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07:56 18 Ottobre 2019
Situazione in Donbass

Morte fotoreporter Andrea Rocchelli nel Donbass: l'assassino rischia 17 anni

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Il pubblico ministero ha chiesto che l'ucraino Vitaliy Markiv, accusato di aver ucciso un fotoreporter italiano e il suo traduttore russo in Donbass, venga condannato a 17 anni di prigione.

L'udienza in tribunale si è tenuta a Pavia.

La condanna è prevista per il 12 luglio.

Markiv è stato arrestato nel giugno 2017 in Italia con l'accusa di coinvolgimento nell'omicidio del fotoreporter Andrea Rocchelli e del suo traduttore Andrei Mironov vicino a Slovyansky.

Secondo l'accusa, l'auto in cui c'erano Mironov e Rocchelli, fu deliberatamente presa di mira. Il fuoco diretto contro l’auto è stato aperto prima da armi automatiche, e poi da un mortaio.

Markiv è stato arrestato sulla base della testimonianza del fotoreporter francese William Rogelon, sopravvissuto all’assalto.

Secondo lui, le forze di sicurezza di Kiev hanno intenzionalmente attaccato l'auto per mezz'ora, e poi il rifugio dei giornalisti e dei loro assistenti.

All'ultima udienza a metà maggio ha testimoniato anche il Comandante della Guardia Nazionale Nikolai Balan. Nel 2014 era uno dei comandanti delle unità nel quartier generale dell'operazione delle forze di sicurezza di Kiev nei pressi di Slavyansky. In tribunale, ha detto che i soldati del battaglione del volontario Markiv non avevano armi pesanti. I rappresentanti della parte lesa in risposta hanno presentato alla corte una fotografia di Markiv durante il suo servizio nel Donbass, nel quale posa con un lanciagranate.

Markiv si è trasferito in Italia nel 2002 all'età di 16 anni con sua sorella e sua madre, che due anni dopo si è sposata con un italiano. Questo ha dato a Markiv il diritto di ottenere un passaporto italiano e di avere la doppia cittadinanza. Nel 2013, è andato in Ucraina per partecipare agli eventi di Maidan. Successivamente, si è unito alla Guardia Nazionale sotto il Battaglione Volontario dell'Ucraina ed è andato a combattere nel Donbass, dove gli è stato affibbiato il nome "italiano". Markiv è stato arrestato all'aeroporto di Bologna, quando per la prima volta in tre anni e mezzo è volato in Italia con sua moglie a visitare sua madre. A gennaio, durante un incontro regolare, si è saputo che Markiv stava progettando di scappare dall'arresto ed è stato trasferito in un'altra prigione.

Markiv è stato arrestato nel luglio del 2017 in Italia con l'accusa di coinvolgimento nella morte del fotoreporter Andrea Rocchelli nei pressi di Slavyansky nella regione di Donetsk nel 2014. La parte civile nella causa è costituita non solo la familglia Rocchelli, ma anche dalla Federazione Nazionale Stampa Italiana e dall'Associazione Lombarda dei Giornalisti.

"Stando alle informazioni fornite dal giornalista francese sulle circostanze della morte nel 2014 nella zona ATO dei due giornalisti (l'italiano Andrea Rocchelli e il russo Andrey Mironov) il Pubblico Ministero di Pavia ha avviato un procedimento penale. Nell'ambito di tale indagine il materiale del giornalista francese dimostra che i succitati reporter sono rimasti uccisi dal fuoco di una suddivisione della Guardia Nazionale ucraina, nella quale prestava servizio Vitaliy Markiv", si legge in un comunicato pubblicato sul sito del ministero ucraino.

 

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