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15:38 24 Agosto 2019
Auto della polizia vicino all'ambasciata dell'Ecuador a Londra

Spagna, due fermi per il ricatto di WikiLeaks

© AFP 2019 / Niklas Halle'n
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La polizia spagnola ha fermato due persone sospettate di aver ricattato WikiLeaks. Lo riporta oggi il giornale online eldiario.es, affermando che i due fermati sono stati rilasciati dopo l'interrogatorio.

L'inchiesta è stata avviata dal tribunale numero 8 di Madrid, dopo la denuncia del capo redattore di Wikileaks, il giornalista islandese Kristin Hrafnsson, contro alcuni cittadini spagnoli che, all'inizio di aprile, durante un incontro a Madrid, lo avrebbero ricattato chiedendogli 3 milioni di euro per non divulgare materiali relativi alla vita di Julian Assange presso l'ambasciata dell'Ecuador di Londra.

Tra questi materiali ci sarebbe un video di Assange nelle aree private dell'ambasciata, diverse registrazioni audio dei suoi incontri, copie della corrispondenza tra Assange e i suoi legali, messaggi privati e documenti di persone che avrebbero incontrato il fondatore di Wikileaks.

La polizia di Alicante ha fermato, e rilasciato dopo averli sottoposti ad interrogatorio, José Martin Santos, proprietario dell'agenzia Agencia6 e principale sospettato. L'identità della seconda persona non è stata resa nota.

Wikileaks ha, inoltre, presentato una causa simile al Tribunale nazionale spagnolo contro i dipendenti dell'ambasciata ecuadoriana a Londra e una società di vigilanza. Il tribunale deve ora decidere se accettare la denuncia.

Alla fine di aprile l'avvocato di Assange, Carlos Poveda, ha sporto una querela all'ufficio del procuratore generale ecuadoriano per le presunte violazioni contro il suo cliente nell'ambasciata di Londra, compreso il furto e la divulgazione di dati personali. Nella denuncia figurano l'ambasciatore ecuadoriano nel Regno Unito, Jaime Marchan, e quattro impiegati di Promsecurity.

L'11 aprile Julian Assange è stato arrestato dopo che l'Ecuador, nella cui ambasciata di Londra viveva da rifugiato dal 2012 per sfuggire all'estradizione negli Stati Uniti, gli ha revocato la concessione di asilo. Assange, noto per essere il fondatore del sito WikiLeaks, nel 2010 è stato condannato da un tribunale svedese per reati sessuali. Al processo non si presentò e fece perdere le sue tracce per diverso tempo. Inserito nella lista dei ricercati internazionali, venne arrestato a Londra ma fu presto rilasciato su cauzione. Nel 2017, il caso contro di lui in Svezia è stato chiuso, ma dopo l'arresto di oggi, l'Ufficio del procuratore svedese ha annunciato la possibilità di riaprirlo.

Il dipartimento della giustizia degli Stati Uniti lo ha accusato di aver collaborato con l'informatore Bradley Manning (Chelsea, dopo il cambio di sesso) in un attacco informatico ai danni del dipartimento della difesa. Gli Stati Uniti devono presentare tutti i documenti sull’estradizione del fondatore di WikiLeaks Julian Assange entro il 12 giugno.

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Ricatto, Wikileaks, Spagna
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