16:11 16 Luglio 2020
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Il presidente serbo Aleksandr Vučić ha ordinato di rendere pienamente operative le Forze armate del paese e le Forze speciali del Ministero degli Interni, informa la televisione nazionale.

È successo dopo che martedì mattina nella parte settentrionale del Kosovo, repubblica autoproclamatasi indipendente e non riconosciuta dalla Serbia, sono stati arrestati, secondo quanto noto fino ad ora, 13 cittadini serbi.

“I reparti della ROSU (le Forze speciali del Kosovo, ndr) hanno fatto irruzione nel territorio di tutti e quattro i comuni serbi nel nord del Kosovo. Sono stati arrestati degli agenti di polizia di nazionalità serba e dei civili”, riporta il canale televisivo nazionale.

Nel comune di Zubin Potokut e nella parte settentrionale del distretto di Kosovska Mitrovica gli abitanti locali stanno costruendo sulle strade barricate per ostacolare il passaggio delle automobili delle autorità.

Belgrado ha sottolineato di aver già dato notifica di quanto accade ai rappresentanti della comunità internazionale. “Se le azioni di Pristina (la capitale del Kosovo, ndr) non saranno interrotte non ci sono dubbi su quale sarà la reazione della Serbia”.

Il giorno prima il presidente Vučić si era rivolto al parlamento sottolineando la necessità di “smetterla di ingannare la nostra stessa società” e ammettere la perdita del controllo sul Kosovo. Il presidente si è inoltre detto a favore di un miglioramento dei rapporti con Pristina e ha affermato che “nei prossimi giorni o mesi” ci si può aspettare azioni violente da parte degli albanesi.

Il Kosovo

Nel 1999 gli scontri armati tra i separatisti albanesi dell’Esercito di liberazione del Kosovo e le forze armate serbe hanno portato al bombardamento della Jugoslavia, in quel momento composta da Serbia e Montenegro da parte della NATO.

La bandiera dell'Albania
© Sputnik . Илья Питалев

A marzo 2004 gli albanesi del Kosovo hanno creato dei disordini costringendo i serbi  ad abbandonare la regione e distruggendo molti dei monumenti importanti per la loro storia e cultura.

Le strutture appartenenti agli albanesi del Kosovo a Pristina, la capitale, si sono autoproclamate indipendenti il 17 febbraio 2008. La Repubblica del Kosovo non è riconosciuta da Serbia, Russia, Cina, Israele, Iran, Spagna, Grecia e altri paesi.

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Dopo tre anni Belgrado, sotto la pressione di Bruxelles e allo scopo di avvicinarsi all’Unione Europea, ha dovuto iniziare le trattative per normalizzare i rapporti con gli albanesi del Kosovo. Al momento attuale il dialogo è interrotto.

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