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19:58 22 Agosto 2019

Storici smontano credenza popolare sui Maya

© AFP 2019 / Ronaldo Schemidt
Mondo
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No, non sacrificavano i vincitori di un gioco rituale, così come i perdenti.

È risaputo che gli indiani delle civiltà precolombiane (Maya, Aztechi) si cimentavano in un gioco sportivo rituale, a volte paragonato al basket moderno. Si riteneva inoltre che i giocatori venissero sacrificati alla fine dell'incontro, tuttavia non è questo il caso.

LiveScience riporta il commento di Christophe Helmke dell'Università di Copenhagen: "Sarebbe stato terribile se i migliori giocatori venissero costantemente sacrificati".

Questa credenza popolare ha origine nella narrativa sui Maya, scritta dai monaci domenicani nel XVIII secolo. Uno dei racconti epici racconta come gli abitanti del regno sotterraneo si erano liberati, vincendo una gara con l'inganno e decapitando i perdenti. Poi gli uomini avevano ottenuto la rivincita e a loro volta avevano sconfitto il male. La tradizione di raccontare questa storia, anche attraverso le immagini, ha fatto nascere questa leggenda popolare sugli antichi abitanti dell'America centrale.

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Tags:
Scienza e Tecnica, Religione, Storia, Società, Maya
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