08:23 13 Dicembre 2019

Gli USA seguivano con attenzione le parate sovietiche

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La parata in Piazza Rossa è sempre stata per i cittadini sovietici un momento di festa e un simbolo della potenza delle Forze armate. Per l’intelligence straniera, invece, fu sfruttata come fonte per identificare i nuovi armamenti creati in Unione Sovietica.

Tra gli anni ’50 e ’70, nel periodo in cui l’URSS creava attivamente nuovi missili, queste parate furono l’unico modo per vedere da vicino queste armi, cosa molto importante per i Paesi del blocco occidentale durante la Guerra fredda.

Alla fine del 2018 il progetto “Archivi di sicurezza nazionale” ha pubblicato documenti che ci permettono di capire come lavoravano i servizi segreti occidentali. James David, curatore del dipartimento di Storia dello spazio presso il Museo nazionale dell’aviazione e della cosmonautica di Washington, che ha analizzato questi documenti, ha spiegato a Sputnik per quale motivo le parate suscitassero così tanto interesse per l’intelligence.

Pochi dati dall’alto

La raccolta di dati sul posizionamento di missili, aerodromi e altre entità sovietiche negli anni ’60 avveniva perlopiù dall’alto. Inizialmente le migliori immagini erano fornite dall’aereo da ricognizione U-2, ma con esso fu possibile compiere solamente 24 missioni di successo sull’Unione Sovietica. La 25a fu l’ultima: i militari sovietici colpirono il mezzo del pilota Gary Powers, esito inaspettato per gli americani. Allora quello che interessava era raccogliere immagini di siti sovietici legati all’esplorazione dello spazio. Al tempo gli U-2 riuscirono a mappare circa il 15% dell’URSS.

“La nostra prima missione di successo fu chiaramente la CORONA del 18 agosto 1960. In quell’occasione si mapparono più zone dell’Unione Sovietica di quanto non si fece durante le restanti 24 missioni con una risoluzione assai inferiore. Era, infatti, una risoluzione di circa 30-35 piedi (11-12 metri) rispetto all’U-2 che riusciva a mappare anche fino a 2 piedi (60 cm). E la CORONA presentava numerosi problemi sebbene nel giro di un paio d’anni divenne un sistema di gran successo”, racconta James David a Sputnik.

Secondo lui, la missione principale di CORONA fu la mappatura di grandi aree per determinare il posizionamento di diversi siti. Nel 1963 gli USA lanciarono il satellite GAMBIT-1 equipaggiato con le tecniche ottiche più all’avanguardia e in grado di fornire immagini ad alta risoluzione comparabili per qualità a quelle dell’U-2.

“Poi tra il 1966 e il 1986 vi fu il GAMBIT-3. Tutte le immagini e i dati da esso ottenuti sono ad oggi ancora segretati. Erano di elevatissima risoluzione. Il GAMBIT-3, però, mappava una porzione decisamente inferiore di superficie terrestre. Probabilmente 10x10 miglia (circa 16x16 km, NdR), ma con risoluzione maggiore”, spiega David. Stando all’esperto, si tratta di una risoluzione che arrivava anche a meno di 30 cm.

L’erede di CORONA nel 1971 fu l’HEXAGON il quale garantiva una risoluzione fino a 60 cm e mappò molto più del suo predecessore.

“Il nostro primo sistema digitale nacque nel dicembre 1976 con il nome in codice KENNEN. E questo è tutto ciò che sappiamo. Le informazioni riguardanti questo sistema non sono ancora state diffuse”, spiega David.

Tuttavia, nonostante il continuo perfezionamento dei mezzi di ricognizione spaziale, si riuscì in poche occasioni a fotografare i missili balistici intercontinentali sovietici che potevano essere avvistati solamente in caso di lanci di prova. Riuscire a scattare fotografie del genere significava avere grande fortuna. Inoltre, anche i satelliti più all’avanguardia non avevano la possibilità di fotografare la tecnica militare nel dettaglio. In occasione delle parate militari si cercava di colmare proprio queste mancanze.

Diplomatici con la macchina fotografica

David racconta che le fotografie venivano scattate a tutte le parate: non solo a Mosca, Leningrado e altre città dell’Unione Sovietica, ma anche a Berlino Est, Praga e in Cina.

“A queste parate si potevano ottenere fotografie molto dettagliate che servivano a perseguire gli obiettivi dell’intelligence”, spiega.

Secondo l’esperto, queste fotografie insieme alla telemetria di volo dei missili balistici intercontinentali e a “informazioni ottenute da altre fonti” permettevano di capire di quante parti fossero composti i missili, quale carburante utilizzassero, quale massa riuscissero a trasportare e su quali distanze. A condurre questa “caccia fotografica” ai mezzi sovietici non furono solo gli americani, ma anche i loro alleati. 

“Questo non lo posso confermare, ma si trattava di collaboratori della CIA, erano diplomatici. Lavoravano con francesi e britannici. Le riprese venivano probabilmente mostrate e poi scambiate con britannici e francesi, ma non lo so con certezza”, afferma.

Fonte sovietica

Sul sito degli Archivi di sicurezza nazionale sono state pubblicate le fotografie segretate delle parate tenutesi il 01/05 e il 07/11 in Piazza Rossa in anni diversi. Alcune scattate dalle mura del Cremlino, altre dal GUM. Una è stata persino scattata dall’alto di una strada, ma è impossibile capire esattamente quale.

Tutte le fotografie riportano la dicitura Top Secret e sono firmate. Nella firma sono indicati il nome della tecnica militare fotografata, il luogo e la data dello scatto. Una serie di foto scattate molto vicino ai mezzi militari (dalla prima fila degli spettatori, per intenderci) riporta la dicitura “Fonte sovietica”.

In base ad alcune fotografie scattate alla parata del Primo maggio 1960 si può concludere che gli scatti siano stati effettuati da più persone, inclusa una “fonte sovietica”. In particolare, le fotografie mostrano il missile balistico di media gittata R-12 (SS-4 secondo la classificazione occidentale), un missile balistico R-17 (SS-1 Scud), semoventi d’artiglieria, missili a lungo raggio S-75 Desna (SA-2 Guideline). Le fotografie scattate alle parate di altri anni mostrano invece il missile balistico GR-1 (SCRAG), il missile balistico intercontinentale R-36 (SS-9) e altri. Venivano fotografati anche altri mezzi, in particolare velivoli che effettuavano sorvoli a bassa quota.

Non solo armi

Fra i documenti non più segretati (anche non completamente) vi sono stime effettuate sulla base delle immagini ottenute. Queste cartelle contengono molte fotografie che dimostrano che le sessioni fotografiche venivano effettuate da diverse angolazioni dalle finestre che davano sulle strade lungo le quali passavano le parate.

“Era importante cercare di scattare da posizioni diverse: dall’alto, dai lati, ecc. Penso che avessimo persone posizionate in tutti i punti strategici e che tutto venisse pianificato, sebbene io non sia riuscito a trovarne menzione da nessuna parte”, afferma David.

Secondo lui, all’inizio degli anni ’70 le fotografie scattate alle parate erano già 1000. Una delle stime pubblicate era dedicata al missile antibalistico A-350 (Galosh) che faceva parte del sistema di difesa antimissilistica di Mosca.

In diverse fotografie il missile era coperto da un involucro, ma in fase di analisi gli americani prestarono particolare attenzione alla parte posteriore visibile che permise di trarre conclusioni sui motori. L’analisi è un documento di 11 pagine (una di esse ancora segretata), la maggior parte delle quali occupate da fotografie.

La descrizione vera e propria, lunga meno di una pagina, parla in sostanza delle dimensioni degli elementi visibili e della loro presunta destinazione.

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Inoltre, nel documento è incluso un disegno molto preciso del missile e del suo traino con l’indicazione di tutte le dimensioni.

Secondo David, oggi le tecnologie satellitari e l’accessibilità a fotografie di qualità sono su un altro livello. Ad ogni modo, però, le fotografie in occasione delle parate rimangono comunque una parte importante nel processo di raccolta di dati riguardo agli armamenti.

Stando ad altri documenti, la CIA contava con attenzione quante unità di combattimento avessero preso parte alla parata e che cosa fossero precisamente. Dell’esito della parata di Mosca veniva informato anche il Consiglio nazionale di sicurezza USA. E non sempre l’attenzione era rivolta alle armi.

Ad esempio, in seguito alla parata del Primo maggio 1956 alla Casa Bianca si segnalò che:

“L’evento del Primo maggio a Mosca ha fatto prova dell’attuale “politica pacifica” sovietica: sono stati mostrati meno mezzi da combattimento e dal discorso pronunciato dal ministro della Difesa Zhukov è emersa meno violenza. La parata inoltre ha dimostrato la rinnovata volontà del Cremlino di portare avanti il processo di destalinizzazione”. In particolare, quest’ultimo punto venne segnalato poiché in tutta Mosca si vide un solo ritratto di Stalin.

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Tags:
guerra fredda, Armi, Armamenti, Missili, Spionaggio, Parata militare, URSS, USA
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