18:59 20 Giugno 2019
Una ragazza tiene una pistola

Gli americani non riescono a far pace con le loro stesse armi

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Omicidi di massa, sparatorie nelle scuole, infausti eventi, scandali familiari con esiti fatali: negli ultimi anni negli USA possedere armi da fuoco è diventata una questione spinosa. Il diritto di difendere se stessi e la propria casa mediante un’arma da fuoco è sancito dalla legge del Paese, ma molti cittadini ritengono che sia ora di cambiarla. Il corrispondente di Sputnik ha parlato con i sostenitori e i detrattori di un secondo emendamento alla Costituzione americana.

Un’arma per la vita

“Amo le armi! Da quando ho imparato a sparare, ne sono affascinato. Il primo fucile che ho comprato fu un AR-15”, racconta con entusiasmo del proprio hobby Sean O’Connor. Si trasferì qui dalla California. Là aveva tutto ciò che può volere un ragazzo di 20 anni: un’enorme casa in un quartiere per bene di Los Angeles, la possibilità di passare le giornate in spiaggia senza alcun pensiero a divertirsi con i ricconi delle altre ville vicine. Ma l’atmosfera distesa e troppo amichevole della West Coast non faceva più per lui. Finita l’università, Sean si trasferì all’altro capo del Paese dove si muovono in pick-up, attaccano sul finestrino posteriore dell’auto adesivi con la bandiera della Confederazione e passano il proprio tempo libero al poligono di tiro invece che in spiaggia.

“Adesso a casa ho più di 120 pistole, alcune anche di collezione”, dice Sean con orgoglio.

Mentre la sua passione per le armi da fuoco ad alcuni potrebbe sembrare un capriccio (dopotutto dove è nato e cresciuto forse non ne avrebbe mai avuto bisogno), per alcuni americani il revolver è una necessità. A pensarla così è un conoscente di Sean, Gary. Gary è della Carolina del Nord, proviene da una famiglia intelligente. Ha vissuto in un quartiere tipico della classe media, non ha mai frequentato cattive compagnie. “Non puoi mai sapere chi ti si avvicinerà alla stazione di servizio. Per evitare guai, alzo la maglietta e faccio vedere che ho una pistola alla cinta. Così smettono di fare domande”, spiega. “Io non voglio sparare a nessuno. Solo che così mi sento al sicuro”.

I genitori di Gary non condividono il suo punto di vista. Secondo il padre, ai civili dovrebbe essere impedito l’uso delle armi. Per questo, a casa loro più volte si è discusso della questione.

“Di stupide ragioni per vietare le armi ce ne sono a bizzeffe”, sostiene Gary. “Per colpa di tutti gli psicopatici che sparano alle persone a casaccio, si mette in discussione un nostro diritto costituzionale. Noi mica vietiamo di andare in macchina solo perché ci sono conducenti ubriachi”.

Non si può permettere di vietare

Purtroppo nel Paese si verificano regolarmente sparatorie di massa e la questione del divieto viene sollevata con frequenza. Quando a febbraio dello scorso anno in una scuola media di Parkland in Florida il diciannovenne Nikolas Cruz ha sparato a 17 studenti, i media comunicarono che i sostenitori di un inasprimento della legge sulle armi erano aumentati dal 68% al 75%.

Al contempo, però, Bloomberg riportò che in Florida le vendite di armi a lunga gittata della stessa tipologia di quella impiegata da Kruz erano aumentate del 12,6%. Stando ai dati dell’FBI, una situazione analoga si registrò anche in seguito alla sparatoria di Las Vegas nell’ottobre del 2017 (la più sanguinosa della storia statunitense), dopo quella di Orlando nel 2016 e anche dopo altre sparatorie di massa.

Molti, Sean e Gary compresi, ritengono che la colpa di tali tragedie sia non tanto del commercio di armi, quanto dell’inadeguata sicurezza che offrono scuole e altri enti pubblici. “Se fossero messe al sicuro come banche, tribunali e aeroporti, cose del genere non succederebbero”, osserva Sean. Altri, invece, sono convinti che, se pistole e fucili non fossero così facilmente accessibili, si riuscirebbero ad evitare molti omicidi.

Comprare un fucile al negozio

“Da giovane lavoravo come anatomopatologa, mi occupavo di esaminare corpi morti di morte violenta” racconta Margareth Johnson, medico della Carolina del Nord. “All’obitorio ho visto anche quanto dolore possano portare queste armi nelle nostre case: un bambino può trovare per caso l’arma e spararsi, il marito nel buio potrebbe confondere la moglie per un ladro”.

Vi sono stati anche casi di adolescenti disperati che hanno rubato la pistola al padre e si sono suicidati, nonché casi di vittime di pazzi che per qualche ragione hanno smesso di andare dallo psichiatra. “Ricordo che nel 1994 nel campus dell’Università della Carolina del Nord uno studente di giurisprudenza, un ragazzo intelligente, smise di assumere i farmaci perché il suo dottore andò in pensione. Nella sua testa successe qualcosa che lo portò a prendere l’arma che aveva a casa, tornare al campus e cominciare a sparare sui passanti. Poi si appurò che aveva una schizofrenia paranoica”, racconta Margareth.

Non in tutti gli stati è semplice comprare delle armi. Negli Stati di California e New York e nelle riserve indiane, ad esempio, vige la politica del may-issue, ovvero qui le autorità locali possono conferire il permesso alla vendita a loro discrezione. Negli Stati (la maggioranza) dove vige lo shall-issue, invece, serve un permesso speciale ai sensi di legge. Le norme differiscono, ma è necessario essere maggiorenni (18 o 21 anni), avere la fedina penale pulita e non andare dallo psichiatra. Infine, negli Stati senza limitazioni (come Wyoming, Missouri e Kansas) le armi vengono vendute a tutti.

“Il fatto che alcuni americani possano semplicemente andare in un negozio e comprare una pistola o un fucile è assurdo”, afferma indignata Christie Nordtrop, cittadina dello Stato del Colorado. “Possiedo un’arma di calibro 22, l’ho comprata per niente. Ce l’ho ancora nella sua scatola a casa” ammette. Secondo lei, l’americano medio non ha bisogno di armi a meno che non sia un cacciatore professionista o non viva sperduto in un bosco. Christie ritiene necessario un giro di vite alla legislazione ed è convinta che il governo se ne renderà conto.

A dissentire è il sessantasettenne William Woods che ha lavorato per buona parte della sua vita come poliziotto in Texas e Utah in cui vige lo shall-issue. “Come ex poliziotto posso affermare che il diritto alle armi me lo conferisce la legge e non capisco come qualcuno me lo possa togliere. Chi non è fisicamente in grado di difendersi dai criminali ha bisogno di questo diritto perché talvolta la polizia non riesce ad arrivare in tempo”, continua Woods. “Ho visto casi in cui le persone grazie a un’arma hanno sventato dei crimini e hanno salvato delle vite”. Questi casi non sono riportati nelle statistiche perché in presenza di una pistola il criminale di norma scompare.

Numeri pro e contro

Secondo uno studio del Pew Research Center, il 67% degli intervistati ritiene che la difesa personale sia il motivo principale per cui i civili si comprano una pistola. “Non sappiamo quante vite siano state salvate grazie a un’arma. Ma riusciamo a contare con precisione quanti innocenti sono stati uccisi”, obietta Nordtrop.

Secondo i dati di Every Town Research, ogni anno negli USA muoiono per colpo da arma da fuoco più di 36.000 persone, ovvero circa 100 persone al giorno. Due terzi dei quali sono suicidi. I ricercatori ritengono che l’accesso alle armi triplichi il rischio di suicidio e raddoppi quello di omicidi dolosi.

Ma questa discussione ricorda una conversazione tra un cieco e un sordo. Le due parti sono d’accordo solo su un punto: il tema delle armi viene spudoratamente strumentalizzato dai politici per ingraziarsi il voto dei cittadini o il favore delle multinazionali.

Secondo alcuni sondaggi, il 90% di chi non possiede armi e il 66% di chi le possiede è a favore della proposta di tenere sotto chiave a casa pistole e revolver. L’iniziativa di creare una banca dati federale della vendita di armi da fuoco è stata sostenuta dall’80% dei non possessori e da poco più della metà dei possessori. Un’altra limitazione importante richiesta dal 77% dei non possessori è il divieto alla vendita di equipaggiamento da combattimento, come i fucili d’assalto. Fra i possessori a sostenere quest’idea è il 48%.

Le armi come parte della cultura

Fra gli americani vi è chi ha un atteggiamento neutrale nei confronti delle armi. Uno di questi è Scott Schwartzwelder, psicologo sessantatreenne e professore presso la Duke University. Secondo lui, i dibattiti circa le armi da fuoco polarizzerebbero troppo la società.

Schwartzwelder ritiene che le armi non dovrebbero essere un tema politico. Per gli americani si tratta di una parte della cultura. “Si è venuta a creare questa situazione: la mia famiglia viveva in un paesino di campagna dove quasi tutti avevano armi in casa. Io sin da piccolo sapevo che era così”, racconta. “Rispetto le armi. Ma talvolta mi spaventano, a dir la verità”. Il dottore tiene la sua arma lontano dalle cartucce e ammette che, se fosse aggredito in casa, non riuscirebbe a difendersi con un’arma. Scott non ha mai comprato né un fucile né un revolver ed è improbabile che mai lo farà: l’arma che ha ora l’ha ereditata.

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Gli americani sono profondamente legati alle armi. Sono parte integrate della società sin dalla nascita della stessa e per molti le armi vengono associate all’orgoglio e alla libertà nazionali. Ai sensi del secondo emendamento della Costituzione, il popolo degli Stati Uniti d’America ha il diritto a insorgere se le autorità smettessero di agire per il loro bene: ma non si ritroverebbero più a combattere per il loro diritti con i forconi.

Almeno due terzi degli americani ha vissuto in una casa dove c’erano delle armi. Sette cittadini americani su dieci hanno sparato almeno una volta. Circa un terzo della popolazione possiede una pistola o un fucile, un altro terzo pensa di comprarsene una e il restante terzo, invece, non vuole affatto.

È evidente che questi blocchi contrapposti non raggiungeranno un consenso a breve. Anche i politici non sono pronti a proporre una soluzione al problema. Le notizie di sparatorie mortali accidentali e di omicidi dolosi a sangue freddo appaiono regolarmente sulle prime pagine dei giornali. Per ora l’unica cosa che sono riuscite a fare le autorità è vietare il calcio scorrevole che rende automatiche le pistole semiautomatiche. Ma nel caso di scolari indifesi queste misure sono del tutto inutili: secondo le autorità gli zainetti trasparenti e le regolari prove di evacuazione dovrebbero essere sufficienti.

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Legittima difesa, pistola, Armi, USA
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