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11:27 20 Agosto 2019

Quali segreti possono scoprire gli USA dai sistemi sovietici S-300?

CC BY-SA 4.0 / Vitaly V. Kuzmin / 5П85-1 ЗРК С-300ПТ (cropped image)
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Grazie allo studio della tattica d’impiego, delle caratteristiche tecniche e dei punti deboli, gli americani già da tempo stanno raccogliendo in giro per il mondo esemplari di armi di produzione sovietica e russa.

A inizio maggio un utente di Twitter ha pubblicato un’immagine satellitare di quello che parrebbe un sistema S-300PT dislocato presso un poligono militare negli Stati Uniti. Secondo gli esperti, il sistema sarebbe stato fornito agli americani dall’Ucraina. Sputnik vi spiega come e perché le armi sovietiche finiscono oltreoceano.

Addestramenti con esemplari veri

Il sistema missilistico terra-aria S-300PT è stato incluso negli armamenti dell’Unione Sovietica già nel 1979 a sostituzione dei sistemi di difesa contraerea S-125 ed S-75. Fino alla metà degli anni ’90 se ne produssero più di 2000 di questi sistemi e dei loro modelli correlati. L’S-300PT è in grado di rilevare e distruggere bersagli aerodinamici in movimento a velocità anche di 1300 m/s. Il raggio dell’area di tiro e distruzione garantita dei bersagli arriva fino a 50 km.

La versione S-300PT è stata da tempo esclusa dagli armamenti russi. Al loro posto sono stati preferiti sistemi più completi e performanti. Tra l’altro, secondo Aleksandr Tazekhulakov, generale maggiore ed ex vicedirettore delle truppe contraeree delle Forze armate russe, per gli americani è importante studiare non tanto come sono costruiti i sistemi russi quanto le tattiche di impiego.

© Foto : Twitter / border9999
La foto pubblicata da un utente di Twitter

“Gli americani apprezzano più la pratica che la teoria”, ha affermato Tazekhulakov a Sputnik. “Negli USA vi è il grande poligono di White Sands nel quale sono stati riuniti vari esempi di armamenti dei potenziali nemici. Sulla base di questi esemplari (e, in particolare, sulla base dei sistemi di difesa contraerea) vengono definite le operazioni dell’aviazione: come superare i sistemi nemici e come ridurne al massimo l’efficacia. Dunque, i piloti e i tattici americani lavorano su esemplari reali degli armamenti nemici”.

Secondo il generale maggiore, sebbene le caratteristiche dei moderni sistemi di difesa contraerea siano superiori a quelle dei loro predecessori, il loro funzionamento si basa su principi simili. “Questo accade non solo con i nostri sistemi, ma anche con quelli degli americani, osserva l’esperto. “Ad, esempio il sistema terra-aria Hawk ha subito infiniti ammodernamenti, ma in sostanza è rimasto lo stesso Hawk del passato. Sì, alcuni suoi parametri (come la difesa dalle interferenze) sono stati migliorati, ma a livello di tattica d’impiego non vi sono stati grandi cambiamenti. Per questo, i militari statunitensi sono interessati non tanto ai parametri del sistema, quanto a come questo è impiegato”.

Il passato non si dimentica

Va detto che esternamente il sistema S-300PT praticamente non differisce dai moderni sistemi russi di difesa contraerea. Per questo, uno dei compiti principali degli esperti americani è addestrare i piloti a identificare visivamente il sistema dall’alto. “È possibile chiaramente allenarsi anche su simulazioni”, spiega il generale, “ma talvolta si utilizza un sistema reale per studiarne le caratteristiche dal vivo. Così è possibile simularne la ricerca sul campo di battaglia in base alle sue caratteristiche esterne e imparare a rilevarne la struttura dall’alto”. 

Dal canto suo, Viktor Murakhovsky, direttore capo della rivista Arsenal Otechestva, è più ottimista. Infatti, dubita del fatto che gli americani riescano ad estrapolare informazioni utili dal punto di vista militare dall’esemplare di sistema a loro disposizione: infatti, si tratta di una versione obsoleta.

“Non caveranno un ragno dal buco con quell’S-300PT. Per studiare le possibilità dei moderni sistemi è molto più utile la ricognizione radar”, ha spiegato Murakhovsky a Sputnik. “Praticamente ogni giorno accanto alla regione di Kaliningrad e sulla Crimea volano droni di ricognizione Global Hawk. Gli americani sperano che noi attiviamo i nostri sistemi in regime di combattimento. Ma aspettano invano. Dunque, analizzano i parametri radar in regime standard, il che li soddisfa per il momento”.

L’esperto è convinto che il sistema sovietico sia finito nelle mani dei militari americani tramite colleghi ucraini. “Non è un segreto che gli americani abbiano ottenuto questi sistemi tramite gli ucraini”, ha dichiarato. “Questi e altri sistemi (come il sistema Kolchuga per la guerra elettronica) sono partiti proprio dall’Ucraina. Tutto è cominciato già durante il governo di Yushenko quando Kiev cominciò il suo processo di integrazione con la NATO e gli USA. Allora fu pubblicato un Libro bianco del Ministero ucraino della Difesa in cui si affermava senza mezzi termini che il loro obiettivo principale era quello di entrare nella NATO. E al contempo gli ucraini cominciarono a fornire agli americani gli esemplari di armamenti per loro più interessanti”.

Un fornitore affidabile

L’Ucraina durante il periodo sovietico era la repubblica dell’Unione in assoluto più armata. In caso di guerra, infatti, sarebbe stata la prima ad essere colpita da occidente. Dopo il crollo dell’URSS in Ucraina rimase un’enorme quantità di armamenti di vario genere. Le nuove forze del Paese decisero di guadagnarne qualcosa vendendoli. Prese, dunque, avvio questa svendita massiccia. Negli anni ’90 l’Ucraina fu leader mondiale per esportazione di armi. Gli americani furono assidui acquirenti di armi sovietiche. Finirono all’asta carri armati, aerei ed elicotteri, sistemi missilistici, sistemi di guerra elettronica e di difesa contraerea.

La maggior parte degli affari si concluse senza richiamo mediatico. Tuttavia, alcuni di questi furono confermati. Tra il 1993 e il 2004 l’Ucraina ha venduto agli USA decine di unità di combattimento della fanteria. Soprattutto BMP-2, ma anche alcuni BMP-3 (all’avanguardia quando crollò l’URSS) entrati negli armamenti nel 1987. Vennero comprati in grandi lotti anche carri armati che vennero poi utilizzati prevalentemente come bersagli di prova per testare l’efficacia dei sistemi anticarro statunitensi.

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Ai militari americani giunsero anche alcuni aerei da combattimento. Infatti, Kiev vendette alla società privata Pride Aircraft di Chicago due Su-27UB. Un video di questi aerei in volo ha girato su internet. Probabilmente vengono impiegati nella squadriglia Aggressor che durante le simulazioni fa la parte dell’aviazione russa. Nel 2009 gli USA hanno comprato dall’Ucraina 5 sistemi missilistici 9K72 Elbrus dotati di missili R-17. Analogamente, nel poligono americano sono finiti anche gli S-300PT.

Inoltre, dopo il crollo dell’URSS sono diventate ucraine anche decine di imprese del genio militare le quali detenevano copiosa documentazione tecnica. Questa divenne chiaramente preziosa merce di scambio. Ricordiamo che ad aprile l’Ucraina è uscita dagli accordi che garantiscono la sicurezza reciproca dei segreti intergovernativi in materia di invenzioni. Il documento vigeva all’interno della CSI e riguardava anche le invenzioni di carattere militare. Tuttavia, secondo gli esperti, tutti i documenti di un certo interesse sarebbero già stati venduti e l’uscita dagli accordi è stata, dunque, solo una formalità da parte del governo ucraino.

Tags:
Armi, USA, Russia, Relazioni Usa-Russia, Unione Sovietica, S-300
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