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22:00 12 Novembre 2019
Sigarette elettroniche

La parola agli scienziati: come funzionano davvero le sigarette elettroniche?

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Pochi giorni fa l’Assemblea comunale di Mosca ha sostenuto all’unanimità la proposta di equiparare le sigarette elettroniche e il narghilè ai prodotti convenzionali a base di tabacco. Ora il disegno di legge verrà esaminato alla Duma di Stato.

Sputnik vi spiega quanto siano dannose per la salute le sigarette elettroniche e se aiutino a smettere di fumare, come dice la pubblicità.

L’anello debole

Le sigarette elettroniche sono state inventate in Cina nel 2003. A differenza di quelle tradizionali (in cui il tabacco viene bruciato dal fuoco) nei nuovi dispositivi viene riscaldato un liquido. Dunque, non esce più fumo, ma vapore. In inglese, infatti, si dice vaping l’azione di fumare una sigaretta elettronica. E in italiano svapare.

I produttori sostengono che le sigarette elettroniche aiutino a smettere di fumare e siano meno dannose per salute rispetto a quelle tradizionali. Tuttavia, le ricerche scientifiche non sono d’accordo.

“Talvolta riceviamo domande circa le sigarette elettroniche. Secondo una relazione dell’OMS non vanno considerate innocue e i medici non dovrebbero raccomandarle come strumento per smettere di fumare. Infatti, contengono profumazioni, glicole propilenico e vari elementi additivi. Inoltre, contengono la nicotina che crea dipendenza”, osserva Olga Sukhovskaya, direttrice del Centro di assistenza telefonica antifumo presso l’Istituto scientifico di ricerca pneumologica di San Pietroburgo.

L’esperta sottolinea che le sigarette elettroniche contribuiscono a creare dipendenza dal fumo negli adolescenti. Infatti, i giovani sono proprio il pubblico target dei produttori.

“I liquidi delle sigarette elettroniche sono disponibili in vari gusti cosicché i giovani possano provarli e sperimentarli. In tal modo i consumatori diventano dipendenti: la nicotina, infatti, è una sostanza psicoattiva”, sottolinea Sukhovskaya.

Il mercato cresce così come la preoccupazione degli scienziati

Gli esperti continuano a studiare l’influenza delle sigarette elettroniche sulla salute umana e sulla popolazione nel suo complesso, nonché sulla formazione di dipendenza da nicotina.

Sono moltissimi gli studi dedicati alla questione in tutto il mondo. Tuttavia, i dati necessari a formulare conclusioni univoche sono insufficienti. È necessario raccogliere almeno altri 15 anni di statistiche.

L’OMS raccomanda di introdurre limitazioni nella vendita delle sigarette elettroniche e di altri dispositivi a base di nicotina. Le sigarette sono vietate solamente in 27 Paesi. Nel resto del mondo questo mercato è scarsamente o per nulla regolamentato.

Al momento le sigarette elettroniche occupano non più di un decimo del mercato di prodotti a base di tabacco, ma la situazione sta cambiando velocemente. In particolare, sono moltissimi i consumatori nei Paesi avanzati in cui la vendita di questi dispositivi non è regolamentata a sufficienza (Gran Bretagna, Nuova Zelanda, USA). Questo è stato dimostrato da un gruppo internazionale di scienziati che ha condotto dei sondaggi d’opinione in 14 nazioni.

Secondo lo studio, le sigarette elettroniche vengono utilizzate soprattutto dai fumatori o da chi ha smesso da poco. Nei Paesi più poveri sono meno popolari perché la gente non può permettersi dispositivi elettronici.

Secondo i dati della Direzione statunitense per il controllo sanitario della qualità di prodotti alimentari e medicinali, nel Paese oggi sarebbero più di 3,5 milioni i consumatori di vari dispositivi elettronici a base di nicotina. Fra gli studenti degli ultimi anni del liceo il loro numero dal 2017 è cresciuto del 78%.

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È la stessa dipendenza di quella dal tabacco

In Russia, così come in Europa, le sigarette elettroniche sono comparse nel 2008. Oggi occupano il 2% del mercato dei prodotti convenzionali a base di tabacco, ma questa cifra è in crescita. Questo suscita la preoccupazione delle autorità visto il danno potenziale per la salute e l’influenza negativa di questi dispositivi sui giovani.

Preoccupazioni ancora maggiori suscitano i nuovi dispositivi per l’assunzione di nicotina, come quelli a tabacco riscaldato messi a punto in USA e Giappone. Questi sistemi generano elettricamente calore fino a raggiungere i 350°C (temperatura due volte inferiore a quella a cui brucia il tabacco in una sigaretta). Dunque, si crea una sostanza gassosa contenente nicotina che viene inalata dal fumatore.

L’OMS insiste sul fatto che tutte le tipologie di prodotti a base di tabacco sono nocive, anche i dispositivi a tabacco riscaldato.

“Gli svapatori pensano che sia meglio svapare che fumare, ovverosia che le sigarette elettroniche siano meno dannose rispetto a quelle convenzionali. In realtà, sarebbe meglio non svapare e nemmeno fumare. I medici spiegano che non importa in che modo la nicotina entri nell’organismo (che sia tramite l’inalazione di fumo da una sigaretta o in altro modo). In ogni caso è nocivo perché la nicotina provoca dipendenza. In altre parole, si tratta della stessa dipendenza dal tabacco, ma confezionata in maniera diversa. Da medico non vedo grandi differenze tra i vari metodi”, afferma Mariya Vinnikova, psichiatra e professoressa dell’Università Sechenovsky.

È ancora ignota la portata del danno per la salute derivato dal consumo di sigarette elettroniche poiché queste vengono consumate su larga scala da relativamente poco. Tuttavia, studi di coorte pilota condotti in diversi Paesi stanno permettendo di giungere a delle conclusioni: in particolare, sul fatto che l’influenza negativa delle sigarette elettroniche sull’organismo sia comparabile a quella dei dispositivi tradizionali. Si tratterebbe di patologie del cavo orale, cardio-vascolari e polmonari. In alcuni casi anche oncologiche.

“In entrambi i casi la sostanza psicoattiva principale è la nicotina. Non importa in quali quantità venga inalata, il danno è il medesimo. Inoltre, insieme al vapore finiscono nell’organismo sostanze tossiche come il glicole dietilenico o le nitrosammine che sono cancerogene e, se inalate in maniera continuativa, possono danneggiare l’organismo sia localmente (ad esempio, le mucose orali) sia sistemicamente passando per gli apparati respiratorio, cardiovascolare e per altri a questi correlati”, sottolinea la professoressa.

Questione di logica

Fra gli amanti dello svapo è diffusa l’opinione che le sigarette elettroniche si usino per curare la dipendenza da tabacco. Ma questa è un’illusione errata. Mentre in passato gli scienziati discutevano dell’effettivo utilizzo di questi dispositivi nel processo curativo, oggi la questione è ormai risolta”.

“L’OMS è categoricamente contro l’introduzione delle sigarette elettroniche nel processo curativo. Non è possibile considerare il loro impiego come parte di un programma riabilitativo. A sostenere questa posizione sono esperti dalla maggior parte dei Paesi europei e dagli USA. Nemmeno la Russia fa eccezione”, afferma Vinnikova.

L’esperta cita i risultati di una ricerca su larga scala che ha coinvolto una ventina di liquidi per sigarette elettroniche di vari produttori. I risultati sono stati pubblicati dall’FDA americana. Le conclusioni sono preoccupanti: nella maggior parte dei liquidi sono state trovate sostanze cancerogene tipiche del tabacco come le nitrosammine e i glicoli.

La ricerca ha evidenziato nei liquidi una maggiore concentrazione di nicotina rispetto a quanto dichiarato. È stata trovata nicotina anche in quei liquidi che sulla carta dichiaravano di non averne. Dunque, anche l’FDA ha adottato una posizione rigida: è inaccettabile che gli adolescenti utilizzino le sigarette elettroniche perché queste contribuiscono alla creazione di una dipendenza dalla nicotina, nonché allo sviluppo di patologie polmonari.

Secondo il rapporto degli scienziati del Centro nazionale statunitense per la prevenzione delle patologie croniche e per la sensibilizzazione a uno stile di vita sano circa il 7% delle donne prima, durante e subito dopo la gravidanza svapano sigarette elettroniche e il 38% svapa quelle contenenti nicotina. Il sondaggio è stato effettuato nel 2015 in due Stati americani, ma è sintomo di una tendenza diffusa.

La metà delle donne intervistate sostiene che le sigarette elettroniche siano meno dannose. Per questo possono essere impiegate durante la gravidanza. Tuttavia, gli scienziati insistono sul fatto che tali dispositivi non andrebbero usati dalle donne incinte. Non sono affatto innocue per gli organismi di madre e figlio. La nicotina, così come altre sostanze che la contengono in forma gassosa, è tossica in qualunque quantità venga essa assunta.

Altrettanto errata è un’altra credenza: grazie alle sigarette elettroniche si può tenere sotto controllo il peso.

“Alla base di questa leggenda metropolitana vi è la credenza secondo cui il fumo faccia calare l’appetito. La nicotina fa davvero calare il senso di fame e alla base di questo processo vi sono meccanismi psicologici e neurochimici piuttosto complessi. Ma se si smette di fumare, cessa anche l’azione della nicotina sul cervello. Dunque, aumenta l’appetito. Poiché la mucosa gastrica ricomincia a funzionare normalmente, l’assorbimento del cibo avviene in maniera migliore e, appena si smette di fumare, si aumenta di peso. Ma è importante capire che, dopo la normalizzazione del metabolismo, la massa corporea deve tornare ai suoi valori di normalità. La logica ci suggerisce che il danno provocato dallo svapo o dal fumo sarà di gran lunga maggiore di qualunque altro”, conclude Vinnikova.

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