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21:48 23 Luglio 2019

Perché vediamo i fantasmi? La scienza risponde

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Secondo il Russian Public Opinion Research Center, il 16% dei russi crede di poter entrare in contatto con le anime dei defunti e con i fantasmi. Negli USA è il 57% a crederlo e di questi il 35% afferma di aver comunicato con dei fantasmi. A quanto pare, c’è però una spiegazione scientifica.

Fantasmi in laboratorio

Nella primavera del 2014 in Svizzera 12 volontari parteciparono a un esperimento presso il laboratorio di neurofisiologia del Politecnico federale di Losanna. A queste persone fu detto che sarebbe stato testato il comando a distanza di un braccio meccanico. Bisognava dare le spalle al braccio meccanico e lasciarsi toccare da questo. Inizialmente tutto andò bene: i partecipanti allo studio attivavano il robot con un movimento delle dita e si sentivano sfiorare la schiena in tempo reale da un movimento riprodotto fedelmente. Cominciarono a pensare che si stessero toccando da soli. Ma poi i ricercatori cominciarono a inserire un ritardo di 500 millisecondi tra il movimento del braccio meccanico e quello delle mani. I volontari percepirono, dunque, delle distorsioni. Chiesero di smettere l’esperimento, perché vedevano un fantasma che li osservava e li toccava. Sembrò loro che una forza invisibile li tirasse indietro verso il braccio meccanico. Questa paura fu così grande che due dei volontari lasciarono il laboratorio sebbene gli scienziati cercassero di spiegare loro cosa stesse realmente succedendo.

E la spiegazione è semplice: fantasmi, angeli e demoni compaiono in seguito a una distorsione dei segnali motori e sensoriali. Questi segnali permettono di farci un’idea di dove siamo nello spazio. Quando il sistema di riconoscimento e analisi dei segnali va in panne (ad esempio, quando siamo malati o durante un esperimento) la persona ottiene una seconda immagine del proprio corpo che viene interpretata come qualcosa di estraneo. È totalmente frutto dell’immaginazione, osservano gli autori dello studio.

Vibrazioni segrete

A descrivere il misterioso incontro con un fantasma nel suo laboratorio fu lo scienziato britannico Vic Tandy. All’inizio degli anni ’80 condusse molti esperimenti per una grande casa farmaceutica. Un giorno mentre stava lavorando il ricercatore percepì nella stanza un’altra presenza. Con la coda dell’occhio vide una figura grigia vicino a lui, ma, quando si girò, non c’era già più. Alcuni giorni dopo, mentre lo scienziato stava pulendo la sua spada (Tandy era uno schermista professionista) nel suo studio, si accorse che la lama vibrava leggermente anche se veniva inserita nel fodero. Tutto lasciava presagire la presenza di ospiti sconosciuti.

Ma Tandy non sarebbe stato uno scienziato se non avesse cercato di capire cosa stesse succedendo. Nel suo laboratorio alcune settimane prima avevano installato un ventilatore che vibrava a una frequenza di circa 19 Hz, il che corrisponde alla banda degli infrasuoni. L’orecchio umano non è in grado di riconoscerla. Dunque, il dispositivo produceva vibrazioni e creava immagini che in realtà non c’erano. Quando rimossero il ventilatore dal laboratorio, anche gli ospiti misteriosi scomparvero.

In seguito Tandy sviluppò un’intera teoria secondo cui tutte le prove di incontri con il soprannaturale siano il risultato dell’influenza che hanno sull’uomo distorsioni di infrasuoni generate da fonti diverse come terremoti, fulmini, attività vulcaniche o mezzi di trasporto.

Lo scienziato morì nel 2005 e nel 2008 i ricercatori del King's College London confermarono le sue ipotesi.

Equipaggiarono un’apposita stanza con alcune sorgenti di infrasuoni e chiesero a 79 volontari di passarvi alcune ore. I partecipanti all’esperimento poi ammisero di aver visto strane figure e di aver sentito presenze soprannaturali.

Muffa, gas e spifferi

Secondo i dati della Gallup, un terzo degli americani, il 28% dei canadesi e il 40% dei britannici credono che alcune case siano letteralmente infestate dai fantasmi. In quei luoghi gli oggetti si muoverebbero da soli, le porte sbatterebbero da sole e si sentirebbero urla raccapriccianti. In realtà il problema non è legato ai fantasmi, ma ad altro. Praticamente tutte le case in cui sono apparsi questi presunti ospiti paranormali erano mal termoisolate (in altre parole, si sentivano continuamente spifferi) o invase dalla muffa. Talvolta, sono state rilevate persino perdite di monossido di carbonio.

Ad esempio, i ricercatori della Clarkson University (USA) hanno evidenziato la presenza di spore della muffa in tutti gli edifici in cui erano state rilevate presenze soprannaturali. Si sa che le micotossine (un veleno prodotto da microscopici funghi) possono scatenare paura irrazionale, contrazioni muscolari incontrollabili, perdita dell’orientamento e persino demenza, ovvero tutte condizioni spesso descritte da coloro che vedevano i fantasmi.

Secondo i ricercatori proprio la muffa avrebbe indotto gli abitanti delle case infestate a credere davvero alla presenza di ospiti soprannaturali.

Le conseguenze dell’intossicazione da monossido di carbonio, inodore e incolore, sono ancora peggiori: nausea, stanchezza, allucinazioni, confusione e persino morte.

In una delle più note case infestate in cui si sentivano strani cigolii e rumori di passi in una camera vuota e in cui si vedevano figure di persone che si libravano nell’aria furono rilevati problemi al camino.

Il fumo proveniente dal camino non passava nel tubo preposto ma si diffondeva per tutta la casa. Gli abitanti dello stabile, dunque, erano intossicati da monossido di carbonio e non infestati dai fantasmi, come pensavano. Non appena ripararono il camino, i fantasmi scomparvero.

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scienza, fantasmi
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