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12:39 20 Agosto 2019
Caffè

I topi aiutano a capire perchè dopo una tazza di caffè si vuole andare in bagno

CC0 / Pixabay
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Gli amanti del caffè sanno bene che questa bevanda non solo dà la carica al mattino, ma stimola il lavoro dell'intestino. Nonostante l'effetto lassativo di questa bevanda sia noto da molto tempo, ai ricercatori non era chiara la causa. Sono state avanzate ipotesi secondo cui la caffeina ricopriva il ruolo principale in questo processo.

Per arrivare a scoprire la verità, un gruppo di ricercatori della facoltà di Medicina dell'Università texana di Galveston ha condotto un esperimento sui topi di laboratorio.

I roditori sono stati divisi in due gruppi: ad uno è stata fatta assumere una piccola quantità di caffè con caffeina, all'altro è stato dato il caffè decaffeinato. Ad un altro gruppo di topi con la funzione di controllo non è stata data questa bevanda. L'esperimento è durato tre giorni.

I ricercatori hanno quindi analizzato lo stato della parte inferiore del sistema digestivo dei ratti mediante esami fisici e con l'utilizzo di una sonda. In particolare si sono concentrati nell'analisi dei muscoli intestinali, che contraendosi facilitano il passaggio del cibo digerito.

Gli esperti hanno inoltre studiato come questi tessuti reagiscono al caffè.

I risultati hanno mostrato che dopo aver bevuto, i muscoli del piccolo e del grosso intestino si contraggono meglio. Pertanto il cibo digerito è in grado di muoversi più velocemente attraverso l'intestino.

"Il caffè ha un effetto stimolante sulla peristalsi intestinale, abbiamo rilevato lo stesso effetto del caffè con caffeina e decaffeinato, quindi la caffeina non è la chiave di lettura", ha spiegato Xuan-Zheng Shi, capo del team di ricercatori in un'intervista a Gizmodo.

L'equipe di Shi ha inoltre analizzato le feci dei tre gruppi di topi. E' emerso che nei campioni dei roditori che avevano consumato caffè, c'erano meno batteri rispetto al gruppo di controllo.

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I ricercatori hanno inoltre aggiunto agli escrementi dei topi una soluzione contenente una piccola quantità di caffè. I batteri inizialmente presenti in questi campioni hanno smesso di moltiplicarsi.

Gli esperti hanno osservato un effetto simile, ma più forte utilizzando una maggiore concentrazione di caffè. Inoltre il caffè decaffeinato ha avuto pressochè gli stessi risultati.

"Tutto questo è davvero interessante e significa che il caffè può essere un agente antibatterico. Dobbiamo capire meglio come il caffè può avere un tale effetto sul microbioma", aggiunge Shi.

Al momento è troppo presto per trarre conclusioni su come questa bevanda apprezzata da molti possa influenzare la microflora intestinale dell'uomo. Non è ancora chiaro se distrugge solo microrganismi patogeni preservando i batteri buoni.

È noto che il microbioma intestinale è un ambiente piuttosto fragile, influenzato negativamente dagli antibiotici. Se il caffè distrugge o rallenta la crescita dei batteri buoni, non sarà una buona notizia per i consumatori di caffè.

D'altra parte studi precedenti hanno dimostrato che il caffè può avere un effetto positivo sulle condizioni generali del colon e ridurre il rischio di sviluppare il cancro alla prostata.

Tags:
Medicina, Scienza e Tecnica, caffè
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