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21:37 20 Agosto 2019

La Via Lattea spezza le galassie e le “ruba” la materia oscura

© Sputnik . Vladimir Smirnov
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La Via Lattea spezza le altre galassie e poi “ruba” quasi tutta la loro materia oscura. Lo hanno scoperto gli astronomi osservando il cosiddetto Anello dell’Unicorno, una delle correnti stellari più visibili.

Il satellite GAIA, lanciato nel 2013 per svolgere una missione astrometrica, ha permesso agli astronomi di capire che circa 2-3 miliardi di anni fa la nostra galassia è stata sede di un potentissimo fenomeno di starbust, ossia un picco del processo di formazione stellare, causato dalla collisione con una delle galassie vicine. Le prove sono state pubblicate dal giornale Astronomy & Astrophysics.

“Abbiamo misurato la distanza precisa di più di 3 milioni di stelle nelle vicinanze del Sole e abbiamo scoperto che la Via Lattea si è evoluta in modo diverso da come si pensava prima. Circa cinque miliardi di anni fa è stata esposta a una certa perturbazione esterna, probabilmente allo scontro con un’altra galassia”, spiega Roger Mor dell’Università di Barcellona, uno degli autori della ricerca.

La Via Lattea nel suo spazio intergalattico non è sola, ma in compagnia di un intero seguito di galassie nane, la maggior parte delle quali invisibili al nostro sguardo in quanto emanano una luce estremamente fioca. Oggi gli studiosi ritengono che molte di queste galassie nane periodicamente si avvicinino alla nostra galassia e la “traccia” di questo fenomeno sarebbero le cosiddette correnti stellari.

Le correnti stellari sono simili a dei nastri di stelle non legate l’una all’altra da forze gravitazionali che ruotano attorno al centro della Via Lattea sopra e sotto al suo disco, dove si trovano la Terra, il Sole e le altre stelle. Secondo le ultime ipotesi degli astronomi, le correnti stellari sarebbero quanto resta di ammassi globulari o galassie nane che in un passato lontano sarebbero state fatte a pezzi o ingurgitate dalla Via Lattea.

Durante questi avvenimenti dal carattere apocalittico la Via Lattea “ruba” quasi tutta la materia oscura delle galassie da lei spezzate, come i ricercatori hanno potuto osservare sei anni fa analizzando l’Anello dell’Unicorno. Di conseguenza le galassie cadono a pezzi e si trasformano in nastri di stelle come quelli che oggi possiamo vedere di notte sopra al disco della nostra galassia.

È ormai da tempo che la scoperta delle tracce di tali “incidenti spaziali” spinge gli astronomi a interrogarsi sul ruolo che tali eventi hanno avuto nella vita della Via Lattea e nella sua evoluzione in un passato remoto. Osservando le altre galassie si evince che grosse collisioni tra le stesse hanno luogo piuttosto frequentemente e non è ancora chiaro quali fattori ne determinino le conseguenze.

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Tags:
Scienza e Tecnica, Ricerca scientifica, galassia, Universo, Via Lattea, Astronomia
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