Widgets Magazine
16:24 24 Agosto 2019

Caccia dotati di IA: l’Europa entra nella sesta generazione

© AFP 2019 / Eric Piermont
Mondo
URL abbreviato
0 32

Si prevede che i caccia Rafale, Gripen e Typhoon presenti al momento negli armamenti di alcuni Paesi europei rimarranno in servizio fino alla metà degli anni 2030.

Dopodiché saranno sostituiti dai caccia di sesta generazione Tempest e FCAS (Future Combat Air System). Il primo velivolo è in fase di creazione presso la multinazionale britannica BAE Systems, mentre il secondo è realizzato dalla società francese Dassault e dalla multinazionale aeronautica europea Airbus o, più precisamente, dal suo reparto dedicato alle realizzazioni militari, la Airbus Defense and Space.

Come già accaduto nel caso dei caccia Jaguar, Tornado e Typhoon, entrambi i velivoli verranno realizzati in regime di stretta collaborazione tra alcuni Paesi. Oltre a BAE Systems alla realizzazione di Tempest si unirà presto anche la società italiana Leonardo. Inoltre, la società britannica intende attirare alla partecipazione al progetto anche la Svezia e persino l’India, cosa mai successa prima.

Nel progetto FCAS oltre a Dassault e Airbus Defense and Space sta già prendendo parte la Germania e in futuro potrebbe unirsi anche la Spagna. Fino a poco tempo fa l’Italia stava considerando di partecipare a entrambi i progetti, ma alla fine ha scelto il Tempest britannico poiché gli inglesi hanno concesso maggiore libertà agli italiani rispetto che ai francesi. Questi ultimi metteranno a punto anche un modello particolare del FCAS che avrebbe imposto determinate limitazioni al progetto. Roma non era per niente d’accordo con ciò. Inoltre, anche la partecipazione indiana al progetto Tempest potrebbe generare importanti controversie fra i Paesi partecipanti. Tutti conoscono bene e da tempo le peculiari richieste indiane per determinate tipologie di armi. Questo in passato ha portato alla cancellazione di contratti praticamente già in essere. Non è escluso che l’approccio menefreghista dell’India possa influenzare negativamente le tempistiche di messa a punto del Tempest.

Molti esperti militari europei sono perplessi riguardo al motivo per cui nel Vecchio Mondo siano in fase di creazione due velivoli praticamente identici. Dopotutto sarebbe stato molto più semplice unire questi progetti a formarne uno solo. Questo avrebbe permesso alle società costruttrici non solo di risparmiare ingenti somme di denaro, ma anche di velocizzare il processo di creazione del velivolo. Si prevede che entrino in servizio quasi contemporaneamente: il FCAS tra il 2035 e il 2037, mentre il Tempest entro il 2040. Entrambi i velivoli sono davvero molto simili. Si tratta di caccia stealth che potranno essere guidati da un pilota oppure da remoto. In entrambi i velivoli l’intelligenza artificiale riuscirà a sostituire il pilota durante l’esecuzione di determinate operazioni. Ad esempio, il “pilota” virtuale è in grado di attaccare obiettivi di terra e persino di prendere parte a combattimenti aerei.

Il controllo del caccia è stato reso piuttosto semplice: i costruttori hanno preferito eliminare la miriade di pulsanti e tasti sostituendoli con alcuni schermi interattivi o con comandi vocali. Entrambi i caccia saranno dotati di sistemi progressivi di gestione delle informazioni che permetteranno di avviare i mezzi di ricognizione aerea, ottenere dati dai sistemi radar aviotrasportati di preallarme e di controllo e da punti di controllo di terra. Rispetto ad oggi il pilota riceverà una quantità di informazioni maggiore. I velivoli saranno dotati di radar ad antenna attiva in grado di rilevare obiettivi aerei anche a una distanza di 350 km. L’intelligenza artificiale sarà in grado di decidere in autonomia se utilizzare le armi e, nel caso, quali.

Guardare per credere: il canale YOUTUBE di Sputnik Italia

In parole povere, i futuri caccia europei di fatto saranno sistemi volanti robotizzati in grado di portare a termine missioni senza la presenza a bordo di un pilota. Tuttavia, i costruttori non vogliono affrettarsi a rinunciare a un pilota perché in situazioni eccezionali l’intelligenza artificiale probabilmente non sarà in grado di sostituire un umano. O ad ogni modo, questo non accadrà nei prossimi cinquant’anni. Poiché la guerra aerea è sempre una situazione eccezionale (sempre che non si tratti del semplice sgancio di bombe sul nemico), la presenza di un pilota in carne ed ossa è fondamentale.

RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik