18:22 21 Ottobre 2020
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Nel tentativo di scoprire se gli organismi viventi possono adattarsi anche all’ambiente aggressivo di Marte, gli scienziati hanno studiato una delle regioni della Terra più tossiche e salate e hanno trovato una sorprendente dimostrazione alla loro teoria.

Dobbiamo ammetterlo: rispetto a Marte il nostro pianeta è un paradiso biologico, ricco di idratazione e relativamente povero di agenti chimici tossici nell’atmosfera. Se vogliamo capire come potrebbe essere la vita sul pianeta rosso dobbiamo studiare condizioni analoghe a quelle di Marte. Ma è possibile trovarle sulla Terra? Sembra proprio di sì.

La zona geotermale di Dallol, nel nord-est dell'Etiopia, può essere definita “una filiale terrestre dell’Inferno”. Eppure i ricercatori hanno scoperto che nei minerali di una delle sue fonti solforiche di origine vulcanica si trovano delle microinclusioni di dimensioni piccolissime. Questa scoperta ha allargato ancora una volta i confini della nostra concezione della vita in ambienti estremamente sfavorevoli.

Un team internazionale di ricercatori ha raccolto campioni da una piscina idrotermale nella Depressione di Danakil, un territorio deserto situato a 125 metri sotto il livello del mare e uno dei luoghi più caldi sulla Terra, e li ha analizzati per trovare eventuali segni di vita. La Depressione di Danakil è un luogo estremamente affascinante. Una volta qui c’era il male, ma la separazione di alcune placche tettoniche ha deformato la crosta terrestre e trasformato il suo fondale in una pianura salata.

Inoltre i movimenti tettonici hanno causato la caotica formazione di vulcani, depositi minerali e sorgenti acide. Questo ambiente estremo è molto giovane: la sua formazione, infatti, risale solo all’inizio del secolo scorso.

L’alta temperatura, il sale e un pH estremamente basso normalmente non sono ideali per ospitare nuovi organismi viventi, ma se abbiamo imparato qualcosa negli ultimi decenni di ricerca scientifica, questa cosa è che non bisogna sottovalutare la vita.

Infatti esempi di batteri che vivono in tutti i tipi di habitat estremamente caldi, che resistono agli effetti corrosivi degli acidi o agli effetti disseccanti dei sali.

Studiando i campioni raccolti all’interno di queste sorgenti idrotermali i ricercatori hanno trovato prove della presenza di un ordine di nano microbi tolleranti al sale del dominio degli archeobatteri (Nanohaloarchaea) e dalle dimensioni che oscillano tra 50 e 500 nanometri, al limite delle dimensioni minime che può raggiungere un essere vivente.

Certamente se paragonata a Marte anche una depressione vulcanica è come un villaggio turistico. Il pianeta rosso è molto più arido di qualsiasi altro posto sulla Terra e l’acqua è presente solo sotto forma di depositi di ghiaccio sotto la superficie del pianeta. Inoltre il suolo di Marte è pieno di perclorati e perossisolfati, composti tossici dannosi per quasi tutti gli organismi a noi noti.

Nonostante questo gli scienziati sono entusiasti come non mai: se la vita si è potuta adattare a un ambiente così ostile, non c’è motivo di non credere che potrebbe trovare il modo di sopravvivere anche in condizioni radicalmente diverse da quelle del nostro pianeta.

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esseri umani, Vita, Ricerca scientifica, Terra, Marte
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