuato vino noto già agli antichi romani

CC0 / Pixabay/Ben_Kerckx
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Sembra che il Savagnin-Blanc e alcuni altri vitigni presenti in Francia e Svizzera abbiano circa 900 anni. Queste varietà di vite, infatti, sono simili a quelle già presenti ai tempi dei romani e sono arrivate ai giorni nostri quasi invariate.

Un gruppo di ricercatori, il cui lavoro è stato pubblicato su Nature Plants, ha analizzato il gene di alcuni semi d’uva ritrovati in fossati, latrine e pozzi minerari in Francia e hanno scoperto che il seme più vecchio risaliva all’età del ferro (circa 500 anni a.C.), mentre quello più giovane appartiene al Medioevo e ha 970-280 anni.

“Presentiamo le informazioni genomiche relative a 28 semi d’uva archeologici”, scrivono gli autori della ricerca. “Abbiamo riscontrato che i semi di provenienza archeologica sono strettamente legati ai vitigni dell’Europa occidentale utilizzati nella vinificazione”, spiegano.

Inoltre è risultato che un vitigno esistente all’epoca dei romani e risalente al primo secolo d.C. è geneticamente molto simile alle varietà Arvin e Amin. Il seme potrebbe anche avere legami con l’Humugne Blanc.

Ma secondo i ricercatori il ritrovamento più sorprendente è un seme d’uva trovato a Orléans: “un seme datato circa 1100 d.C. corrisponde geneticamente al Savagnin Blanc, e rappresenta quindi la dimostrazione di 900 anni di riproduzione vegetativa senza interruzioni”.

Il vitigno moderno Savagnin, utilizzato per produrre vino bianco, continua a crescere al nord della Franca e in altri paesi dell’Europa Centrale. Secondo lo studio questo vitigno è identico a quello di 900 anni fa.

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Tags:
Archeologia, Francia, vino
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