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02:22 21 Settembre 2019
Colazione

Buona la plastica? Ecco quanta ne mangiamo

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In un anno l’organismo di un uomo adulto assume insieme alle fonti di nutrimento e all’aria respirata fino a 212 mila microparticelle di plastica e non è finita qui: questi sono i risultati dell’analisi del 15% degli alimenti più comuni.

Lo studio è stato svolto da un gruppo di ricercatori della University of Victoria, in Canada, che ha analizzato 26 lavori scientifici riguardanti in tutto 3600 campioni e relativi a 402 parametri. I risultati sono stati pubblicati sul sito dell’American Chemical Society e riportano dati preoccupanti: la quantità di microparticelle di plastica che finiscono nel nostro organismo in un anno sarebbe pari a 81 mila e 74 mila rispettivamente per i bambini e le bambine, 121 mila e 98 mila per gli uomini e le donne adulte. Considerando solo gli alimenti inquinati, questo valore è varia tra 39 mila e 52 mila microparticelle a persona dipendentemente dall’età e dal sesso.

Una quantità rilevante dei frammenti di plastica è contenuta nell’acqua in bottiglia: se una persona beve la sua dose di acqua giornaliera dalle bottiglie di plastica in un anno può ingerire 90 mila microparticelle di plastica in più.

Anche le bevande alcoliche non scherzano in quanto a contenuto di plastica, pari a quasi 7,5 volte in più che nell’acqua corrente: 32 microparticelle al litro contro 4,2. Nei risultati generali sull’ingerimento di plastica questo valore non è stato considerato, quindi la quantità di plastica che passa per il nostro organismo potrebbe essere significativamente più elevato.

Nello studio dei ricercatori canadesi sono considerati gli alimenti che coprono il 15% della dose calorica giornaliera media degli abitanti dell’America del Nord. Le microparticelle di plastica sono frammenti di diversi polimeri della grandezza di 0,13 millimetri.

Nonostante questo tema sia al centro delle ricerche scientifiche, non è stato ancora stabilito che ruolo biologico abbiano queste sostanze e non è stato confermato il loro effetto negativo sulla flora e la fauna.

La maggior parte delle microparticelle di plastica non si trattiene all’interno dell’organismo umano e viene espulsa in modo naturale tramite il tratto gastrointestinale o con il muco proveniente dai polmoni.

Ma quello che preoccupa gli scienziati è la parte che resta nell’organismo: alcuni credono che le microparticelle possano essere associate alle disfunzioni del sistema immunitario, alle intossicazioni da metalli pesanti e anche al malfunzionamento degli organi interni.

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Tags:
Ricerca scientifica, plastica, Salute
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