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09:24 26 Agosto 2019
Un'anziana

Invecchiamento, una tendenza mondiale

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Stando alle previsioni dell’ONU, entro il 2035 il 13% della popolazione mondiale avrà 65 o più. Si tratta di più di un miliardo di persone. A invecchiare più degli altri sono i Paesi ricchi e sviluppati. Al contempo diminuisce la natalità. Questo è un problema: infatti, si genererà un deficit di forza lavoro.

Sputnik vi spiega come l’invecchiamento della popolazione stia diventando una spada di Damocle per i governi nonché una e propria tendenza dell’economia mondiale.

Deficit di forza lavoro

Secondo le stime dell’ONU sia negli anni ’80 sia all’inizio del XXI secolo in media su 100 persone in età da lavoro (dai 25 ai 64 anni) vi erano 16 persone di 65 anni o più. Entro il 2035 questo rapporto cambierà. In testa alla classifica vi è il Giappone: si prevede che nel Paese del Sol Levante su 100 persone in età da lavoro ci saranno 69 anziani. In Germania su 100 ve ne saranno 66, negli USA fino a 44 e in Cina fino a 36.

Il problema interessa anche la Russia. Secondo il viceministro del Lavoro e della Previdenza sociale Aleksey Vovchenko, entro il 2025 gli anziani costituiranno il 27% della popolazione ed entro il 2035 saranno di più dei lavoratori.

Un peso per la società 

Una delle sfide principali per i bilanci statali sarà l’aumento delle spese per pensioni, sussidi, cure e assistenza. Al contempo moltissimi pensionati desiderano e continuano a lavorare anche per poco. Questa è una grande risorse nei Paesi in cui i giovani e, quindi i contribuenti, sono sempre meno. Secondo i dati della British Society of Gerontology, in Gran Bretagna le spese complessive dello Stato per i pensionati over 65 sono state inferiori alle entrate da questi prodotte. Il divario è di 44 miliardi di sterline: si tratta sia delle tasse che pagano sia delle entrate provenienti dai loro consumi.

In alcuni Paesi agli anziani viene offerta una giornata lavorativa a tempo ridotto oppure si creano ad hoc per loro nuovi posti di lavoro. In Australia, ad esempio, gli anziani spesso lavoravano come ausiliari del traffico in corrispondenza degli attraversamenti pedonali vicini alle scuole quando cominciano e finiscono le lezioni.

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In Giappone il maggiore deficit di forza lavoro si registra fra gli assistenti sociali. Secondo le stime del Ministero giapponese per la Salute, il Lavoro e l’Assistenza sociale, entro il 2025 in questo settore vi saranno 2,5 milioni di posti vacanti poiché il numero di anziani a necessitare di cure raggiungerà i 7 milioni di persone. Per risolvere questo problema stanno cercando di attirare gli anziani ancora in grado di lavorare. Come bonus aggiuntivo questi ricevono la possibilità in futuro di godere di cure simili.

Disuguaglianze a livello di entrate

Considerato che le capacità fisiche svaniscono più velocemente di quelle cognitive, hanno più possibilità di lavorare anche in vecchiaia avanzata quelle persone con un’istruzione universitaria o con qualifiche elevate. Secondo i dati dell’International Institute for Applied Systems Analysis (IIASA) una quota considerevole della popolazione europea e statunitense in età avanzata apparterrà a questa categoria. Ciò significa che con l’età le loro entrate non diminuiranno. In Cina, invece, la situazione è opposta: più della metà dei lavoratori di 50 anni o più ha un’istruzione elementare e in futuro percepirà sempre meno. Inoltre, l’automatizzazione che ha preso avvio in Cina riduce di anno in anno il numero di posti di lavoro poco qualificati. Va detto anche che non tutti i datori di lavoro al mondo sono pronti ad assumere persone di fasce d’età “nuove”: la discriminazione sulla base dell’età, infatti, rimane un problema serio. Sebbene abbiano grande esperienza, i lavoratori anziani sono meno versatili e faticano ad adattarsi alle nuove tecnologie.

Economia d’argento

Si ritiene che a beneficiare di ingenti investimenti nei Paesi con un numero di anziani in crescita saranno i settori delle cure mediche e dell’assistenza. Il primo Paese della lista è il Giappone che sta già investendo ingenti fondi in prevenzione, diagnosi precoce e cura di diabete, patologie cardiovascolari e oncologiche, demenza e morbo di Alzheimer. Ad ogni modo la necessità di ridurre le spese stimola anche lo sviluppo di nuove tecnologie, ivi incluse quelle che permettono agli anziani di prendersi cura di loro se stessi in autonomia il più a lungo possibile. Si tratta di esoscheletri a comando elettrico, dispositivi dotati di pulsante che manda un segnale in caso di caduta, robot che aiutano a gestire la casa e a combattere la solitudine, letti trasformabili in carrozzine, ecc. Proprio gli anziani sono considerati potenziali clienti delle automobili a guida autonoma. Sale la domanda di servizi in settori come il turismo e lo svago per persone della terza età.

Come ha affermato a Sputnik Aleksandr Safonov, prorettore dell’Accademia del Lavoro e dell’Assistenza sociale, “si tratta di una tendenza globale per la quale una generazione in crescita di anziani da un lato incrementa l’onere sul bilancio statale e dall’altro spinge l’imprenditoria a orientarsi verso le esigenze di questa fascia di popolazione e a sviluppare nuove tecnologie e nuovi servizi. Ma la cosiddetta economia d’argento non è fatta solo di tecnologie e servizi legati alla salute. Vi sono anche nuovi mercati per gli anziani: immobili, abbigliamento e calzature, turismo, svago, istruzione. Vi sono sempre novità in questo settore per le quali a pagare sono gli anziani stessi o i loro figli. Vi sono anche nuove proposte nei settori delle infrastrutture e dell’urbanistica. Si tratta di un approccio totalmente diverso che deve considerare le particolarità fisiche dei nostri anziani”.

Dal 20 al 22 maggio a Tokyo si terra la Asian Conference on Aging and Gerontology. Il tema della conferenza sarà “Indipendenza e interdipendenza”.

Si discuteranno tutte le questioni sopra riportate la cui risoluzione è ad oggi estremamente importante.

di Ludmila Saakyan

Tags:
Popolazione, Economia, invecchiamento popolazione, invecchiamento, ONU
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