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07:54 15 Settembre 2019
Gioconda

Da Vinci: Gioconda mai terminata per frattura al braccio

Leonardo da Vinci
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Leonardo da Vinci non portò mai a termine la Gioconda perché svenendo si fratturò un braccio. Così sostiene un nuovo studio.

La causa della disabilità di da Vinci è stata oggetto di discussione da parte degli storici dell’arte per diversi secoli e di recente la teoria di una paralisi parziale sopravvenuta in seguito a un ictus è diventata quella preponderante. Secondo i sostenitori di questa teoria, la dieta ad alto contenuto di latticini che da Vinci seguiva renderebbe più verosimile l’ipotesi di un ictus.

Tuttavia, due medici italiani sostengono ora di aver risolto il mistero dopo aver studiato il dipinto di un artista lombardo poco noto raffigurante proprio da Vinci. Il disegno di Giovan Ambrogio Finio raffigura un anziano da Vinci con il braccio destro disposto in posizione perpendicolare rispetto al corpo, come fasciato nelle pieghe dei suoi abiti.

Il pollice, l'indice e il medio appaiono distesi, mentre anulare e mignolo sono contratti.

Il dottor Davide Lazzeri, chirurgo plastico, e il dottor Carlo Rossi, neurologo, sul Journal of the Royal Society of Medicine sostengono che, se da Vinci avesse davvero avuto un ictus, la paralisi molto probabilmente avrebbe coinvolto tutto il pugno e non solo alcune dita.

I medici sottolineano anche l’assenza di prove circa il fatto che il maestro vinciano avesse subito danni facciali o neurologici, cosa comune in seguito a un ictus.

Invece, i medici ritengono che la posizione assunta dalla mano (una sorta di artiglio) potrebbe indicare piuttosto la presenza di una paralisi ulnare, un danno traumatico che colpisce spesso i nervi degli anziani in seguito a una caduta dovuta a uno svenimento o a una vertigine.

“Questo potrebbe spiegare perché ha lasciato numerosi dipinti incompleti, inclusa la Gioconda, durante gli ultimi cinque anni della sua carriera come pittore mentre ha continuato a insegnare e disegnare”, ha detto il dottor Lazzeri.

Da Vinci era mancino, scriveva e disegnava con la mano sinistra, ma la maggior parte degli studiosi pensa che usasse la mano destra per dipingere.

Da dipinti attribuiti a da Vinci si vede che le ombre e il tratteggio vanno da sinistra a destra, lasciando pochi dubbi circa il fatto che fosse mancino. Dati biografici, invece, sosterrebbero la tesi per cui usasse la destra per dipingere.

Secondo il nuovo studio, questo spiegherebbe perché l’artista fosse lucido e attivo (cosa non del tutto scontata in seguito a un ictus), ma non fosse in grado di dipingere negli ultimi anni della sua carriera.

In una nota appuntata in seguito alla visita a da Vinci del 1517 sul diario di Antonio de Beatis, assistente del cardinale Luigi d’Aragona, si legge: “Anche se da lui per essergli venuta certa paralisi su la destra non ci si può più aspettare cosa buona… E benché il predetto messer Leonardo non possa colorare con quella dolcezza solita, pure può fare disegni ed insegnare ad altri”.

La Gioconda è stata cominciata tra il 1503 e il 1504 a Firenze e si dice che da Vinci abbia indugiato molti anni prima di lasciarla incompleta.

Sebbene non i principali, i dipinti eseguiti dal maestro dopo il suo infortunio al braccio occupano una posizione importante nel canone vinciano.

Parliamo di Sant'Anna, la Vergine e il Bambino con l'agnellino, nonché di studi su cani, cavalli, draghi e San Giorgio.

Prima dell’infortunio, che sarebbe avvenuto nel 1505, da Vinci era noto per la sua grande forza.

In un estratto da un’opera dell’amico pittore Giorgio Vasari, pubblicata circa 30 anni dopo la morte dell’eclettico artista, si legge: “Egli con le forze sue riteneva ogni violenta furia; e con la destra torceva un ferro d’una campanella di muraglia et un ferro di cavallo, come se fusse piombo”.

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Tags:
Storia, Ricerca scientifica, studio, Italia, Leonardo da Vinci
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