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04:12 24 Agosto 2019
La portaerei Ronald Reagan

I media americani rivelano il motivo per cui gli USA hanno dispiegato una portaerei vicino l’Iran

© AP Photo / Eugene Hoshiko
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Le tensioni tra Iran e Stati Uniti sono aumentate da quando Washington si è ritirata dall'accordo nucleare, che avrebbe dovuto abolire le sanzioni contro Teheran in cambio del mantenimento della natura pacifica del programma nucleare iraniano.

Diversi funzionari statunitensi, mantenendo l’anonimato, hanno riferito alla CNN che il Pentagono ha deciso di schierare una portaerei nel Medio Oriente, il mese scorso, perché Teheran non stava prendendo sul serio gli avvertimenti degli Stati Uniti.

"Sembra che le tensioni siano diminuite, ma stiamo ancora osservando da vicino. Non ci siamo rilassati, rimaniamo vigili", ha detto un funzionario della difesa.

Gli addetti ai lavori hanno affermato che, anche se i primi messaggi di avvertimento sono stati inviati in Iran attraverso una terza parte anonima il 3 maggio, il Pentagono aveva una certa consapevolezza dell’impassibilità di Teheran. Alcuni giorni dopo, gli Stati Uniti annunciarono pubblicamente che stava inviando forze militari nel Golfo.

© AP Photo / Fars News Agency/Omid Vahabzadeh

La CNN ha inoltre citato il generale Joseph Dunford, presidente dei Joint Chiefs, che ha dichiarato al Brookings Institution che, dopo una presunta minaccia di un attacco emersa il 3 maggio, "abbiamo anche visto nell'intelligence che forse c'era una questione riguardo la volontà e la capacità degli Stati Uniti di rispondere".

"Nell'ultimo fine settimana di aprile, ho iniziato a vedere più chiaramente le cose che avevo raccolto in un periodo di mesi", ha spiegato Dunford.

Il 5 maggio, il consigliere della sicurezza nazionale statunitense John Bolton ha annunciato che Washington stava schierando una portaerei e dei bombardieri in Medio Oriente, per inviare un messaggio chiaro e inconfondibile all'Iran che qualsiasi attacco agli interessi americani o a quelli dei suoi gli alleati sarebbero stati accolti con "forza inesorabile". Inoltre, a fine maggio, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha confermato che il Pentagono avrebbe inviato altri 1500 soldati nella regione.

In un'intervista con l’emittente britannica ITV, all'inizio di questa settimana, Trump ha dichiarato di non escludere un'opzione militare contro l'Iran: “preferirei no, ma c'è sempre una possibilità... Non possiamo permettere loro di avere armi nucleari ", ha osservato, ribadendo che, tuttavia, voleva parlare al presidente iraniano Hassan Rouhani.

Rouhani in precedenza ha segnalato la sua disponibilità ad avviare un dialogo con gli Stati Uniti, a condizione che Washington si mostri rispettosa e segua le regole internazionali.

L’amministrazione Trump ha esercitato pressioni sull'Iran da quando ha quando si è ritirata dall’accordo sul nucleare iraniano, a maggio 2018, e ha ripristinato tutte le sanzioni contro Teheran.

Lo scorso mese l’Iran ha annunciato che avrebbe parzialmente sospeso alcuni dei suoi impegni ai sensi dell'accordo, avendo fissato un termine di 60 giorni per i cinque restanti firmatari - Russia, Francia, Regno Unito, Germania e Cina - per garantire che gli interessi iraniani siano garantiti, altrimenti riprenderà ad arricchire l'uranio a livelli più alti.

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tensione, Iran, USA
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