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12:07 22 Luglio 2019

Ricerca scozzese: troppi hamburger e patatine portano alla depressione

© Foto: Daniel Reche/Pixabay
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L’affascinante ricerca di un gruppo di studiosi scozzesi conferma una correlazione tra il consumo di alimenti grassi e l’insorgere della depressione. Alcuni grassi alimentari penetrano nel cervello e violano le segnalazioni cellulari nell’ipotalamo.

È ormai da tempo che i ricercatori studiano la correlazione tra l’obesità e la depressione. Sembrerebbe che il legame tra questi fenomeni sia puramente psicologico.

Eppure alcuni studi rivelano la presenza di un meccanismo biologico. In passato era già stato scoperto che un regime alimentare grasso provoca nei topi comportamenti depressivi che spariscono dopo la somministrazione di antibiotici che agiscono sui microrganismi dell’apparato intestinale.

Una nuova ricerca svolta in Scozia parte proprio dai batteri intestinali e studia i meccanismi neurologici dello sviluppo della depressione esposti all’influenza degli alimenti ricchi di grassi.

Una volta stabilito che nei topi sia l’obesità ereditaria che quella legata a un regime alimentare scorretto portano alla depressione, i ricercatori hanno esaminato quello che succede nei cervelli degli animali, scrive New Atlas.

Si è rilevato che i tratti distintivi della depressione sono indotti durante la violazione delle segnalazioni cellulari via cAMP – PKA nell’ipotalamo. E si è scoperto che queste violazioni sono determinate dalla presenza di diversi acidi grassi proprio in questa sezione del cervello.

È la prima volta che si osserva una penetrazione diretta degli acidi grassi alimentari attraverso la corrente sanguigna e il loro accumulo nel cervello.

Tempo fa era stato notato che i pazienti affetti sia da obesità che da depressione reagiscono peggio agli antidepressivi rispetto a quelli che non hanno peso in eccesso. I ricercatori dell’università britannica di Glasgow propongono quindi di elaborare una nuova generazione di antidepressivi che agiscano proprio su questo meccanismo neurologico e aiutino i pazienti affetti d obesità e depressione.

“Spesso usiamo gli alimenti grassi per consolarci, perché ci sembrano buoni, ma alla lunga questi alimenti influiscono negativamente sul nostro umore”, dice George Baillie, capo del gruppo di ricercatori. “E naturalmente quando vi sentite depressi cercate di tirarvi su il morale mangiando più alimenti grassi che a loro volta rafforzano le emozioni negative”.

Applicando il metodo matematico i ricercatori americani sono giunti a un’altra importante conclusione, quella sulla diretta correlazione tra attività fisica e depressione: fare sport può difenderci da questa patologia.

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Tags:
depressione, obesità, Ricerca scientifica
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