13:04 14 Novembre 2019

Il padrino dell’IA: “Il futuro dei sistemi non supervisionati”

© Foto: Screenshot Youtube/The New York Times
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Geoffrey Hinton con i suoi 30 di esperienza nella creazione di reti neurali viene considerato il “padrino dell’intelligenza artificiale”. Oltre alla sua florida attività scientifica Hinton è autore o coautore di più di 200 articoli, tra i quali anche lo studio gli 1986 sulle tecnologie di retro-propagazione dell’errore (back propagation), uno degli approcci principali allo studio delle reti neurali. Inoltre, divulgò l’idea del deep learning.

Geoffrey Hinton, vincitore del premio Turing e collaboratore di Google, ha parlato delle reti neurali e ha condiviso con noi le sue previsioni sul futuro. Gli attuali ritmi del progresso nel settore dell’IA lo sorprendono. “Nel 2012 non mi aspettavo che nei cinque anni a venire saremmo stati in grado di fare traduzioni in molte lingue con l’ausilio di questa tecnologia”, sostiene Hinton.

Tuttavia, l’esperto ritiene che l’approccio contemporaneo al machine learning abbia delle limitazioni. La maggioranza dei modelli di visione artificiale non possiedono meccanismi di feedback, ovvero non tentano di ricostruire i dati da rappresentazioni di livello superiore.

Hinton e i suoi colleghi di recente stanno studiando la corteccia visiva del cervello per prenderne ispirazione. La vista umana funziona secondo il principio della ricostruzione e, a quanto pare, l’applicazione di questi metodi nella visione artificiale permetterebbe di incrementare l’affidabilità del sistema.

Hinton sostiene che anche i neurobiologi possano imparare molto dai creatori di IA. Infatti, ritiene che i futuri sistemi di IA nella maggior parte dei casi non saranno supervisionati. Durante l’apprendimento non supervisionato le informazioni provengono da dati non classificati e non inizializzati. Questo approccio si avvicina alla capacità umana di trovare somiglianze e di reagire a seconda della loro presenza o assenza.

Probabilmente, la teoria dell’IA contribuirà a svelare il grande segreto dei sogni. “Perché non riusciamo a ricordare cosa sogniamo?”, si chiede Hinton. L’esperto ritiene che durante il sonno è come se perdessimo i sensi. “Il senso profondo del sogno potrebbe consistere nell’avviare il processo di apprendimento all’inverso”, ha proposto lo scienziato.

Hinton sostiene che l’IA rivoluzionerà interi settori come quello dell’istruzione: saranno, infatti, creati corsi più personalizzati che terranno in conto la biochimica umana. Sarebbe strano capire come funziona il cervello e non tentare di migliorare le nostre abilità di apprendimento, sottolinea l’esperto.

Ma per farlo serve tempo. E nel prossimo futuro ad interagire con gli utenti e ad aiutarli a prendere le decisioni quotidiane saranno assistenti virtuali come Google Assistant e Alexa. In tal senso le sue previsioni coincidono con il punto di vista di Eric Schmidt, ex direttore esecutivo di Google. Anch’egli ritiene che in futuro gli assistenti virtuali cominceranno a fornirci le informazioni di cui abbiamo bisogno e a istruire i nostri figli.

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Tags:
Tecnologia, Scienza e Tecnica, intelligenza artificiale
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