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08:42 16 Ottobre 2019

Le agenzie spaziali simulano la Fine del mondo

CC0 / Pixabay
Mondo
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Cosa succederebbe se la Terra fosse minacciata dalla collisione con un grande asteroide in avvicinamento? Per elaborare un piano di contrasto e salvataggio dell’umanità, le agenzie spaziali leader al mondo stanno conducendo una simulazione di questo preoccupante scenario.

Nulla lasciava presagire la catastrofe. In una realtà parallela, del tutto identica alla nostra, l’umanità viveva come faceva tutti i giorni finché non ricevette una notizia terribile: verso la Terra si avvicinava molto velocemente l’enorme asteroide 2019 PDC che minacciava di cancellare qualsiasi essere vivente dalla faccia della Terra!

Una prospettiva preoccupante, no? Ahinoi, non possiamo fare molto per proteggerci. Certo, gli scienziati dicono che la probabilità di una collisione sia molto bassa, solo di una su 50.000. Tuttavia, in sole 2 settimane, a mano a mano che il corpo celeste si avvicina, si potrebbe passare da rischio effimero a minaccia reale.

La buona notizia è che 2019 PDC (o NEO, Near Earth Object) è un corpo celeste di fantasia. Ma può tranquillamente essere assimilato ai suoi “fratelli” reali i quali suscitano la preoccupazione degli studiosi. A tal proposito la NASA, la FEMA (l’Ente federale statunitense per la gestione delle emergenze) e partner internazionali come l’ESA (l’Agenzia spaziale europea) stanno conducendo una simulazione di come bisognerebbe reagire in una situazione simile. Queste “esercitazioni” permettono in tempo reale di simulare la situazione di emergenza in cui si scopre che un asteroide che minacciava solo parzialmente la Terra è in realtà molto vicino al nostro pianeta.

La NASA ha condotto simulazioni di questo tipo da diversi anni e la ragione è seria: al momento si registra un aumento dell’attività degli asteroidi rispetto a milioni di anni di relativa tranquillità. Spesso sentiamo che gli asteroidi si trovano molto vicini alla Terra e che in poche ore potrebbero raggiungere il nostro pianeta. Sebbene le probabilità che si verifichi una catastrofe sono basse, sono comunque presenti e oggi l’umanità non è pronta a gestire una situazione simile. La NASA sta tentando di migliorare le cose ed elabora continuamente nuove strategie per migliorare i nostri sistemi di rilevamento degli asteroidi e per minimizzare i danni provocati dalla collisione.

In parte questo è legato alla creazione avvenuta nel 2016 del nuovo PDCO (Planetary Defense Coordination Office) che fornirà supporto nell’organizzazione delle esercitazioni di questa settimana. Secondo lo scenario ipotizzato, l’asteroide è stato rilevato per la prima volta il 26 marzo 2019. Le stime hanno evidenziato che il corpo celeste di circa 300 metri rientra nella categoria “potenzialmente pericoloso”, ovvero molto probabilmente può colpire la Terra. Analisi successive hanno dimostrato che la data più probabile di collisione è il 29 aprile 2027, cioè tra circa 8 anni. Gli scienziati sono inoltre a conoscenza del cosiddetto “corridoio di rischio”, ovvero delle aree in cui l’asteroide potrebbe colpire la Terra.

Nell’ambito della simulazione i partecipanti discuteranno di vari aspetti fra cui la possibilità di deviare gli asteroidi, valuteranno le questioni relative ai finanziamenti e a come gestire la reazione della popolazione a una imminente fine del mondo. Inoltre, delineeranno piani d’azione per fornire aiuto prima e dopo la catastrofe. Questa simulazione uscirà per la prima volta dalle mura dei laboratori: i dati saranno pubblicati in Rete e sarà possibile seguirne lo sviluppo sull’account Twitter @esaoperations, sul blog ESA Rocket Science e sul sito di CNEOS.

Tags:
Umanità, Ricerca, catastrofe, catastrofe, Spazio, Spazio
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