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19:37 21 Luglio 2019

Il Pentagono alle strette: gli USA spingono per aumentare la presenza militare in Artide

© Sputnik . Ilya Timin
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La Russia potrebbe attaccare gli USA dall’Artide impiegando missili da crociera, caccia e armi supersoniche. Questo ha dichiarato Terrence O'Shaughnessy, generale capo del comando nord degli USA e responsabile della difesa della regione continentale degli USA.

Gli USA devono incrementare il proprio potenziale militare in Artide, così ha dichiarato Terrence O'Shaughnessy, capo del comando nord degli USA. Secondo lui, proprio da quella regione la Russia potrebbe attaccare in caso di un eventuale conflitto. Gli esperti riconoscono in questa dichiarazione un’ammissione da parte degli americani della propria limitazione nella regione artica rispetto alla Russia le cui forze armate si sono invece impossessate della zona. I politologi ritengono che in realtà è improbabile che gli USA vogliano cominciare una corsa agli armamenti per il Circolo polare, ma parlare di una “minaccia russa” è necessario per convincere il Congresso ad approvare l’incredibile budget per la difesa per il 2020.

Intervenuto alle audizioni tenutesi sotto l’egida del comitato per gli affari militari della camera bassa del Congresso, O'Shaughnessy ha invitato ad incrementare il potenziale militare dell’America nella regione artica. L’Artide è stata definita da O'Shaughnessy come la “estrema linea di difesa” degli USA.

“Se non agiamo ora, si verrà a creare una situazione in cui non saremo all’altezza (della Russia, NdR)”, ha dichiarato il generale americano.

Gli alti funzionari statunitensi hanno più volte parlato della necessità di rafforzare il potenziale militare degli USA nella regione artica. Infatti, il 6 maggio al Consiglio artico di Helsinki, il segretario di Stato USA Michael Pompeo ha comunicato che il Pentagono reagirà alla “attività destabilizzatrice della Russia” nell’Artide. Stando alle sue parole, gli americani sono intenzionati a condurre nella regione degli addestramenti militari, ad incrementare la presenza delle proprie forze armate e a ripristinare la flotta di rompighiaccio.

Contrastare qualsiasi attacco

La necessità di trovare un accordo sulle questioni relative alla sicurezza in questa regione è evidente, ritengono gli esperti. Tuttavia, questi ultimi dubitano del fatto che gli americani siano realmente pronti ad avviare una corsa agli armamenti su larga scala in Artide.

“Per il momento gli USA hanno fatto solo dichiarazioni. Gli americani di tanto in tanto cercano di spaventare con la minaccia di incrementare il proprio potenziale militare in Artide, ma in realtà loro nella regione non hanno di fatto nulla di che. Al momento gli USA possiedono solamente dei sommergibili a propulsione nucleare che possono pattugliare le coste ghiacciate del Circolo polare, ma questo è il massimo che possono fare finché non vengono intercettati dai sommergibili russi”, ha sottolineato il un’intervista a Sputnik l’esperto militare Viktor Litovkin.

Secondo lui, al Pentagono sanno bene che le possibilità dei militari americani in Artide sono assai limitate poiché le forze armate russe da tempo hanno già preso possesso della regione.

“Non è chiaro se gli USA riusciranno mai a spostarsi nella regione. Sì, i nostri missili sono in grado di raggiungere gli USA attraverso il Circolo polare. Che gli americani mettano in piedi ciò che vogliono per difendersi nel loro emisfero! Ad Oriente non vengono fatti passare e questo è evidente. Le nostre guarnigioni in Artide hanno tutto l’occorrente per contrastare qualsiasi attacco proveniente da qualsivoglia direzione”, afferma convinto l’esperto.

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Litovkin sostiene che i rappresentanti della Casa Bianca e del Pentagono hanno cominciato a parlare di “minaccia russa” perché il Congresso approvi il budget per la difesa per il 2020.

“Il budget batte ogni record. Dunque, per essere approvato, ci saranno accesi dibattiti”, afferma Litovkin.

Ricordiamo che la richiesta di budget per la difesa presentata per l’anno 2020 al Congresso dall’amministrazione Trump si attesta a 750 miliardi di dollari.

“Si prevede, infatti, di battere il record del 2019 che già aveva superato qualsiasi altro budget per la difesa nella storia del Paese con i suoi 707 miliardi di dollari. Naturalmente i militari e il presidente hanno interesse a che il Congresso sostenga queste spese folli. Inoltre, tra il comparto del genio militare e il Pentagono c’è una sorta di gara a chi ottiene più soldi. Le dichiarazioni di O'Shaughnessy, ad esempio, hanno l’obiettivo di ottenere più fondi”, chiude l’esperto.

Rafforzare la presenza in Artide

I grandiosi piani di Washington volti alla militarizzazione della regione sono stati accolti con preoccupazione dalle nazioni confinanti con l’Artide. Ad esempio, il presidente finlandese Sauli Niinistö ha proposto di convocare a Helsinki un vertice intergovernativo straordinario dedicato alle questioni di sicurezza nella regione artica.

Secondo Niinistö, questo è necessario poiché l’Artide non è più “immune da tensioni”.

“Purtroppo non possiamo più escludere i conflitti all’interno della politica di forza”, ha affermato Niinistö.

Gli esperti definiscono la proposta di Niinistö prevedibile e legittima. Helsinki ha più volte avanzato proposte volte a rafforzare la cooperazione internazionale. Proprio la Finlandia nel 1996 ha proposto che venisse convocato il Consiglio artico, come ricorda Lev Voronkov, professore di processi di integrazione presso l’Università Statale di Mosca per le Relazioni Internazionali ed esperto di questioni geopolitiche della regione artica contemporanea. Ad oggi si tratta dell’unico forum intergovernativo dedicato alla tutela di una regione settentrionale unica dal punto di vista naturale, ha sottolineato l’esperto.

“La Finlandia per 2 anni, fino a maggio di quest’anno, è stata la nazione rappresentante del Consiglio artico. Le questioni legate alla sicurezza non riguardano le materie di discussione del forum. Tuttavia, vengono comunque sollevate. Per questo, Helsinki ha proposto di convocare un vertice esclusivamente dedicato alla sicurezza”, ha osserva Voronkov.

Secondo lui, la Finlandia non vuole che in Artide prenda avvio una rivalità tra grandi nazioni. Dopotutto, solamente conservando la situazione attuale le piccole nazioni artiche riuscirebbero a mantenere sotto il loro controllo le ricchezze naturali della regione, osserva l’esperto.

“L’Artide offre diverse risorse a livello biologico, minerario e di idrocarburi. Il riscaldamento climatico potrebbe semplificare l’accesso a queste risorse. Di fatto queste risorse sono già state suddivise: infatti, ai sensi della Convenzione ONU sul diritto di mare del 1982 l’area costiera di 200 miglia della regione appartiene alle nazioni artiche circostanti”, osserva Voronkov.

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Secondo lui, gli 8 Paesi che di fatto controllano l’Artide (ovvero, Canada, Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia, Russia, Svezia e USA) per il momento collaborano in maniera produttiva e sono pronti a difendere gli interessi comuni. Ma se nella regione prendesse avvio una corsa agli armamenti, fra di loro comincerebbero inevitabilmente a nascere delle controversie e allora delle tensioni potrebbero approfittarsi altre nazioni, afferma l’esperto.

Lev Voronkov sostiene che molte nazioni non artiche stanno tentando di avvicinarsi alla regione per avere accesso alle sue risorse.

“L’attività diplomatica in tal senso continuerà a svilupparsi. Le nazioni non artiche non rinunciano alla speranza di raggiungere un giorno le risorse dell’Artide”, afferma Voronkov.

L’Estremo Nord rappresenta un tesoro per molte nazioni anche per la sua posizione strategica.

“I cambiamenti climatici faranno in mondo che in Artide nasceranno nuovi percorsi commerciali via mare. Si tratta del Passaggio a Nord-Est lungo la regione russa del Mar Glaciale Artico e lungo la costiera artica di Canada e USA. In futuro questi percorsi potrebbero mutare in maniera importante il sistema del commercio mondiale. Questo spiega l’interesse che manifestano diverse nazioni nei confronti della regione. Ad esempio, la Cina desidera partecipare allo sfruttamento dei nuovi percorsi artici rafforzando le proprie posizioni nella regione”, conclude Voronkov.

Tags:
Cambiamenti climatici, Canada, Finlandia, Sicurezza, Addestramento, scontro militare, Armi, Artide, Russia, USA
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